Giochi al vetriolo: Sighel e Arianna Fontana come Ceccon e Pellegrini, tensione alle stelle nello short track
- Postato il 12 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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I Giochi olimpici regalano imprese meravigliose. Come il doppio oro azzurro nello slittino conquistato in meno di un’ora o quella incredibile di Federica Brignone, salita sul gradino più alto del podio nel superG a distanza di soli 10 mesi dal gravissimo infortunio che ha messo a serio rischio la sua carriera. Successi, medaglie, storie, ma anche veleni. Milano Cortina come Parigi. Dall’acqua al ghiaccio. Dal nuoto allo short track. C’è un nuovo caso che agito lo sport italiano, quello che vede protagonisti Pietro Sighel e Arianna Fontana. E che ricorda molto le scintille tra Thomas Ceccon e Federica Pellegrini.
Giochi e veleni: Sighel contro Fontana
Nel giorno del trionfo inaspettato e perciò ancor più speciale della ‘Tigre’ Brignone, si registra l’attacco di Sighel alla leggenda Arianna Fontana. Lo splendido oro conquistato nella staffetta mista di short track presso la Milano Ice Skating Arena non nasconde le tensioni, portate di nuovo a galla dal pattinatore trentino.
Dopo aver fatto discutere per quell’esultanza da molti ritenuta arrogante – ha superato il traguardo di spalle per volgere lo sguardo agli avversari che lo inseguivano -, Sighel punta il dito contro la portabandiera dell’Italia, l’atleta dei record, sempre a medaglia per sei Giochi di fila come il mito dello slittino Armin Zöggeler e -1 dal primato di Mangiarotti. “Ma chi la conosce” ha detto a La Repubblica. “Da otto anni si allena all’estero. Di sicuro con lei non siamo una squadra, se non per i due minuti e mezzo in pista”. Poi l’ultima stoccata: “Quelle davvero brave sono le nostre ragazze, che hanno saputo fare squadra e crescere anche senza di lei”.
I motivi degli attriti
Il nastro va riavvolto al 2019 quando Fontana accusò i suoi compagni di squadra Andrea Cassinelli e Tommaso Dotti di averla fatta cadere intenzionalmente durante un allenamento a Courmayer.
Di qui la decisione di allenarsi negli Stati Uniti, anche se nel 2024 il Tribunale della Federghiaccio ha assolto i due atleti. “È finita come doveva finire anzi non doveva nemmeno” ha sottolineato Sighel.
Il caso Ceccon-Pellegrini
Gli screzi tra Sighel e Fontana riportano alla mente quelli recenti tra due assi del nuoto: Thomas Ceccon e Federica Pellegrini. Dopo l’oro conquistato nei 100 dorso alle Olimpiadi di Parigi, il nuotatore veneto ha riservato più di una stilettata all’indirizzo della Divina, con cui si allenava nella stessa piscina.
“Cosa rappresenta per me? Niente. Non è mai venuta a dirmi una parola. Si fa i fatti suoi e io mi faccio i fatti miei. L’ho vista allenarsi tantissimo. L’ho ammirata come sportiva. Per il resto, sinceramente no”. Il primo a replicare era stato il marito di Fede, Matteo Giunta: “Il rispetto è il valore fondamentale alla base dello sport e della vita. Se non ce l’hai, puoi anche aver vinto le Olimpiadi ma vali zero”. Poi è uscita allo scoperto anche la diretta interessata: “Non è il primo collega maschio che tenta di sminuirmi. Davanti al nome Federica Pellegrini a qualcuno viene voglia di tirare batoste”.