Futuro green, il confronto tra Italia e Francia. Ripamonti: “Abbassare il costo dell’energia alle fasce più deboli”
- Postato il 9 febbraio 2026
- Altre News
- Di Genova24
- 2 Visualizzazioni

Genova. Un vero e proprio dibattito politico sul futuro della cooperazione tra Francia e Italia quello che è stato ospitato il 3 e 4 febbraio a Cagliari, in occasione dell’evento conclusivo del progetto europeo INVECE (Innovazione Verde e Comunità Energetiche).
Due giorni di lavori intensi, organizzati presso il T Hotel in via dei Giudicati n. 66, oltre che online, sul tema “Nuove energie transfrontaliere” e dedicati alla cooperazione, all’innovazione verde e alle comunità energetiche rinnovabili, cui hanno preso parte attiva numerosi rappresentanti politici ed istituzionali dei 5 territori coinvolti nell’ambito del programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027.
Le regioni Sardegna, Toscana, Liguria e quelle della Corsica e della Regione Sud Provenza-Alpi-Costa Azzurra si sono infatti cimentate nei 2 anni di attività del progetto INVECE in azioni concrete e di lungo respiro per affrontare le sfide della transizione energetica e contribuire in questo modo al raggiungimento degli obiettivi del Green Deal Europeo e dell’Agenda ONU 2030.
Molti gli spunti di riflessione emersi dagli incontri a Cagliari, cui hanno partecipato, tra gli altri, Guido Portoghese, Capo di Gabinetto presso l’Assessorato dell’Industria della Regione Autonoma della Sardegna, Julien Paolini, Assessore all’energia della Collettività di Corsica e Presidente dell’Agence de l’Urbanisme et de l’Énergie de Corse e Paolo Ripamonti, Assessore all’Energia della Regione Liguria.
L’evento ha coinvolto, complessivamente oltre 150 esperti, operatori del settore, rappresentanti istituzionali e cittadini, che hanno partecipato sia in presenza che online.
Il dibattito ha toccato numerosi punti chiave e argomenti di profondo interesse in questo importante settore: si è parlato di governance per sostenere e accelerare la creazione di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), così come del valore e dell’impatto sociale che queste ricoprono nei territori di riferimento.
“Oggi esistono freni normativi e dei limiti nell’aiuto che la Regione può fornire alla nascita delle CER, e spesso le istituzioni si trovano di fronte ad una certa complessità nella gestione di queste iniziative – ha spiegato Guido Portoghese, Capo di Gabinetto presso l’Assessorato dell’Industria della Regione Autonoma della Sardegna – Ciò nonostante, la Regione Autonoma della Sardegna ha finanziato la realizzazione di studi di fattibilità di progetti portati dai Comuni e la nostra volontà è quella di andare a sostenere i progetti che sono realizzabili in tempi brevi. E’ fondamentale, inoltre, riuscire a sostenere le imprese e la formazione, vere chiavi del successo in questo campo, per giungere ad instaurare dei percorsi partecipativi che mettano insieme tutti i soggetti coinvolti”.
Il coordinamento tra gli attori principali di una Comunità Energetica Rinnovabile, quindi, diviene uno dei punti principali per la buona riuscita dei progetti cui fanno riferimento queste realtà. Ne è convinto Paolo Ripamonti, Assessore all’Energia della Regione Liguria, che ha spiegato: “Il primo promoter, in questo settore, è sicuramente rappresentato dal singolo Comune, ma lo strumento fondamentale è il coordinamento tra i vari soggetti chiamati in causa. In Regione Liguria abbiamo creato un tavolo permanente e siamo convinti che l’animazione territoriale sia il vero elemento di successo che permette di ottenere il contributo più importante portato dalle CER, ossia ciò che queste apportano alla transizione energetica e che si traduce nella possibilità di abbassare il costo dell’energia per le fasce più deboli della popolazione”.
Di notevole interesse è stato, nel contesto del dibattito, il confronto sul piano internazionale, altro punto di forza del progetto transfrontaliero INVECE. Tra i presenti agli incontri, infatti, anche Julien Paolini, Assessore all’energia della Collettività di Corsica e Presidente dell’Agence de l’Urbanisme et de l’Énergie de Corse, che ha testimoniato come le attività portate avanti finora stanno portando la Corsica ad un futuro sempre più green, con attenzioni particolari rivolte al settore agricolo, e non solo.
“Per i territori insulari e periferici, la questione energetica non è mai soltanto tecnica. Riguarda direttamente la sicurezza dell’approvvigionamento, la resilienza dei territori, la giustizia sociale, ma anche la capacità di sviluppo economico locale – ha spiegato Paolini – In Corsica, l’energia è al centro del progetto politico territoriale. La questione energetica rappresenta un vero e proprio strumento di sovranità, nel senso più nobile del termine: la capacità di controllare collettivamente il nostro futuro energetico in un contesto di forti vincoli — insularità, dipendenza dalle importazioni, pressione sulle reti e vulnerabilità climatica. La transizione energetica deve inserirsi nel rispetto degli equilibri territoriali e delle specificità insulari”.
Moltissimi gli spunti di riflessione e i temi sui quali i territori coinvolti dal progetto, dalla Sardegna alla Corsica, dalla Regione Sud Provenza-Alpi-Costa Azzurra alla Toscana, passando per la Liguria, continueranno a collaborare anche in futuro. Le CER si confermano, infatti, uno strumento centrale tanto sul piano politico quanto su quello sociale, perché possono fare la differenza e divenire il fulcro della resilienza dei territori e promotrici della lotta alla povertà energetica.