Furgiuele è di nuovo un caso: porta CasaPound alla Camera
- Postato il 25 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Furgiuele è di nuovo un caso: porta CasaPound alla Camera

Furgiuele è di nuovo un caso: Prima gli accostamenti alla X Mas («un equivoco») ora porta CasaPound alla Camera, il Pd insorge, lui: «È difesa della nostra cultura».
Il deputato lametino e leghista Domenico Furgiuele di nuovo nell’occhio del ciclone. Prima le polemiche per i suoi riferimenti alla Decima Mas – le braccia incrociate a X, alla Camera, contro i deputati del centrosinistra che intonavano Bella Ciao, e la vetrofania con la scritta Xmas a Natale – che lui derubricò a mero equivoco. Ora il suo nome accostato a CasaPound. E stavolta non si intravedono margini per un fraintendimento.
Andiamo con ordine. Il 30 gennaio il comitato ‘Remigrazione e riconquista’ presenterà alla Camera la propria proposta di legge popolare sulla “remigrazione”, depositata in Cassazione lo scorso 17 gennaio. Di che si tratta? Letteralmente – ci dicono Accademia della Crusca e Treccani – significa ‘migrazione indietro’ ma è usato per indicare «in forma eufemistica» l’espulsione forzata di migranti. È una delle parole d’ordine dell’estrema destra in Europa, uno dei fondamenti del chiacchierato futuro partito del generale Vannacci (ne parleremo più avanti): la remigrazione è, appunto, l’espulsione di tutte le persone immigrate la cui presenza è ritenuta problematica per qualche ragione, pur in presenza di regolare permesso di soggiorno.
FURGIUELE E CASAPOUND, LA PROPOSTA SULLA REMIGRAZIONE E LE REAZIONI DEL CENTROSINISTRA
Il presidente del comitato ‘Remigrazione e riconquista’ è il portavoce di CasaPound Luca Marsella e i soci fondatori del comitato, oltre a CasaPound, sono realtà quali Rete dei Patrioti, VFS e Brescia ai Bresciani. Il Pd e i partiti di centrosinistra davanti all’ingresso di CasaPound e soci a Montecitorio sono saltati sulle sedie. E poiché per tenere un evento alla Camera bisogna essere invitati da un deputato o da un gruppo hanno fatto le dovute ricerche. E cosa è emerso? Loracconta il dem Matteo Orfini. Il deputato latore dell’invito è il calabrese Domenico Furgiuele. «CasaPound è una organizzazione dichiaratamente neofascista, che dovrebbe semplicemente essere sciolta, non ospitata alla Camera – scrive Orfini – A Giorgia Meloni chiedo se ha letto la Costituzione sulla quale ha giurato. Nel caso lo abbia fatto le chiederei di spiegare come possa ritenere quel giuramento compatibile con la scelta di un parlamentare della sua maggioranza di “sporcare” il Parlamento con la presenza di un gruppo neofascista. Ovviamente abbiamo chiesto al Presidente della Camera di annullare la conferenza stampa e faremo di tutto per evitare questo scempio».
CASAPOUND, LA DIFESA DI FURGIUELE E IL RUOLO DI FONTANA
Fontana – si apprende dal Foglio – avrebbe preso le distanze, indicando appunto ai deputati che protestavano di chi era la responsabilità della presenza di CasaPound. Furgiuele, a sua volta, ieri mattina, con una nota dell’ufficio stampa della Lega, ha detto la sua. E non ha certo preso le distanze. Tutte strumentalizzazioni, dice. Remigrazione «non è odio, non è discriminazione, non è esclusione. Al contrario, è un segnale di risveglio che attraversa l’Europa e un messaggio chiaro: la nostra storia non è finita, vogliamo difendere la nostra cultura e proteggere ciò che ci ha resi unici come popoli».
L’ASSE CON VANNACCI E IL FUTURO DELLA DESTRA
Dicevamo che ‘remigrazione’ è uno dei mattoni su cui si fonderebbe il possibile partito di Vannacci, una sorta di AfD versione italica. Una prospettiva che preoccupa Salvini, perché prelude a una scissione nella Lega, ma anche Meloni, perché si rischia il sorpasso a destra. «Fuori dalla Lega c’è il deserto» ha già avvertito Salvini. Vedremo che forme prenderà il progetto di Vannacci, se quello di un partito, di una corrente nella Lega, di un sottogruppo alla Camera, nel Misto. A Montecitorio, riferiscono le cronache parlamentari, può contare su un piccolo drappello di fedelissimi nella Lega (che potrebbe allargarsi a qualche ex meloniamo): Edoardo Ziello, Rossano Sasso e, giustappunto, Domenico Furgiuele.
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Furgiuele è di nuovo un caso: porta CasaPound alla Camera