Garlasco, una settimana cruciale: nuove impronte, vecchi errori e una testimonianza che torna al centro della scena
- Postato il 10 gennaio 2026
- Di Panorama
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È stata una settimana in cui il caso di Garlasco, che da quasi vent’anni occupa una posizione unica nel paesaggio della cronaca nera italiana, ha ripreso a muoversi con una forza inattesa, riportando sotto la lente non solo nuovi elementi tecnici ma anche errori antichi, dettagli mai approfonditi e protagonisti che tornano al centro del discorso pubblico con un tempismo che amplifica ogni sfumatura investigativa.
L’impressione diffusa, tra addetti ai lavori e osservatori, è che il mosaico del delitto di via Pascoli abbia ricominciato a espandersi, come se il perimetro della vicenda si stesse allargando oltre i confini rigidi della sentenza e delle ricostruzioni acquisite nel corso degli anni.
Le nuove impronte: un elemento che incrina certezze e riapre scenari
Il primo scossone arriva con la rivelazione della nuova impronta compatibile con le scarpe di Alberto Stasi, un elemento tecnico che ha riaperto discussioni sopite, mettendo in discussione la rigidità del quadro probatorio che aveva accompagnato l’impianto accusatorio.
L’analisi di questa impronta, che emerge oggi in un contesto investigativo molto più attento alle criticità delle prime rilevazioni, sembra inserirsi in un disegno più ampio di incongruenze, contaminazioni e dubbi metodologici che negli anni sono stati denunciati da consulenti, criminologi e studiosi del caso.
La questione più rilevante resta sempre la stessa: l’interpretazione delle prove forensi, perché è da quelle – e dal modo in cui sono state raccolte e analizzate – che deriva l’impianto su cui si è fondata la narrazione giudiziaria.
Il video visto da Chiara Poggi e la posizione di Andrea Sempio
Accanto alle nuove analisi, un altro dettaglio ha catalizzato l’attenzione: Andrea Sempio apparirebbe nell’ultimo video visualizzato da Chiara Poggi.
Questo elemento non costituisce una prova, ma rappresenta un frammento di contesto che gli inquirenti hanno ritenuto necessario considerare, soprattutto perché inserito all’interno di una serie di verifiche più ampie che – secondo fonti vicine all’inchiesta – potrebbero portare a nuovi possibili indagati.
La posizione di Sempio, già evocata nella storia iniziale del caso, rientra così in un circuito narrativo complesso, dove l’intreccio tra dati tecnici, relazioni di paese e testimonianze suscita domande che sembravano sopite.
Testimonianze emerse e il racconto di chi non aveva mai parlato
Nel corso della settimana sono arrivati due ulteriori tasselli: testimoni che sostengono l’esistenza di dettagli mai considerati, dichiarando di aver percepito, all’epoca dei fatti, dinamiche e comportamenti che potrebbero suggerire tentativi di indirizzare o distorcere l’indagine.
Non si tratta di dichiarazioni con valore probatorio, ma di materiale narrativo che alimenta un dibattito pubblico già estremamente acceso e che, nella cornice di un caso così discusso, finisce per pesare nel percorso di percezione collettiva.
Errori delle prime indagini: un’eredità che continua a pesare
La settimana ha riportato al centro anche una riflessione più ampia sugli errori, le mancanze e le possibili manipolazioni delle prime indagini, un capitolo che da anni divide esperti e opinione pubblica.
Dalle incongruenze sugli orari alle criticità nella gestione dei reperti, passando per il tema mai del tutto superato della contaminazione del Dna, il caso Garlasco mostra ancora una volta quanto la prima fase dell’inchiesta abbia inaugurato un percorso pieno di frizioni, dove ogni dettaglio tecnico diventa oggetto di riletture successive.
La sensazione è quella di una vicenda che non ha mai raggiunto un equilibrio narrativo, con verità processuali e verità percepite che continuano a non coincidere.
L’annuncio televisivo: Andrea Sempio sarà ospite a Verissimo
In questo clima, arriva una notizia destinata a riaccendere ulteriormente l’attenzione nazionale: Andrea Sempio sarà ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, su Canale 5.
Un’apparizione che arriva in un momento decisivo e che, pur non avendo valore giudiziario, avrà inevitabilmente un impatto sulla percezione pubblica del caso, portando la sua voce in una cornice televisiva di grande ascolto.
Il timing non è casuale: l’episodio arriva proprio mentre la sua figura è tornata al centro dell’interesse investigativo e mediatico.
Il caso che non si chiude: una storia italiana ancora aperta
Il delitto di Garlasco, con le sue fratture, le sue zone d’ombra e i suoi colpi di scena tecnici, rimane una delle storie simbolo della cronaca italiana contemporanea.
E la settimana appena trascorsa ha confermato una verità che ormai accompagna la vicenda da anni: nonostante sentenze, ricostruzioni e anni passati, la storia non ha ancora smesso di produrre domande.