Freddo e povertà, Sant’Egidio in affanno per le tante richieste: coperte cercasi, mensa ridotta a tre giorni

  • Postato il 9 gennaio 2026
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Genova. La Comunità di Sant’Egidio cerca coperte da donare a chi vive per strada in questi primi giorni dell’anno freddissimi. L’appello, rimbalzato sui social nelle ultime ore, invita a portare coperte o sacchi a pelo in buone condizioni alla basilica dell’Annunziata da lunedì a venerdì, dalle 8 alle 19, e a chiedere eventuali informazioni al numero dedicato 010.2468712.

Una richiesta che arriva nei giorni in cui si parla dello sforzo immane della comunità per far fronte alle richieste di assistenza, in aumento, soprattutto dal punto di vista del cibo. La mensa di Santa Sabina ormai da oltre un mese è aperta solo tre giorni a settimana, il lunedì, il mercoledì e il venerdì, a causa della scarsità dei fondi a disposizione.

“Abbiamo ridotto da cinque a tre giorni gli orari di apertura della mensa, con modalità solo seduti – spiega don Maurizio Scala, responsabile dei servizi per le persone senza dimora della Comunità di Sant’Egidio – Sino a poco tempo fa abbiamo mantenuto anche un servizio da asporto per persone che venivano a prendere un pasto caldo, ma erano principalmente famiglie con bambini che abbiamo accompagnato nelle Case dell’Amicizia, dove possono avere dei pacchi spesa”.

A oggi la mensa di Sant’Egidio accoglie in media 400 persone al giorno, in presenza erano tra le 700 e le 800. A sostenere l’attività in modo continuativo sono da anni la Diocesi di Genova e la Fondazione Costa Crociere, ma nei giorni scorsi la comunità ha preso contatti con il Comune di Genova, che ha manifestato l’intenzione di supportare l’attività: “Ne stiamo parlando in modo serio – conclude Scala – ne sapremo di più tra qualche tempo”.

Sul tema nei giorni scorsi è intervenuto anche il Pd, con il capogruppo in Regione Armando Sanna che ha sottolineato che “la Regione Liguria non può restare immobile. Quando servizi che per molti sono vitali vengono ridotti per mancanza di risorse, è un problema pubblico, non del solo volontariato. Servono più fondi e più progetti strutturali a sostegno di tutte le realtà che si occupano di fragilità e contrasto alla povertà, perché solo rafforzando l’intero sistema di aiuto si può garantire continuità a servizi essenziali come quelli offerti da Sant’Egidio. La solidarietà non può reggersi solo sulla buona volontà: deve diventare una scelta politica”.

Piano Freddo, accolte 100 persone

A oggi sono circa 100 le persone intercettate e accolte, nell’ambito del Patto di sussidiarietà per le persone senza dimora, nelle strutture attivate dal nuovo sistema cittadino per il Piano Inverno del Comune di Genova. Si tratta di soggetti che hanno accettato un rifugio notturno e che, prima dell’avvio del Piano Inverno, dormivano in strada.

Parallelamente, crescono gli interventi dell’educativa territoriale di strada: dall’avvio del Piano Inverno si contano 163 interventi, con operatori impegnati quotidianamente nel supporto alle persone incontrate e nel loro accompagnamento, se possibile, verso le accoglienze notturne. Le attività si sono concentrate in particolare nei municipi Centro Est, Centro Ovest, Ponente, Medio Ponente e Valpolcevera.

Restano tuttavia una quarantina di persone che continuano a rifiutare l’accoglienza proposta, prevalentemente per problematiche legate alle dipendenze. Per questi casi è stata attivata una collaborazione con Asl 3, finalizzata a una valutazione sociosanitaria e all’avvio di percorsi specifici di presa in carico. In alcune situazioni, l’intervento degli operatori ha consentito anche l’accompagnamento in strutture ospedaliere di persone senza dimora con problemi di salute. Per chi continua a rifiutare l’accoglienza, resta fondamentale il lavoro dell’educativa territoriale, che garantisce supporto, sostegno, generi alimentari e beni materiali come coperte, messi a disposizione attraverso il Patto di sussidiarietà.

Accanto all’educativa territoriale, è sempre operativo il Pronto Intervento Sociale, che si attiva su segnalazione delle forze dell’ordine, qualora persone senza dimora manifestino, anche durante la notte, la volontà di accedere ai dormitori.

Abbiamo ancora posti disponibili nelle strutture di accoglienza – sottolinea Emanuele Barisone, direttore di Fondazione Auxilium – Allo stesso tempo seguiamo persone che conosciamo e supportiamo da tempo, ma che non accettano l’ingresso in contesti comunitari: per loro è necessario un intervento specialistico che va oltre il solo accompagnamento socioeducativo».

Si ricorda che è possibile segnalare la presenza di persone senza dimora attraverso la piattaforma Segnalaci, al link: https://segnalazioni.comune.genova.it/ oppure contattando le forze dell’ordine, che collaborano costantemente con i servizi sociali. Per le situazioni che richiedono il pronto intervento sociale, ci si può rivolgere alla Centrale Operativa comunale, telefonando al numero 010- 5570.

Autore
Genova24

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