Garante Privacy: dopo le dimissioni di Guido Scorza nulla è cambiato. Ghiglia continua a mantenere la carica
- Postato il 30 marzo 2026
- Cronaca
- Di Quotidiano Piemontese
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Le dimissioni di Guido Scorza dal collegio del Garante della Privacy hanno segnato uno dei momenti più delicati nella storia del Garante per la protezione dei dati personali. Le sue dimissioni, formalizzate il 17 gennaio 2026, sono arrivate nel pieno di una crisi istituzionale senza precedenti che coinvolge l’intero collegio dell’Autorità.
Scorza ha motivato il proprio passo indietro come una scelta “dolorosa ma necessaria” per restituire autorevolezza all’istituzione, pur dichiarandosi estraneo alle accuse . La decisione è maturata nel contesto di un’inchiesta della Procura di Roma che vede indagati tutti i membri del collegio per ipotesi di corruzione e peculato, nate anche da una serie di inchieste giornalistiche sulle presunte irregolarità nella gestione delle spese . Il Garante continua a operare, ma con un peso politico e mediatico molto diverso rispetto al passato. Nel medio periodo, non si esclude un intervento del Parlamento per rinnovare completamente l’organo.
La vicenda ha prodotto una forte erosione della fiducia pubblica: si parla apertamente di una perdita di “autorevolezza percepita” dell’Autorità, elemento cruciale per un organismo che dovrebbe garantire la tutela dei dati personali in Italia Nonostante le pressioni politiche e mediatiche, Scorza è stato l’unico a dimettersi. Ad oggi Guido Scorza non è stato reintegrato.
Dopo le dimissioni, il collegio è rimasto composto da tre membri: il presidente Pasquale Stanzione, la vicepresidente Ginevra Cerrina Ferroni e il componente Agostino Ghiglia. Tutti e tre hanno scelto di non dimettersi, dichiarando di voler proseguire il proprio mandato e difendere la correttezza del loro operato. Questa linea di resistenza ha però alimentato ulteriormente il dibattito politico e istituzionale, con richieste di azzeramento dell’Autorità provenienti da diverse forze parlamentari.
Nel collegio è rimasto anche il torinese Agostino Ghiglia, ex parlamentare e politico con una lunga carriera nella destra italiana, Ghiglia è membro del Garante dal 2020 Anche Ghiglia, come gli altri componenti, è coinvolto nell’indagine della Procura di Roma relativa a presunti favoritismi e gestione irregolare delle risorse dell’Autorità . Le accuse riguardano in generale: presunte “spese pazze” del collegio; possibili conflitti di interesse; gestione opaca di alcune sanzioni
A differenza di Scorza, Ghiglia ha scelto di rimanere in carica. Questa decisione si inserisce in una strategia comune agli altri membri del collegio: respingere le accuse e attendere gli sviluppi giudiziari senza lasciare l’incarico.
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