Gas e conflitto in Medio Oriente, il governo valuta nuovi interventi
- Postato il 4 marzo 2026
- Economia
- Di Agi.it
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Gas e conflitto in Medio Oriente, il governo valuta nuovi interventi
AGI - Il governo guarda con attenzione alla crescita repentina del prezzo dell'energia legata alla nuova escalation del conflitto in Medio Oriente. Sotto osservazione c'è soprattutto l'andamento del prezzo del gas: la quotazione al Ttf è raddoppiata negli ultimi due giorni passando dai 31 euro al megawattora della chiusura di venerdì 27 febbraio - l'ultima negoziazione prima dell'avvio dei raid di Stati Uniti e Israele sull'Iran e della successiva risposta di Teheran - fino a toccare i 60 euro di oggi.
Sarebbero diverse, a quanto viene riferito, le ipotesi in campo. Potrebbe essere approntato un nuovo decreto con provvedimenti a sostegno di famiglie e imprese per contrastare il caro energia. Ma i tempi, a quanto filtra, non sarebbero immediati. Ci sono valutazioni in corso sul tema delle scorte e delle forniture. E anche sui ristori. Non sarebbe esclusa nemmeno l'ipotesi di un emendamento al Dl Bollette, in discussione in Commissione alla Camera. Verranno fatte, viene riferito, delle valutazioni a seconda del progredire degli eventi e della durata del conflitto. Tra l'altro sul decreto bollette la Lega sta preparando degli emendamenti al provvedimento.
Le azioni del governo e l'impatto economico
In questo momento nel governo si stanno raccogliendo dati con le proiezioni economiche dell'impatto dell'escalation bellica. Esecutivo e associazioni datoriali intanto potrebbero incontrarsi nei prossimi giorni per fare un punto della situazione. La premier Giorgia Meloni ha riunito a Palazzo Chigi il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari sulle misure per assistere e garantire la sicurezza dei cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte e sul possibile aiuto militare ai Paesi del Golfo (si punta ad un decreto con l'ipotesi di sistemi anti droni e Samp-T) e in un secondo momento fare un'analisi dell'impatto attuale e potenziale delle ostilità sui mercati dell'energia e sull'economia. Sono state vagliate possibili azioni di mitigazione che il Governo potrebbe adottare nel breve e medio periodo.
Forniture di gas e stoccaggi
Sul versante della fornitura, la decisione del Qatar di interrompere la produzione di gas naturale liquefatto, viene riferito, nell'analisi del governo non dovrebbe avere impatti immediati. Il problema potrebbe porsi invece sul lungo periodo, qualora il blocco dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi a lungo, con la possibilità che altri clienti avessero necessità di rivolgersi ai nostri attuali fornitori. Dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, l'Italia ha progressivamente azzerato le importazioni di gas da Mosca, che fino al 2021 era il suo primo fornitore di energia. Attualmente la fornitura di gas italiana è stata diversificata con trasporti di Gnl - da Stati Uniti, Qatar, Nigeria e Angola - e tramite gasdotto principalmente da Algeria e Azerbaijan. Un elemento a favore sarebbero gli stoccaggi ancora elevati, attualmente attorno al 47%, con la stagione invernale che volge al termine determinando una minore richiesta di consumi domestici per il riscaldamento. Le imprese intanto chiedono risposte al governo per affrontare i probabili rincari del costo dell'energia. Confindustria ipotizza una task force tra Governo e sistema industriale per assicurare coordinamento nell'attuazione delle misure del Dl Bollette per rispondere alle situazioni di emergenza.
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