Garlasco, una nuova settimana di indagini e ipotesi: il punto sul caso Poggi
- Postato il 31 gennaio 2026
- Di Panorama
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Non è il tempo che passa a rendere irrisolto il caso di Garlasco. È il modo in cui alcuni dettagli, apparentemente marginali, continuano a resistere a ogni tentativo di archiviazione definitiva. Anche questa settimana, il quadro non si è mosso per strappi o rivelazioni clamorose, ma per riemersioni: elementi già noti che, riletti oggi, cambiano peso e significato.
Il telefono di Chiara Poggi e le chiamate senza risposta
Il dato più concreto emerso negli ultimi giorni riguarda il telefono di Chiara Poggi. I tabulati raccontano di quattro chiamate anonime ricevute nella tarda mattinata del 13 agosto 2007, tutte senza risposta. Un dettaglio che non riscrive i fatti, ma che apre una frattura logica: se Chiara era già morta, chi stava chiamando e perché?
La collocazione temporale di quegli squilli, successiva all’orario indicato per l’omicidio, riporta al centro una questione mai davvero pacificata: la precisione della finestra temporale della morte. Non una disputa accademica, ma un nodo che continua a incidere sulla lettura complessiva del caso.
Alberto Stasi e il peso dei dettagli che restano
La condanna definitiva di Alberto Stasi resta un punto fermo sul piano giudiziario. Ma il caso Garlasco dimostra come una sentenza non esaurisca necessariamente il dibattito pubblico e investigativo. Le chiamate anonime hanno riacceso ipotesi già affrontate negli anni, senza però tradursi in accuse nuove o automatiche.
È proprio qui che il caso mostra la sua anomalia: una verità processuale solida, circondata però da dettagli residuali che non si lasciano assorbire completamente dal racconto finale.
Andrea Sempio e il ritorno delle verifiche
Parallelamente, prosegue l’attenzione su Andrea Sempio. Non con annunci roboanti, ma attraverso un lavoro di rilettura e approfondimento che riguarda profili genetici, frequentazioni, compatibilità temporali. Il suo nome riemerge non come colpo di scena, ma come parte di una ricostruzione che tenta di chiudere tutte le porte rimaste socchiuse.
È una differenza sostanziale: non una nuova pista “alternativa”, ma la verifica puntuale di ciò che, negli anni, era rimasto ai margini dell’indagine principale.
Le gemelle Cappa e il tema della reputazione
Anche le gemelle Cappa tornano nel racconto settimanale, soprattutto sul piano mediatico e legale. Il loro ruolo non è investigativo in senso stretto, ma simbolico: rappresentano il confine sottile tra approfondimento giornalistico e rischio di sovraesposizione. Le prese di posizione legali e le reazioni pubbliche mostrano quanto il caso continui a produrre onde lunghe, capaci di colpire anche chi non è mai stato formalmente coinvolto come indagato.
Una settimana che non chiude, ma stringe il cerchio
Quella appena trascorsa non è stata la settimana della svolta, ma nemmeno una settimana vuota. È stata una settimana di consolidamento: di documenti che tornano, di domande che si affinano, di ipotesi che vengono messe alla prova senza scorciatoie. Garlasco resta un caso che non si consuma. Ogni nuovo elemento non cancella i precedenti, ma li obbliga a convivere. Ed è forse questo il suo tratto più inquietante: non l’assenza di risposte, ma l’eccesso di domande che continuano a sembrare legittime.