Genova, le mani sui nostri porti? Ghiliotto (terminalisti): “Continuità nella governance o siamo finiti”
- Postato il 30 marzo 2025
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Il coccodrillo genovese ha spalancato le fauci verso il porto di Savona-Vado e sappiamo che si muove senza pietà. Sono giorni decisivi per il futuro dei nostri scali orfani di Rino Canavese, della sua competenza e della sua passione nel difenderli.
La persona più adatta per fare il punto su tutto questo è senza dubbio Gerry Ghiliotto, presidente degli Utenti del porto, insomma dei terminalisti. Aveva detto tra l’altro Rino Canavese: “Da noi i terminalisti, a differenza che a Genova, sono tutti uniti, remano dalla stessa parte, sono loro che bisogna seguire per comprendere le priorità e impostare le opere necessarie nei prossimi anni”.
Ghiliotto, quali sono queste priorità e queste opere?
“Una sola, soprattutto, la continuità nella direzione dello scalo, da mantenere a tutti i costi non solo in attesa del nuovo presidente, ma fino a quando non potrà operare in assetto di volo”.
Proviamo a dare noi un senso più preciso a queste parole: va mantenuto al suo posto Paolo Canavese, direttore dello scalo di Savona e sicuro punto di riferimento degli utenti del porto, che ha sempre saputo conciliare le esigenze di Savona-Vado con gli indirizzi che giocoforza arrivano da Palazzo San Giorgio. Paolo Canavese dovrebbe andare in pensione tra qualche mese, ma la legge consente di prolungargli l’incarico per altri tre anni. Siamo costretti a essere ancora più brutali: uscito di scena Rino Canavese, purtroppo per cause naturali, basterebbe togliere di mezzo Paolo Canavese per rendere definitivamente debole Savona. Gli stratagemmi per farlo sono tanti, ma sempre di stratagemmi si tratta.
A impedirlo deve essere la politica, il sistema-Savona con in testa la Provincia e i sindaci, a cominciare da quello di Savona, che avrà certamente bene in mente come questa sia la priorità assoluta.
Tra l’altro si tratta di nominare nei prossimi giorni, forse nelle prossime ore, il sostituto di Rino Canavese in rappresentanza di Savona nel board portuale. Potrebbe trattarsi di Mattia Minuto, funzionario dell’Unione Industriali, esperto di cose marittime che già ha collaborato a lungo con Rino Canavese. Più avanti si tratterà eventualmente di scegliere un’altra figura per una configurazione del board più definitiva.

Riprendiamo con Ghiliotto.
Nei giorni scorsi ci sono stati due incontri importanti: quello con Rixi a Genova e quello con Bucci a Vado. Quali sono le opere principali che avete chiesto o che comunque servono a Savona e Vado?
“A Savona la nuova Darsena, la realizzazione degli accosti e degli spazi operativi al Molo Boselli, il tunnel sub portuale che dovrebbe collegare sotto il mare il porto all’autostrada, evitando al traffico pesante di utilizzare corso Mazzini. A Vado la seconda fase della diga foranea, la darsena per i servizi tecnici-nautici, il casello di Bossarino. Semplificando, soprattutto le opere di collegamento, strade e ferrovie, che dovrebbero essere contemplate anche nel lungo periodo con il piano regolatore”.
La vecchia sede bruciata dell’Autorità Portuale non è un bel biglietto da visita per la città…
“Ovviamente no, è urgente il ripristino della banchina 33 e della sede dell’Autorità Portuale, che ci auguriamo possa prevedere un ricordo di Rino Canavese. Ma vorrei concludere come ho iniziato: tutto parte dalla continuità nella governance, che deve prevedere anche un organico adeguato per far funzionare il porto nei prossimi decenni, attuando le modifiche alla pianta organica già deliberate”.
Non una dependance di Genova, insomma, anche se è noto che il commissario, ammiraglio Seno, non gode certo di simpatie per Savona. I temi sarebbero tanti, compresi l’Aurelia bis e il nuovo lungomare di Levante, che potrebbe prevedere uno spazio per le grosse barche da diporto, ciascuna delle quali è una piccola azienda che dà lavoro a molte persone, ma si tratta di un progetto realizzabile solo con l’abbattimento completo delle Funivie, che invece la Soprintendenza vuole in parte mantenere.
Ghiliotto, un’ultima cosa. Ma lei, con le sue competenze, non potrebbe avere un ruolo più importante?
“La ringrazio, ma non credo e comunque nessuno me lo ha chiesto. Cerco di interpretare il mio ruolo con molto senso civico, sapendo che nel nostro porto l’unione fa la forza come ci ha insegnato Rino. La giornata ha 24 ore, io credo di dare tutto ciò che posso”.