Giada D’Antonio dal sogno all’incubo: accuse alla gestione scellerata della Fisi. La profezia della mamma di Brignone

  • Postato il 15 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
  • 1 Visualizzazioni

Un sogno, un passo verso la storia poi il dolore e le lacrime. Giada D’Antonio era uno dei grandi personaggi di questi Giochi olimpici di Milano Cortina. A soli 16 anni l’azzurra ha avuto la possibilità di mettersi alla prova con le migliori sciatrici del mondo diventando la prima napoletana della storia a prendere parte alle Olimpiadi ma la sua avventura si chiude con un infortunio che ora fa molto discutere.

D’Antonio: l’infortunio e i tempi di recupero

Una mattina che serviva da preparazione in vista dello slalom speciale femminile. Giada D’Antonio dopo aver preso parte al team event (finito con un’inforcata) si stava allenando a Dobbiaco in vista della gara individuale. E anche in questa circostanza un paletto ha giocato un ruolo maledetto con il ginocchio destro della 16enne napoletana che ha avuto una rotazione innaturale. Si è temuto subito il peggio e in serata è arrivata la conferma: rottura del legamento crociato del ginocchio destro. Ora per lei comincia un lungo percorso di riabilitazione. Impossibile rivederla in pista prima di ottobre-novembre ma dopo quello che è successo e data la sua giovanissima età, stavolta è consigliata la massima prudenza.

La gestione della Fisi fa discutere

Giada D’Antonio è stata una delle grandi storie dello sci italiano in questa stagione. La sua esplosione a soli 16 anni ha sorpreso tutti. Ma allo stesso tempo si è discusso moltissimo della gestione che è stata fatta di questo momento della sua carriera. Dopo la doppia vittoria a sorpresa negli slalom Fis, ci si aspettava un passaggio naturale verso la Coppa Europa. Il circuito continentale da sempre è stato un rito di passaggio per giovani sciatrici e sciatori, un modo per avvicinarsi gradualmente agli eventi principali.

Invece il percorso di Giada è stato completamente diverso, la napoletana ha fatto due “tour” negli Stati Uniti per gareggiare nel circuito Pro-Am con risultati altalenanti, poi sono arrivate le convocazioni in Coppa del Mondo che però per un motivo o per l’altro sono stati un mezzo disastro. La Fisi però ha spinto ancora per tenerla tra le “grandi” in quello che è sembrato un tentativo di accorciare i tempi e ora l’infortunio grave al ginocchio è una vera e propria mazzata.

Le polemiche sulle Olimpiadi

Il caso Colturi ha sicuramente lasciato un segno importante tra i vertici della Federsci. La gestione molto conservativa della giovanissima sciatrice che poi ha scelto la bandiera dell’Albania è stata molto criticata. In quel caso però c’era di mezzo anche la volontà della famiglia dell’atleta di avere uno sci privato e non di affidarsi esclusivamente ai tecnici federali. Forse nel caso di D’Antonio ha pesato anche la possibilità che sulla carta la napoletana può scegliere anche la nazionalità colombiana (quella della madre). Ma in realtà una gestione simile è stata fatta anche per Anna Trocker, l’altra giovanissima speranza azzurra. Ovviamente l’infortunio subito a Dobbiaco rientra nello spettro degli eventi imprevedibili ma la pressione, anche mediatica, a cui è stata sottoposta D’Antonio potrebbe avere avuto anche un effetto su quello che è successo. E’ vero che l’Italia dello slalom in questo momento non sembra avere atlete in grado di puntare al podio ma Pazzaglia e Valleriani, fino a questo momento hanno ottenuto risultati migliori rispetto alle giovani azzurre e forse avrebbero meritato la vetrina a cinque cerchi. Nei giorni scorsi avevano fatto discutere le parole di Ninna Quario, la mamma di Federica Brignone, che aveva giudicato la sua convocazione in modo negativo: “Potrebbe essere un boomerang“, parole che ora assumono gli aspetti di una profezia.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti