Giornata consapevolezza autismo, Genova Inclusiva: “Basta retorica, servono cambiamenti concreti”

  • Postato il 1 aprile 2025
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  • Di Genova24
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Genova. Premesso che domani, 2 aprile, si celebra la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo, oggi, 1 aprile, ricorre il celebre “Pesce d’Aprile”. È amaro constatare che la giornata degli scherzi si apra con servizi dedicati alle persone con disabilità, trattando temi come scuola, cure e inclusione lavorativa con la consueta narrazione retorica che si ripete ogni anno senza portare cambiamenti concreti”.

A dirlo in una nota stampa Marco Macrì, coordinatore di Genova Inclusiva, che da anni si batte per i diritti di ragazzi e ragazze con disabilità e le loro famiglie. “Mentre si parla di diritti e inclusione, la realtà racconta un’altra storia – aggiunge – Sono stati tagliati 400 milioni destinati alle persone con disabilità. La riforma sul sostegno e l’inclusione è stata nuovamente rimandata. Si propone di formare insegnanti di sostegno con percorsi universitari telematici dimezzati, senza esami di sbarramento e tirocini adeguati. L’accesso a cure logopediche e psicomotorie, che dovrebbero essere garantite dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), richiede anni di attesa in molte regioni d’Italia”

“Ogni anno, in occasione di questa ricorrenza, i media celebrano una presunta inclusione che nei fatti è ancora un miraggio – osserva Macrì – Siamo tra i peggiori in Europa per quanto riguarda l’integrazione scolastica, con classi differenziali di fatto ancora presenti( troppo spesso si allontanano alunni e alunne autistiche dalla classe , dalle gite e si lasciano in compagnia dei bidelli). Il diritto all’istruzione e alle cure è spesso garantito solo attraverso interminabili battaglie legali: genitori costretti a rivolgersi ai tribunali per ottenere insegnanti di sostegno, operatori specializzati (OEPAC, OSE, OSA) o per difendere i propri figli da discriminazioni sul posto di lavoro.

“Domani, nella giornata dedicata alla consapevolezza dell’autismo e delle persone neurodivergenti, un appello – conclude – evitiamo di definirle “affette da…”. Le persone autistiche e neurodivergenti non sono malate, ma possiedono un modo di pensare e elaborare concetti che può essere diverso, e spesso persino più efficace, rispetto a quello delle persone neurotipiche. Invitiamo tutti a una maggiore tolleranza: Non giudicate un bambino come capriccioso o maleducato senza conoscere la sua condizione; potreste ferire i suoi genitori e fare brutta figura. Non trattate una persona autistica come un bambino piccolo, sminuendone le capacità; potreste ferirla e ricevere una reazione di sdegno. Alla politica, un ultimo appello: se non sapete come legiferare su questi temi, non improvvisate. Proposte come i giri in moto al posto di cure scientificamente validate dimostrano solo una profonda ignoranza delle reali necessità delle persone neurodivergenti. Supportate adeguatamente questi bambini e ragazzi: da “spesa pubblica” potranno diventare contribuenti, se accompagnati nel loro percorso di crescita con gli strumenti adeguati. Un’altra cosa, vi prego: alle persone autistiche non manca nessun pezzo… quindi non usate pezzi di puzzle come simbolo per loro”.

Autore
Genova24

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