Tuttiquotidiani e completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Gabriele Gravina, chi è l'ex presidente FIGC potente numero 1 del calcio e artefice del miracolo Castel di Sangro

  • Postato il 2 aprile 2026
  • Di Virgilio.it
  • 2 Visualizzazioni
Gabriele Gravina, chi è l'ex presidente FIGC potente numero 1 del calcio e artefice del miracolo Castel di Sangro

L’era Gravina si apre e si chiude con l’esclusione senza appello (salvo incontrovertibile decisione FIFA) dell’Italia dai Mondiali. L’uomo nuovo del calcio italiano, della politica sportiva, ha rassegnato le dimissioni (indotte) il 2 aprile 2026, all’indomani della disfatta che ha sancito la terza mancata qualificazione della Nazionale alla massima competizione calcistica internazionale. In una situazione che sarebbe banale configurare come simile, Gravina aveva assunto il ruolo di presidente il 22 ottobre 2018 quando venne eletto per risollevare le sorti di una Nazionale in cerca di identità e ancora sotto choc per via dell’assenza dal Mondiale a causa della Svezia. Subentrava a Tavecchio, alla guida di via Allegri a seguito di una breve stagione di passione.

L’elezione di Gravina dopo lo tsunami Tavecchio

Gravina era il candidato unico e il gradimento bulgaro lo suggerisce ancora adesso, a distanza di anni, ovvero il 97,20% dei voti. E’ un uomo di calcio, ma anche un imprenditore che ha realizzato un’impresa impossibile che alcuni ritengono possa replicare ai vertici FIGC. A complimentarsi, e a elogiarlo, è il presidente della FIFA, Gianni Infantino, che lo investì di una certa pressione a principio: “Gravina farà un buon lavoro”. Infantino ha modificato toni e aggettivi, nel corso di questi anni, a dimostrazione che tutto cambia.

Si presenta come un innovatore, ma le riforme rimangono nel potenziale della sua presidenza: Gabriele Gravina, però, è stato rieletto il 22 febbraio 2021 con il 73,45% dei voti (l’altro candidato Cosimo Sibilia si è fermato al 26,25%) per il quadriennio 2021/2024 e dal 3 febbraio 2025, con il 98,7% dei voti, è stato confermato alla guida della FIGC fino al 2028.

A questo incarico, si è sommato poi quello di membro del Comitato Esecutivo UEFA, ricevendo 53 preferenze su 55 e risultando il più votato tra i candidati. Due anni più tardi, il 5 aprile 2023, è stato nominato vicepresidente del massimo organismo calcistico europeo e il 3 aprile 2025 è stato confermato con 48 voti nel Comitato Esecutivo ed è stato nominato primo vicepresidente UEFA, al fianco dell’avvocato Ceferin.

“Gabriele è il mio vicepresidente ed è molto importante per me. Ma la perdita più grande sarebbe per la FIGC”, ha detto il numero 1, forse la voce più autorevole giunta in soccorso dell’ex presidente della Federcalcio.

La nascita del mito Castel di Sangro

Insomma, una carriera in crescita ma partita da lontano, da un paese della Puglia che ha abbandonato presto. A fare la fortuna dell’ex presidente è però un piccolo centro, Castel di Sangro, in Abruzzo al confine con il Molise.

Nato il 5 ottobre 1953 a Castellaneta, in provincia di Taranto, si è formato in Puglia prima di lasciarla subito dopo la maturità per frequentare la facoltà di Giurisprudenza a Napoli, dove rimane fino al conseguimento della laurea. In Abruzzo è arrivato per questioni sentimentali. A Castel di Sangro ha una sua società cresciuta fino ad avere, oggi, ben sei sedi: Roma, Castel di Sangro, Milano, L’Aquila, Pescara e Tolentino. I due figli, ormai adulti, lavorano nel Gruppo che porta il loro nome.

Nel piccolo centro abruzzese, Gravina ha acquisito un ruolo primario nel tessuto cittadino divenendo Presidente e amministratore del Castel di Sangro tra il 1984 e il 1996, lanciando la propria carriera di dirigente sportivo. In quel periodo il club abruzzese, un gruppo di dilettanti assunse la forma di una realtà strutturata, consolidata fino alla promozione in Serie B.

Incarichi e arrivo dalla Lega Pro alla FIGC

Un piccolo miracolo italiano. Un miracolo che lancia Gravina e la sua ascesa, calcistica ed universitaria anche: Consigliere e membro dell’Esecutivo della Lega Serie C tra il 1990 e il 1992; Vice Presidente del Settore Tecnico tra il 2002 e il 2005; Capo Delegazione della Nazionale Under 21 tra il 2002 e il 2015 e membro della Delegazione della Nazionale italiana al Mondiale 2006; Consigliere Federale dal 1992; Consigliere delegato, membro del consiglio di amministrazione e amministratore delegato di Federcalcio srl tra il 2005 e il 2015; fino a diventare Presidente della Lega Pro nel 2015, carica dalla quale si è dimesso in seguito all’elezione al vertice della FIGC.

Incarichi che ha svolto assieme e parallelamente a quello di imprenditore divenendo anche figura di spicco nella Banca di Credito di Roma e dedicandosi alla docenza universitaria in corsi dedicati al mondo del calcio.

Euro2020, unico successo nel paradosso totale

Sul versante calcistico, la sua escalation è stata immediata quanto impressionante, dicevamo. Se volessimo tracciare un bilancio breve, immediato dovremmo constatare che non ha portato grandi riforme e ciò ha accompagnato, stando ai critici, numerose perplessità sull’ultima elezione. Il solo, vero successo che ha portato all’Italia del pallone è poi Euro2020 con Roberto Mancini in panchina, con Gianluca Vialli capo delegazione e la qualità dello staff che trascinò l’Italia alla reazione dopo la pandemia. Fu proprio Gravina, in un’intervista esclusiva che ci concesse in quei mesi di restrizione, a chiedere di portare al suo naturale epilogo il campionato.

Sul versante dei grandi cambiamenti più che rivoluzioni, si sono fatti piccoli passi, qualche dettaglio in più a dimostrazione, d’altra parte, che nulla ha scalfito, toccato la sua figura nonostante i limiti del nostro calcio, le ripetute esclusioni dai Mondiali e la crisi dei vivai innegabili. Il paradosso Gravina è fatto di questo. Ora toccherà attendere, prima di capire quale sia la via intrapresa dai suoi successori.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti