Genoa, col Bologna l’epicità che può cambiare un campionato: De Rossi ha trasformato il Grifone

  • Postato il 27 gennaio 2026
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  • Di Genova24
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Genoa Vs Bologna

Genova. Il Genoa inizia a preparare la sfida dell’Olimpico di venerdì con la Lazio. Avvicinamento speciale alla partita, che per De Rossi è un derby, inutile nasconderlo, con la squadra già a Roma per il primo allenamento di oggi. Il rifacimento dei campi del Signorini ha reso necessaria questa soluzione.

Di sicuro De Rossi dovrà da un lato governare l’onda lunga dell’entusiasmo dopo l’incredibile rimonta contro il Bologna, dall’altro cavalcarla perché mentalmente partite così possono rappresentare una vera svolta in campionato.

Il Genoa è stato trasformato da DDR: 1,41 la media punti, 17 in 12 partite. 4 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte (più quella di Coppa Italia). Un ruolino di marcia che, se mantenuto, consentirebbe di raggiungere una salvezza tranquilla (la proiezione con quella media punti sarebbe di 46 a fine campionato). Le prestazioni sono in generale crescita: il Genoa ha dimostrato che può giocarsela con tutti. Serve una maggior continuità sui 90 minuti anche per qualche esperimento che lo stesso De Rossi ha fatto (il suo mea culpa sulla formazione del primo tempo col Bologna chiarisce che un po’ di esperienza De Rossi deve farla) e serve una maggior consapevolezza dei propri mezzi negli scontri diretti con le squadre in lizza per la salvezza che in questo girone di ritorno saranno tutti fuori casa (non un male, per l’atteggiamento in trasferta che sta avendo il Genoa).

Al momento il Grifone dista 6 punti dalla zona retrocessione e a 6 dal decimo posto. La classifica è corta nel calderone e basta poco per prendere l’ascensore per salire o scendere. Cinque i risultati utili consecutivi (solo Atalanta, Milan e Inter non hanno perso nelle ultime cinque giornate) e prima vittoria contro una squadra di prima fascia. Numeri più che lusinghieri.

La serenità mentale fa tanto: anche l’anno scorso il cambio di guida tecnica ha consentito il rilancio della stagione rossoblù dopo alcune partite indovinate. L’impressione è che però, stavolta, ci sia qualcosa di più in questa rinascita e tutto sta nell’impatto umano, emotivo, comunicativo e di consapevolezza tattica di Daniele De Rossi. Un allenatore che aveva fatto storcere il naso a tanti (parecchi avrebbero preferito Vanoli), ma che in poco tempo sta conquistando la piazza dicendo anche cose scomode in modo schietto e sincero (la frecciatina sulle richieste dai tifosi della tribuna di cambiare qualcuno già al 7′ non è da tutti).
Con De Rossi in conferenza le parole (un fiume di parole, bisogna riconoscerlo), sono sempre scelte non a caso e mai di circostanza. Espressioni a volte forti (“i social sono veleno”), strenua difesa dei propri giocatori mettendo davanti a tutto i propri errori, il fatto di non nascondere di essere tifoso della Roma, sono un unicum nel panorama calcistico attuale in Italia.

E se Mourinho è stato maestro di comunicazione nel caricare i suoi, ma provocando parecchio giornalisti e avversari, De Rossi può davvero aprire una strada inedita fatta di competenza nello spiegare il calcio ai giornalisti (tanti tecnici non scendono mai nel dettaglio), sincerità nell’analisi della prestazione dei suoi, emotività sana che sgretola quel muro di dichiarazioni e atteggiamenti di circostanza o, a volte, un po’ costruiti. Un ritorno a quel calcio romantico fatto di sano agonismo, tifo, leadership. A proposito di quest’ultima parola, la leadeship, in questa stagione si era rilevato che a questo Genoa mancasse un po’ un punto di riferimento di carattere sul campo. De Rossi ha sopperito con la sua personalità straripante a questa carenza e la sua scivolata sotto la Nord al 3-2 di domenica scorsa, ne è un esempio lampante. Mentre tutti andavano verso la Sud per festeggiare Messias, la sua corsa solitaria verso la Nord resterà nella storia del Genoa.

Intanto, dal punto di vista strettamente tecnico e numerico, la cura di De Rossi ha fatto bene all’attacco rossoblù: sono 25 i gol in 22 partite, dato che vale il nono posto in classifica. Rinati Vitinha e Colombo, occorrerà vedere come si muoveranno quando verrà inserito Baldanzi nel possibile 3-4-1-2. Resta invece ancora da sistemare la difesa: 31 le reti subite. Tra le squadre davanti solo l’Udinese ha fatto peggio con 34. L’inserimento di un portiere come Bijlow potrebbe essere la svolta: non che Leali fosse insufficiente, anzi (tra i pali è formidabile), ma nell’ultima gara casalinga si è visto come può essere determinante un portiere sicuro nelle uscite (sempre a ginocchio alto) e abile nel rilancio. La difesa tutta potrebbe beneficiarne. Per la sfida con i biancocelesti, intanto, tornerà Ostigard dalla squalifica.

Sul fronte mercato in uscita è stato ufficializzato Fini in prestito secco al Frosinone. De Rossi l’aveva accennato che anche lui sarebbe probabilmente andato via in questa seconda parte di stagione perché la rosa troppo lunga e una classifica da mettere in sicurezza, non gli ha consentito un impiego dei giovani Fini e Venturino come avrebbe voluto.

Anche sulla questione acquisti e calciomercato De Rossi è stato particolarmente efficace nella comunicazione: meglio pochi, ma mirati e soprattutto che possano dare un qualcosa di diverso alla squadra. Comprare per comprare non ha senso, ha detto il mister, che ha sempre difeso i propri calciatori e ne ha sempre parlato molto bene. Di sicuro alcuni giocatori sono ormai ai margini del progetto, in primis Gronbaek che sembra destinato già a lasciare il campionato italiano. Per lui pochissime presenze (quattro in campionato) e diversi problemi fisici.
Di sicuro il vero acquisto di cui ha bisogno il Genoa sarebbe il ritorno a pieno regime di elementi di qualità come Messias. Anche in questo caso la gestione di un elemento così prezioso da parte del mister e del suo staff deve essere pianificata con grande attenzione.

Autore
Genova24

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