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Giocano in un torneo scolastico, Treviso Basket punisce due 17enni: “Hanno mancato di rispetto ai compagni”

  • Postato il 13 aprile 2026
  • Sport News
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Giocano in un torneo scolastico, Treviso Basket punisce due 17enni: “Hanno mancato di rispetto ai compagni”

Un torneo tra scuole, con la palestra gremita di studenti a tifare ognuno per il proprio istituto, si è trasformato in un incubo sportivo per due giovani di 17 anni. È successo tutto alla Reyer School Cup, un’iniziativa scolastica organizzata dalla Reyer Venezia, società di basket di Serie A, che ogni anno coinvolge 64 istituti scolastici superiori. “Ce ne vorrebbe una per ogni città”, dice Maurizio Gherardini, ex procuratore generale della Benetton Treviso ed ex vicepresidente dei Toronto Raptors, attuale presidente della Lega Basket Serie A.

Non la pensano però così le società professionistiche, che spesso impongono da regolamento ai propri tesserati un divieto a partecipare ad altri tornei. Diverse società, infatti, hanno provato a impedire ai propri giocatori di partecipare: c’è chi alla fine ha lasciato correre, chi ha fatto finta di nulla e chi invece ha deciso di prendere provvedimenti drastici nei confronti dei propri cestisti.

È il caso di Treviso Basket che – come riporta Il Gazzettino – ha deciso di prendere un provvedimento disciplinare nei confronti di due suoi atleti 17enni dell’Under 19 Eccellenza per aver giocato le Final Four del trofeo scolastico organizzato dalla Reyer, mettendoli fuori roster e consentendogli soltanto allenamenti individuali. I due ragazzi, entrambi studenti al liceo Duca Degli Abruzzi di Treviso, venerdì hanno giocato la finale al Taliercio contro i mestrini del liceo Stefanini, che alla fine si sono laureati campioni.

Partecipazione al torneo che non è andata giù al Treviso Basket, che nel proprio regolamento non ammette gite e tornei scolastici per i propri tesserati. Proprio per questo, i due ragazzi (che comunque non hanno firmato un contratto professionistico con la società trevigiana) avevano deciso di partecipare al torneo come allenatori in panchina. Un modo per stare vicini ai compagni e dare loro consigli e supporto.

Poi è però arrivata la Madness del torneo, la fase successiva ai gironi che consente alle scuole l’accesso alle Final Four: i due hanno deciso di indossare canotta e scarpe da basket e scendere in campo. Palazzetto sold out, i compagni a tifare per loro: doveva essere un bel momento per i due giovani, che alla fine però si è trasformato in un caso. I ragazzi hanno raccontato che i dirigenti del Treviso Basket li avrebbero accusati di aver “tradito i valori della società” dandogli anche un ultimatum: in caso di partecipazione alle Final Four, non avrebbero giocato le ultime partite di campionato e non si sarebbero più allenati con i compagni fino alla fine dell’anno. Detto, fatto. Gli studenti hanno scelto di giocare ugualmente e la società ha così deciso di impedirgli gli allenamenti con la squadra e di concedere loro soltanto lavoro in palestra.

“Il nostro progetto si chiama “Comunicare con lo sport” – spiega il professore-allenatore del Duca Degli Abruzzi, Andrea Dotto, come riporta Il Gazzettino – è un progetto che mette in luce tutti i vari aspetti dell’evento sportivo, dai giocatori alle cheerleader, dall’ufficio stampa al social media management. Un progetto che aiuta soprattutto chi, come loro, dedica gran parte della propria giornata allo sport. I ragazzi fanno spesso molte assenze a lezione per gli impegni con le loro società e noi in questo siamo sempre molto comprensivi e collaborativi. A parti inverse, però, mi spiace non vedere la stessa elasticità“, spiega il professore, che ha poi concluso: “La finale della Reyer School Cup è un’occasione unica nella vita, perché togliergliela? Perché punirli per aver semplicemente voluto giocare a basket? Avrebbero tradito i valori della società? Forse i dirigenti non sanno che i ragazzi hanno giocato con le maglie del Tvb sotto alle canotte ufficiali del torneo. Hanno voluto onorare la loro scuola e la loro città”.

La società ha confermato di aver adottato il provvedimento disciplinare, ma ha negato di aver tagliato i giovani dalla squadra. “Avevano preso un impegno e non l’hanno mantenuto – spiega Alessio Collanega, responsabile del settore giovanile di Tvb – mancando di rispetto ai propri compagni di squadra. Sono atleti selezionati, disputano il campionato di eccellenza: il provvedimento è principalmente educativoformativo, non punitivo. Comunque possono svolgere allenamenti individuali e fanno ancora parte della squadra, nessuno li ha cacciati“. I due giocatori, però, avrebbero già chiesto il nulla osta per svincolarsi e finire il campionato in un’altra società.

Credit photo: pagina Instagram @reyerschoolcup

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Il Fatto Quotidiano

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