Genoa, verso la sfida di Verona. De Rossi: “Momento cruciale. Con la Roma lette tante cose ma seguo il consiglio di Conte”
- Postato il 13 marzo 2026
- Calcio
- Di Genova24
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Genova. Dopo la vittoria importante contro la Roma in casa Genoa continua a crescere l’entusiasmo. “Una partita dalla quale non pensavamo di uscire con 3 punti. Quando si fanno le ipotetiche scalette delle partite e dici qui vinco qui perdo, con la Roma non avevamo ipotizzato di vincere. Ci speravo però“, le parole di mister De Rossi nella conferenza pre gara Verona.
“La vittoria con la Roma ci dà serenità, quella leggerezza in più per lavorare bene e in maniera forte. Ci ha trasmesso tranquillità, che ci permette di guardare la classifica in maniera diversa”, aggiunge il tecnico.
Archiviata però la vittoria contro la squadra di Gasperini c’è da pensare alla delicata trasferta di Verona. Il Grifone affronterà al Bentegodi i veneti nel lunch match di domenica: “Le insidie sono grandissime. Credo che la vittoria del Verona non sia stata una brutta notizia, per noi, dal punto di vista della preparazione della gara. Ci ha reso veramente facile il compito di spiegare ai nostri giocatori di quanto sia viva questa squadra. Io l’avevo vista giocare contro il Napoli, l’avevo vista giocare in altre partite dove non meritava assolutamente di perdere. Automaticamente le squadre che stanno un po’ lì in fondo, come Verona e Pisa, possono essere battezzate come squadre già retrocesse ma non è così perché manco 30 punti. Finchè la matematica non ti condanna devi lottare soprattutto in piazze come quella di Verona”, spiega De Rossi.
“Se saremo una squadra aggressiva come siamo stati contro la Roma, ordinata come siamo stati contro la Roma, contro i suoi giocatori che sono fortissimi, diventiamo una squadra difficile da affrontare per chiunque – spiega – lo stesso livello di aggressività, intensità e attenzione che abbiamo usato contro la Roma lo dovremmo usare contro il Verona. Probabilmente se faremo così potrà arrivare di nuovo un risultato positivo perché ovviamente cambiano anche i valori degli avversari”.
Il tecnico rossoblù ha fatto poi il punto sugli infortunati: “Baldanzi lo valutiamo in questi ultimi due giorni che mancano. Norton-Cuffy si sta allenando, sta bene, penso che possa essere considerato arruolabile a tutti gli effetti. Ovviamente non gioca da un pochino quindi dobbiamo gestire anche i carichi di lavoro in questi giorni che rimangono, ma penso che sarà con noi al 100% senza problemi”.
Dopo il Verona, il Genoa affronterà l’Udinese e poi arriverà la pausa per la Nazionale, impegnata nelle sfide cruciali per raggiungere la qualificazione Mondiale. La sfida al Ferraris contro l’Udinese sarà venerdì 20 marzo (per la sfida una promozione speciale per gli under 14), ore 20.45. Un binomio di sfide importanti per il proseguimento del campionato del Grifone: “Fare punti in queste due gare sarebbe importantissimo anche per tenersi a distanza di sicurezza dalle squadre che abbiamo dietro. E’ un momento importante della stagione, forse cruciale. Essendoci poi la sosta non è facile non vedere queste due sfide come una coppia di partite importanti. Fare punti ci darà una forza diversa nel proseguo del campionato”.
A Verona ci sarà la carica dei 3mila tifosi: “I supporters sono il succo del calcio. Quando i tifosi non ti possono seguire è sempre un peccato. L’entusiasmo che ci danno al Ferraris è incredibile, anche la mia famiglia si sta rendendo conto che questa è una tifoseria diversa da altre. Il Bentegodi è lontano sono contento che ci siano così tanti tifosi, ma anche quando non sono potuti entrare negli stadi ci hanno fatto sentire il loro apporto. Vogliamo renderli orgogliosi, giochiamo anche per loro”.
Contro la Roma De Rossi ha fatto scelte diverse, ha “semi rivoluzionato” centrocampo e attacco. Ma anche chi è subentrato ha dato un apporto importante, se non fondamentale: “Il calcio è cambiato. I cinque cambi hanno scombussolato tutto. Perché cinque cambi possono cambiare il 50% della squadra. A volte le partite si preparano anche pensando ai cambi del secondo tempo, ai cambi degli avversari, a quanto i giocatori mancano gli avversari, a quanto possono cambiare loro. Quindi è una cosa importante. Io a fine mercato invernale ho parlato dentro la sala riunioni e ho guardato i calciatori e ho detto loro che sono contento. Siamo un po’ di meno di prima, ma non perché quelli di prima non fossero buoni, ma perché secondo me si lavora bene quando tutti quanti si sentono importanti”, spiega.
“Tutti quanti si sentono utili. Prima c’erano giocatori che se facevamo una partitina 11 contro 11 stavano fuori a guardare. È difficile motivarli ed è difficile sceglierli quelli che stanno fuori. A volte nello scegliere vai a penalizzare il giovane tipo Venturino o Fini. Magari invece Venturino e Fini vanno più forti degli altri in allenamento. È tutto un equilibrio che è difficile da tenere. Così sei più credibile, hai più soluzioni – aggiunge -. Sembra che hai meno giocatori, ma hai più soluzioni. È stato importantissimo il lavoro che ha fatto il direttore e la società. Ridurre un pochino la rosa e automaticamente i giocatori che sono diventati di meno sono diventati più importanti. Sono contento di questo”.
“Tutti i giorni i calciatori ci hanno dato una risposta fantastica, dal primo giorno. Ci hanno dato apertura sotto tutti i punti di vista. Noi siamo arrivati a campionato in corso, loro erano al fondo classifica, sembravano i cattivi e io quello arrivato su un cavallo bianco. E’ ovvio che quando arrivi, la dinamica è quella. Ma poi ci siamo subito integrati. Questa è la fortuna sia mia che del mio staff, che non abbiamo difficoltà ad integrarci nei gruppi dove subentriamo., perché finora purtroppo siamo sempre subentrati”, sottolinea.
“Tutte le nostre partite mi hanno dato qualcosa, ma questa è una squadra che si trova in questa situazione che ancora non è serena, non è sicura. Ma ci è arrivata attraverso delle partite che io non dimentico, delle risposte di giocatori che io non dimentico, di atteggiamenti dei giocatori che io non dimentico. Parlo delle partite che abbiamo perso, parlo della reazione alla partita di San Siro dove volevamo apparentemente ammazzarci dopo quel rigore. Parlo al gol dell’Atalanta dove trovi uno spogliatoio disintegrato e dopo un giorno fai il video, riaccendi la squadra, vanno in campo e vanno a due mila. Quando io dico che ho la fortuna di allenare un gruppo sano, intendo questo perché è un gruppo al quale chiedo grande sforzo fisico, grande intensità, sempre pressione alta, sempre intensità di allenamenti. Se non hanno questo entusiasmo e tu invece dici vabbè oggi si riparte, non fa niente abbiamo perso, ripartiamo ma li vedi mosci perché sono ancora distrutti dal risultato, stanchi perché il giorno prima hanno corso, diventa difficile chiedere e proporre. Invece loro hanno sempre risposto presente sia dentro che fuori dal campo”.
Nella sfida alla Roma il mister rossoblù ha schierato titolari Ekuban e Ekhator, lasciando in panchina Colombo e Vitinha. Scelta che è stata criticata da qualcuno a inizio partita, ipotizzando che schierasse questi due attaccanti per sfiancare la difesa della Roma e poi inserire forze fresche e forti nella ripresa. De Rossi ci ha tenuto a sottolineare la “follia” di questo pensiero. Per la sfida di domenica il tecnico ha ancora qualche dubbio di formazione: “Ho una squadra che mi da tanta possibilità di scelta e ho la fortuna di avere un carattere che mi permette di non pensare alle conseguenze. So benissimo quello che sarebbe successo se avessimo perso contro la Roma con quella formazione che ho messo in campo – sottolinea – ho letto qualcosa che è stato scritto tra l’uscita della formazione e la fine della partita ed è gravissimo dubitare di una persona che sta nel calcio da 20 anni perché gioca contro la sua squadra o perché fa una formazione diversa. Ma non voglio parlare di questo.
A volte sono andato sulla continuità, dando fiducia ad una squadra che ha dato sempre risposte positive, altre volte ho cambiato perché volevo rinfrescare. Si fanno sempre delle scelte, è una partita a scacchi. Non è che io voglio sorprendere o fare formazioni a effetto, scelgo quello che penso che ci porta punti. Una volta Antonio Conte mi disse “l’unico consiglio che ti do è se devi sbagliare sbaglia con la tua testa, se devi morire mori con la tua testa, con le tue idee” e questo penso che sia il consiglio più importante”.
“Per quanto riguarda gli attaccanti io ho messo quelli perché pensavo che con le loro caratteristiche potessero attaccare la profondità e la seconda palla. Pensavo che potessero fare da subito gol, ritengo che le loro prestazioni siano state un pochino sotto valutate, penso che abbiano fatto una partita incredibile. E’ bello, è bello poter scegliere, è bello poter cambiare, è bello poter ritornare indietro, è bello poter riconfermare e quando dico che ho 4-5 dubbi ancora mi riferisco anche agli attaccanti. Sono tutti diversi e forti tra loro”.
La sfida contro la Roma ha visto anche l’inserimento di Sabelli negli 11 titolari. Seconda presenza per il centro campista dal primo minuto da quando in panchina siede Daniele De Rossi: “Stefano è un giocatore importante per noi nello spogliatoio. Forse ha dimostrato che l’abbiamo sottovalutato per quello che poteva dare in campo. Anche a livello fisico è uno che tiene botta con giocatori più veloci di lui e secondo me da inizio gennaio ha iniziato a sentirsi più importante anche se ha giocato sempre poco e credo che l’abbia fatto vedere allenamento dopo allenamento. Ci ha portato a dargli sempre più fiducia”.
In ultimo una parola su Leali che di fatto è diventato il secondo portiere: “Nicola ci sta dando una mano, continua ad essere il professionista che è sempre stato, non sta creando nessun problema. Quando prendi un nuovo portiere ovviamente quello che giocava prima si sente un po’ escluso, si sente messo in secondo piano, diventa il secondo a tutti gli effetti anche perché non sono uno che alterna i portieri. Per me il portiere è l’unico ruolo dove c’è un titolare e una riserva, lui sta rispondendo presente negli allenamenti, nella vita di gruppo, nell’aiuto a Justin e agli altri portieri. Sicuramente era più contento quando giocava (18:16) ma queste sono scelte che noi prendiamo e dobbiamo prendere, siamo contenti di quello che sta facendo Nicola e siamo contenti di come sta giocando Justin Bijlow“, conclude.