Gastroenterologia ARNAS Civico di Palermo investe in sicurezza e qualità delle cure

  • Postato il 26 gennaio 2026
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Palermo, 26 gennaio 2026 – L’ARNAS “Civico Di Cristina Benfratelli” di Palermo, all’interno dell’UOC di Gastroenterologia con Endoscopia Digestiva (sede P.O. Civico), diretta dal dott. Roberto Di Mitri, ha completato un intervento tecnico complessivo di riorganizzazione, ampliamento ed efficientamento dei locali, finalizzato all’implementazione di elevati standard di sanificazione, sicurezza, comfort e qualità delle cure.
L’intervento ha interessato in maniera organica l’intera area endoscopica ed è stato orientato alla separazione strutturale e funzionale dei percorsi sporco e pulito, nonché al potenziamento del processo di reprocessing delle attrezzature endoscopiche, elemento cruciale per il contrasto del rischio infettivo correlato all’assistenza.
Riorganizzazione degli spazi e nuovi percorsi funzionali
I locali dell’UOC sono stati completamente riprogettati e suddivisi in macro-aree dedicate:
Zona sporco
Zona pulita
Zona tecnica
con una chiara distinzione dei flussi operativi, in conformità alle normative vigenti e alle più avanzate linee guida in materia di sicurezza e prevenzione delle infezioni.
Il nuovo layout progettuale è stato studiato per ottimizzare i flussi di lavoro, ridurre i tempi operativi e migliorare il comfort e la sicurezza di pazienti e operatori. Le scelte progettuali sono state condivise attraverso un confronto costante con gli utilizzatori finali, garantendo piena rispondenza alle esigenze cliniche e tecniche dell’attività endoscopica.

Reprocessing degli endoscopi e tecnologie di ultima generazione
Elemento centrale dell’intervento è stato il potenziamento del reprocessing degli strumenti endoscopici, processo fondamentale che, attraverso passaggi validati – pre-detersione, pulizia manuale o automatica, disinfezione di alto livello, risciacquo, asciugatura e corretta conservazione – consente di garantire l’alta sanificazione degli endoscopi flessibili e pluriuso.
Sono state inoltre acquisite apparecchiature di ultima generazione, tra cui:
dispositivi e soluzioni ingegneristiche per assicurare la separazione fisica e procedurale tra aree sporche e aree pulite/sterili;
armadi termo-ventilati porta-endoscopi, in grado di mantenere la disinfezione degli strumenti fino ad almeno 15 giorni.

L’intervento rientra nel più ampio progetto di riqualificazione ed efficientamento della Centrale di Sterilizzazione (CSSD) e dei processi ad essa connessi, che l’ARNAS Civico di Palermo sta portando avanti con l’obiettivo primario di ridurre il rischio di contaminazione crociata e rafforzare un modello organizzativo orientato alla sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari.
«L’intervento eseguito – spiega Walter Messina, Direttore Generale dell’ARNAS “Civico Di Cristina Benfratelli” di Palermo – ha risposto a specifiche esigenze operative dell’Azienda. L’alta sanificazione rappresenta un value prioritario dei modelli organizzativi innovativi per garantire qualità e sicurezza delle cure, efficacia, efficienza ed economicità dei processi di management gestionale, clinico e organizzativo».

Sicurezza, linee guida e pratica endoscopica
Il reprocessing degli strumenti endoscopici costituisce una funzione essenziale nell’ambito del CSSD (Central Sterile Services Department), la cui missione è il controllo delle infezioni e la tutela della salute del paziente sottoposto a procedure diagnostiche, terapeutiche e chirurgiche.
«La pratica endoscopica è in continua evoluzione – afferma il dott. Roberto Di Mitri, Direttore dell’UOC di Gastroenterologia con Endoscopia Digestiva – e richiede standard sempre più elevati di disinfezione. Lo strumento endoscopico, se non correttamente trattato, può diventare un veicolo di trasmissione di agenti patogeni, sia per il paziente che per l’operatore».


L’Unità Operativa è accreditata SIED – ANOTE – ANIGEA per la rigorosa aderenza alle Linee Guida sul trattamento e sul monitoraggio microbiologico degli endoscopi, a testimonianza di un impegno consolidato nel tempo verso la sicurezza e la qualità dell’assistenza.

La letteratura scientifica descrive eventi infettivi, talvolta anche di carattere epidemico, riconducibili a procedure endoscopiche non adeguatamente controllate. Il processo di decontaminazione rappresenta pertanto il momento più critico dell’intero percorso assistenziale.

Il D.Lgs. 24 febbraio 1997, n. 46, in attuazione della Direttiva 93/42/CEE, classifica gli endoscopi riutilizzabili come dispositivi medici semicritici, in quanto entrano in contatto con membrane mucose. Da un corretto reprocessing dipende dunque la prevenzione delle Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) e la capacità di resilienza dell’organizzazione sanitaria rispetto a eventi avversi e profili di responsabilità medico-legale.

«Il processo di decontaminazione – conclude il dott. Di Mitri – è il momento più delicato: uno strumento non correttamente trattato rappresenta una potenziale fonte di contagio per pazienti e operatori. Garantire standard elevati di sanificazione significa prevenire il rischio infettivo e tutelare la qualità dell’assistenza».
Se vuoi, nel prossimo passaggio posso:
ridurre il testo a versione agenzia (30–35 righe)
adattarlo a sito web ARNAS / Regione
oppure preparare un abstract tecnico-scientifico per rivista o convegno.




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