Gino Agnese, la scomparsa del giornalista e storico del Futurismo. Un’antica amicizia


Pierfranco Bruni
È scomparso Gino Agnese, giornalista e saggista italiano. È stato un protagonista della cultura italiana del Novecento, dedicando i suoi studi soprattutto al Futurismo. Nato a Napoli il 10 marzo 1936, Agnese ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama delle ricerche delle avanguardie artistiche. Da Boccioni a Majakovskij i suoi articolati studi hanno interessato i modelli comparativi delle arti e della cultura.
Agnese ha iniziato la sua carriera giornalistica a Napoli, pubblicando il suo primo articolo a sedici anni in una rivista politica giovanile. Nel 1960 si è trasferito a Roma, dove ha lavorato come redattore del Secolo d’Italia e successivamente come inviato speciale e editorialista per Il Tempo, quotidiano romano con cui ha collaborato per oltre trent’anni.
Amico di antica data, ha aderito al Sindacato Libero Scrittori Italiani sin dalla sua nascita, ovvero nel 1971, con la segreteria di Francesco Grisi, restando nel sindacato sino al 1999. Il nostro legame professionale e affettivo è continuato per molto tempo sino a qualche anno fa con la pubblicazione Marinetti70, Armando Editore.

La sua produzione letteraria è stata caratterizzata da una costante ricerca con titoli come Marinetti, una vita esplosiva (1990) e Vita di Boccioni (1996), che hanno contribuito a ridefinire il profilo di due dei più grandi artisti del Novecento italiano. In particolare, Marinetti, una vita esplosiva è considerata una delle più importanti biografie su Filippo Tommaso Marinetti, il fondatore del Futurismo. Uno studio articolato in cui il Futurismo costituisce la vera avanguardia artistica italiana.
La sua biografia di Boccioni, pubblicata nel 1996, insieme agli studi di Luigi Tallarico, di quest’anno ricorre il centenario della nascita, è considerata una delle più importanti opere sulla vita e l’opera dell’artista.
Tra le sue opere più importanti, comunque, vanno ricordate: Boccioni da vicino (2008), Il colbacco di Boccioni e Marinetti Majakovskij: 1925, i segreti di un incontro (2019).
C’è da sottolineare che Agnese è stato anche un appassionato di arte moderna e contemporanea. Ha curato, tra l’altro, diverse mostre e pubblicazioni sull’argomento. È stato presidente della Quadriennale di Roma dal 2002 al 2011 e ha fondato la rivista internazionale di studi sulla comunicazione Mass Media nel 1982. Proprio in questa rivista si è aperta una fase di importante laboratorio giornalistico tra informazione e formazione.
La sua eredità rimane viva e continua a ispirare nuove generazioni di intellettuali e artisti che guardano con attenzione alle rivoluzioni dei modelli artistici del post-Novecento. Gli sono stati conferiti diversi riconoscimenti, tra i quali il Premio della Cultura, Presidenza del Consiglio dei Ministri (1987), il Premio Tevere (1990), il Premio Nazionale Rhegium Julii (1997), il Premio Procida per la Cultura (1997).
La nostra collaborazione è stata molto mirata a partire dal Futurismo, con gli studi celebrativi su Marinetti, e proseguita con il lavoro sull’astrattismo riferito a Carlo Belli, altro giornalista e studioso del Mediterraneo. Proprio sul tema tra arte e Mediterraneo i nostri incontri sono stati di vitale importanza sul piano di un interesse di politica culturale sul patrimonio storico riferito alla Magna Grecia.

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Paese Italia Press