Genova capitale dell’intelligenza artificiale per un giorno

  • Postato il 23 febbraio 2026
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SPECIFICARE GENERATA DA PIXLR AI lavoro ufficio computer ai intelligenza artificiale

Genova. Per una giornata intera la Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale diventerà il centro del dibattito nazionale sull’Intelligenza Artificiale.

Il 26 febbraio si apre nel capoluogo ligure la Biennale dell’Economia Cooperativa, dedicata quest’anno a “Filosofia, Estetica Cooperativa e Intelligenza Artificiale”, con un programma che intreccia pensiero filosofico, ricerca scientifica e applicazioni concrete.

La Biennale è un percorso nazionale che coinvolge territori e competenze in tutta Italia. La tappa genovese assume un rilievo particolare per la presenza dell’Università di Genova, dell’Istituto Italiano di Tecnologia e di un tessuto cooperativo radicato nel territorio. L’obiettivo è avviare proprio a Genova una nuova elaborazione culturale sulla società transmediale.

Tra gli ospiti istituzionali sono annunciati la sindaca Silvia Salis, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, l’assessore regionale allo sviluppo economico Alessio Piana, il vicesindaco e assessore all’economia sociale Alessandro Terrile, l’europarlamentare Brando Benifei, co-relatore dell’AI Act, l’europarlamentare Irene Tinagli, co-presidente dell’Intergruppo Economia Sociale, il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi e la vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera Ilaria Cavo.

Promossa da Legacoop Liguria insieme all’Università di Genova, con il coinvolgimento dell’IIT e il supporto di Legacoop Nazionale, Fondazione PICO, Coopfond e Fondazione Barberini, la Biennale punta a trasformare Genova in un laboratorio nazionale sul rapporto tra tecnologia, democrazia e comunità. La collaborazione tra Legacoop Lombardia e Legacoop Piemonte rafforza un asse cooperativo nel Nord-Ovest, che diventa anche accademico grazie al coinvolgimento di docenti ed esperti delle università di Torino e Milano.

L’Intelligenza Artificiale non è neutra

Il punto di partenza è netto: l’Intelligenza Artificiale non è un processo neutrale e inevitabile, ma uno strumento orientabile. Il concetto chiave è quello di “Episteme Cooperativa”, un sapere che connette algoritmi, valori sociali e processi democratici.

La giornata del 26 febbraio vedrà intervenire studiosi e ricercatori di rilievo nazionale. Il filosofo Mario De Caro affronterà il tema dei limiti dell’intelligenza artificiale rispetto alla comprensione, alla coscienza e alla responsabilità umana. Simona Chiodo, professoressa di Filosofia al Politecnico di Milano, proporrà una riflessione su tempo, evoluzione e passaggio del testimone nell’epoca dell’AI.

Spazio anche alla robotica sociale, con i ricercatori dell’IIT di Genova impegnati a presentare progetti sui robot di prossimità e per la cura, orientati all’inclusione e al supporto delle persone fragili, senza sostituire la relazione umana.

Tecnologia, lavoro e governance democratica

Il confronto si estenderà ai temi del lavoro e della trasformazione economica: come cambiano le professioni nell’era dell’automazione, chi orienta il valore generato dai dati e se sia possibile costruire una rete cooperativa alternativa ai grandi colossi digitali. La cooperazione viene proposta come modello di governance democratica dell’innovazione, capace di coniugare sviluppo tecnologico e partecipazione collettiva.

Under 35 e modelli alternativi ai big tech

Il 27 febbraio la Biennale entrerà nella fase operativa tra Sala della Grida e Casa Paganini, con un laboratorio dedicato agli under 35. Sei workshop progettuali coinvolgeranno universitari, professionisti, innovatori e cooperatori, chiamati ad “agire” l’Intelligenza Artificiale invece di subirla.

Il focus generazionale parte da un dato strutturale: in Italia il tasso di disoccupazione giovanile supera il 20% e oltre il 40% degli under 35 vive condizioni di lavoro precarie o non stabili. In questo contesto, la padronanza delle tecnologie digitali diventa una leva decisiva.

I laboratori affronteranno temi concreti: un podcast cooperativo come “cooperativa di ascoltatori”; una cooperativa dei proprietari di dati, orientata a una gestione non estrattiva e alla costruzione di una startup cooperativa; progetti di welfare digitale per l’inclusione; la declinazione digitale del quinto principio cooperativo “educazione, formazione e informazione”, con attenzione a Indicoo – Incubatore diffuso di cooperazione; un drone cooperativo per la connessione nelle aree interne; lo sviluppo di sistemi di IA nelle mutue sanitarie, con attenzione alla qualità dei dati e alla tutela dei diritti universali di assistenza.

Autore
Genova24

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