Genoa, De Rossi: “Dopo la partita col Milan meritavamo una rivicita, ma la strada è lunga”
- Postato il 12 gennaio 2026
- Calcio
- Di Genova24
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Genova. Il Genoa ha vinto lo scontro diretto col Cagliari e in modo sereno, per Daniele De Rossi “sono due cose importanti e correlate perché questi giocatori meritavano una serata serena dopo aver visto sfuggire, sfumare quei due punti in più a San Siro. Meritavamo di prenderci la rivincita. Sono contento per i ragazzi, per il club, ma non abbiamo fatto nulla: fra sei giorni abbiamo una partita importante”, ha dichiarato in conferenza stampa.
La squadra sembra ora sintonizzata sulla lotta per la salvezza, sapendo soffrire nei momenti difficili. “Il Cagliari per me è una squadra forte, in panchina hanno Gaetano, che è fortissimo secondo me, ci sta che ti chiudono e che faccio in quel momento? Lo zozzone, difendo da provinciale, ci sono momenti in cui siamo belli e momenti in cui non ci riusciamo, perché a calcio si gioca così, forse ci sono state 10 squadre negli ultimi 20 anni che hanno solo loro la capacità di tenere il pallone”.
Il clean sheet lo vede diversamente: “Abbiamo preso gol in partite dove abbiamo concesso meno di oggi. Col Pisa su un tamponamento, con l’Atalanta dopo aver tenuto botta, in altre circostanza ce li siamo fatti un po’ da soli, poi abbiamo avuto un portiere super. L’occasione di Luvumbo non può essere concessa, la rivedremo e analizzeremo con attenzione”.
Tra le cose che non gli sono piaciute l’approccio dopo il vantaggio nel primo tempo: “Siamo partiti bene come col Pisa, anzi, molto bene, e poi con il gol perdiamo campo, lucidità e il grip con la partita. Nel primo tempo, me ne assumo anche io la responsabilità, abbiamo commesso errori individuali e tecnici che non avevamo mai fatto. Probabilmente è una questione mentale, abbiamo smesso di essere aggressivi e di tenere palla con pulizia”.
Colombo, alla terza rete consecutiva, si conferma in forte crescita: “Lui ha qualità, io stimolo sempre giocatori a non mollare mai − dice De Rossi − lui è un giocatore potenzialmente molto forte, accontentarsi è da mediocri. Continueremo a stimolarlo, ha perso anche lui un paio di palle morbide dopo che ha fatto il gol, sono contento di lui e di come si aiuta con Vitinha. Quella di stasera era una giocata che volevamo ricercare parecchio, l’attaccante deve attaccare lo spazio lì. Sono contento per le sue prestazioni”.
De Rossi è consapevole che la strada da fare è ancora tanta: “Parlavamo col direttore negli spogliatoi e ci ha detto che il secondo tempo lo giochiamo a Parma fra 5 o 6 giorni. Ogni domenica c’è da prendere punti, abbiamo rischiato grosso di prenderne tre a Milano. Il percorso è molto lungo ancora e dopo un periodo di partite in cui meritavamo di prendere punti, la fortuna ci ha restituito qualcosa”.
Per De Rossi si può fare ancora meglio: “In allenamento chiedo di finire l’azione, di tirare. Per me bisogna capire chi siamo: se fossimo una squadra con qualità eccelsa allora direi di tenere palla, di farli spostare e infilarli, ma non siamo quella squadra lì. Visto che abbiamo attaccanti e mezzali che si possono inserire, chiedo di mettere la palla in area perché può succedere che un difensore scivoli, che il portiere respinga vicino”.
Quando Masini ha iniziato a scaldarsi, si poteva ipotizzare il cambio di Frendrup, ammonito, invece no: “Morten ha fatto bene nella ripresa. Masini è l’esempio di quanto serve al gruppo e di quanto serve ogni singolo giocatore. Nei giorni scorsi ho parlato con lui, è venuto a chiedere perché non giocava. Pensavo che volesse andare via, invece mi ha detto che non avevo capito niente. Mi ha detto ‘Per me il Genoa è quello che per te è la Roma, io voglio star qui’ a me queste cose fanno commuovere. Quando lo metto sto a braccia conserte perché lui farà la prestazione. Lui per me è una mezzala e l’ho messo in difficoltà con questo ruolo”.
Con Masini Malinovskyi ha alzato il baricentro: “Glielo diciamo sempre che deve abbassarsi e poi alzarsi per andare tra le linee. Lui ha troppa qualità, non può stare lontano dall’area”.
Tutti i cambi sono entrati bene: “Sono ragazzi tutti molto simili come personalità e attaccamento, Thorsby non vuole stare in panchina sono contento che sia entrato così bene”.
Sull’ottima prestazione di Leali è lapidario: “Io non devo dire niente, ero qui quando mi elencavate i commenti sui social, per me non è mai stato un problema, ha risposto sul campo da buon portiere qual è”.