Genetica: ecco perché i muli sono sterili

  • Postato il 23 marzo 2026
  • Di Focus.it
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Lo si impara probabilmente già alle elementari: cavalli e asini possono accoppiarsi e riprodursi. Se il cavallo è femmina nascerà un mulo, se invece è maschio, un bardotto. Nessuno dei due è in grado di riprodursi, essendo il prodotto dell'accoppiamento tra due specie diverse. Senonché… non è sempre così. Quasi, certo; ma tra il XVI secolo e oggi ci sono una sessantina di casi documentati di muli che si sono riprodotti, l'ultimo dei quali recentissimo. Com'è possibile?. Eccezionali e irripetibili C'è un motivo se la questione della riproduzione dei muli ci interessa così tanto: sono animali eccezionali. "Creati" per la prima volta in Anatolia nel 1.000 a.C., meno di un millennio dopo l'arrivo degli asini nella regione, i muli si rivelarono subito il meglio dei due mondi, per così dire: hanno la forza dei cavalli e la resilienza degli asini, in quello che i veterinari chiamano "vigore ibrido", vivono più a lungo dei cavalli, richiedono meno cibo e sono più bravi anche degli asini ad attraversare terreni pericolosi. In più, i muli resistono meglio di cavalli e asini al sole e alla pioggia.. Matematica impossibile: perché quel cromosoma "extra" blocca la vita I tentativi di far riprodurre i muli tra loro, però, che vanno avanti fin da quando abbiamo ibridato asini e cavalli, sono sempre andati male, per ragioni genetiche e non solo. Se infatti è vero che asini e cavallo hanno un antenato comune, Dinohippus, è anche vero che da allora si sono allontanati parecchio dal punto di vista evolutivo, tanto che, per esempio, gli asini sono più vicini alle zebre che ai cavalli.. Inoltre, un cavallo ha 64 cromosomi, quindi 32 coppie, mentre un asino 62, 31 coppie: come risultato, i muli ne hanno 63 – 31 coppie e un cromosoma extra, che disturba la meiosi e rende impossibile la produzione di uova e spermatozoi.. Uno su dieci miliardi ce la fa Impossibile o quasi: nel 1984, dopo una delle pochissime nascite di muli scientificamente documentate, il genetista Oliver Ryder stimò che le possibilità della nascita di un cucciolo di mulo fossero meno di una su dieci miliardi. Una combinazione che, tra aneddotica e casi effettivamente documentati, si è verificata circa 60 volte negli ultimi 500 anni. Il problema non è quindi che la riproduzione nei muli sia impossibile: ci sono rarissimi casi nei quali gli ostacoli genetici legati alla loro natura ibrida vengono superati. Il problema è che, appunto, sono rarissimi, nonché al momento imprevedibili: i muli restano animali eccezionali che sappiamo creare ma non sappiamo come far riprodurre..
Autore
Focus.it

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