Ganna fa un pensierino anche al Fiandre: "Se la squadra me lo chiede...". Van Aert dopo la beffa sogna la rivincita
- Postato il 2 aprile 2026
- Di Virgilio.it
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Si sono dati appuntamento sulle strade fiamminghe, perché questa Santa Pasqua i big del ciclismo la vogliono santificare come si deve. Perché il Fiandre da quelle parti è davvero la religione: laica, ma pur sempre qualcosa per cui valga la pena staccare dalle pene della quotidianità per immergersi anima e corpo nella corsa più attesa dagli appassionati belgi. Più della Roubaix, perché il Fiandre attraversa il cuore di tanti paesini, che vivono di riflesso ogni anno per quelle emozioni generate nelle sei ore e passa di corsa. Meglio ancora se tutti i big saranno della partita.
- Van Aert sembra rinato: "Le sensazioni sono quelle giuste"
- Come si battono Pogacar e van der Poel?
- Ganna a sorpresa potrebbe correre la Ronde (ma è improbabile)
Van Aert sembra rinato: “Le sensazioni sono quelle giuste”
Ci sarà Pogacar, vincitore un anno fa. Ci sarà van der Poel, che medita la rivincita dopo avergli “lasciato” la Sanremo. Ma ci sarà anche Van Aert, l’idolo del popolo fiammingo, che ha ritrovato la gamba dei giorni migliori, ma anche quella brutta sensazione di finire sempre dietro a qualcuno, come ieri alla Dwaars quando Filippo Ganna l’ha sverniciato a meno di 300 metri dall’arrivo dopo un inseguimento durato oltre 30 chilometri.
Una sconfitta che brucia tantissimo e che in qualche modo rischia di fiaccare un po’ il morale del capitano della Visma, che sulle strade di casa insegue da una vita una vittoria che gli è sempre sfuggita (fece secondo nell’edizione autunnale del 2020, dietro van der Poel). “Quanto ho fatto alla Dwaars dimostra che le gambe ci sono e che le sensazioni sono buone”, ha commentato dopo la beffa subita da Ganna.
“Nel finale stavo veramente morendo, non mi sono mai voltato perché non volevo distrarmi, poi quando Pippo mi ha superato mi sono rammaricato perché se solo il traguardo fosse stato 150 metri prima so che non avrei mollato… però le corse sono queste e adesso penso solo a far bene la Ronde. Dove saremo in tanti a partire con l’obiettivo di vincere, e quindi la corsa potrebbe esplodere da un momento all’altro”.
Come si battono Pogacar e van der Poel?
Van Aert in qualche modo ha spiegato quella che potrà essere la chiave del Fiandre: la Dwaars si è accesa solo nella parte conclusiva, e questo in qualche modo ha permesso al belga di avere più benzina nelle gambe per scappare sull’Eikenberg, il muro più duro di giornata.
Alla Ronde, difficile che le cose resteranno cristallizzate tanto a lungo: con Pogacar, van der Poel, ed Evenepoel in ballo, qualcosa succederà molto prima. Anche se poi saranno Oude Kwaremont e Paterberg i giudici della corsa. Ma già i primi passaggi sui muri più iconici della corsa in qualche modo potrebbero farla esplodere (e al traguardo mancheranno una sessantina di chilometri), senza per questo aspettare gli ultimi due passaggi, quelli previsti nei 20 km conclusivi.
Uno come Pogacar ha abituato tutti a scattare e fare selezione ben prima della parte finale della corsa, e pertanto questo potrebbe essere un fattore buono per provare a interpretare l’evoluzione della stessa.
Ganna a sorpresa potrebbe correre la Ronde (ma è improbabile)
Pogacar e van der Poel sono gli uomini da battere, ma di possibili carte alternative ne sarà piena la Ronde. E se fosse ancora una volta Pippo Ganna il terzo incomodo? “Se la squadra me lo chiede, non posso dirgli di non correre il Fiandre, anche se guardarlo in TV mentre pranzo con la mia famiglia non è una brutta prospettiva”, ha ammesso candidamente il piemontese dopo aver vinto la Dwaars. Sebbene lui sia concentrato sulla Roubaix, che è la corsa che sente più adatta alle sue caratteristiche e quella per la quale ha lavorato duramente durante tutto l’inverno.
Mads Pedersen è certamente un nome da tenere d’occhio (ma qui l’incognita è la condizione, non al 100%), Evenepoel a sorpresa ha scelto di correre, ma probabilmente senza grosse ambizioni reali di successo, quanto più per testarsi in vista del trittico delle Ardenne, che rimane il suo vero obiettivo di primavera.
Altri nomi? Occhio a Veermesch, determinante nella rincorsa di Ganna su Van Aert appena 24 ore fa, sebbene dovrà correre al servizio di Pogacar (saltasse per qualche ragione lo sloveno, allora potrebbe diventare la mina vagante). Da Van Aert ci si può aspettare un’altra prova coraggiosa e generosa, ma forse da qui a pensare di poterlo vedere a braccia alzata ad Oudenaarde ce ne passa (in casa Visma c’è anche Laporte come carta “di riserva”).