Ghali all’apertura di Milano-Cortina, la Lega: “Sconcertante”. Abodi “Non si esprimerà sul palco”. Pd e M5s: “Attacchi inaccettabili”
- Postato il 27 gennaio 2026
- Politica
- Di Blitz
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Le polemiche politiche irrompono sull’organizzazione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, con al centro la presenza di Ghali. Il rapper milanese di origini tunisine, che dal palco di Sanremo aveva denunciato il “genocidio a Gaza”, è atteso all’evento inaugurale dei Giochi, scatenando reazioni contrapposte nel mondo politico e istituzionale.
A chiarire la linea del governo è il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, delegato per la Struttura di missione per gli anniversari nazionali. “Le caratteristiche della cerimonia di apertura sono centrate sul rispetto. Questo azzera i rischi di libera interpretazione. La scelta degli artisti si associa anche alla scelta delle performance, sicuramente su quel palcoscenico, al di là del vissuto di ogni artista, non ci saranno equivoci sull’indirizzo di carattere ideale, culturale e anche etico”, afferma. E aggiunge: “Non mi crea alcun imbarazzo non condividere il pensiero di Ghali e i messaggi che ha mandato ma ritengo che un Paese debba sapere reggere all’urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo, che non sarà espresso su quel palco”.
Sul tema interviene anche Noemi Di Segni, presidente dell’Ucei (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane): “È chiaro che spero che Ghali abbia ricevuto delle indicazioni o delle linee a guida” sul “ruolo che deve svolgere. Quindi spero capirà cosa deve fare in quel contesto e in quel momento”.
“Sono fiduciosa che capirà cosa è chiamato a fare in quel contesto e in quel momento”, conclude.
Durissimo l’attacco della Lega. Secondo fonti del Carroccio, “Ghali alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi è una notizia sconcertante, resa ancora più disgustosa pensando che domani è il Giorno della Memoria”. E ancora: “È davvero incredibile ritrovarsi alla cerimonia di apertura un odiatore di Israele e del centrodestra. L’Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico proPal”.
Di segno opposto le reazioni di opposizione. Per gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione Cultura, “quando un ministro si permette il lusso di dire che un artista ‘non esprimerà il suo pensiero sul palco’ non sta parlando di rispetto o di etica: sta rivendicando una censura preventiva”. “
Non è una questione di condividere o meno le idee di Ghali, è una questione molto più grave”, aggiungono.
Sulla stessa linea Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in commissione Cultura della Camera: “Gli attacchi contro Ghali sono del tutto inaccettabili: da una parte il ministro Abodi, che vorrebbe una censura preventiva, dall’altra la Lega, che lo attacca con insulti inqualificabili. L’arte è libera e non può essere strumentalizzata per motivi politici o ideologici. Il ministro Giuli batta un colpo”.
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