Francia, Macron ripristina il servizio militare su base volontaria: 10 mesi di leva ma solo “su territorio nazionale”
- Postato il 27 novembre 2025
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Dal 12 gennaio 2026 la Francia avvierà il servizio militare volontario: il presidente Emmanuel Macron, durante la presentazione dell’iniziativa avvenuta nella base della 27a Brigata di fanteria da montagna, a Varces (Isère), ha sottolineato che l’impegno sarà richiesto solo sul territorio nazionale. I dettagli si possono già trovare sul sito web dell’Armée: i candidati che supereranno la selezione riceveranno uno stipendio mensile di circa 800 euro lordi, esclusi i bonus, e beneficeranno di uno sconto del 75% sulle tariffe ferroviarie SNCF. Come avviene in questi casi, vitto e alloggio saranno a carico dell’esercito. La prima selezione avverrà su questi requisiti: cittadinanza francese, buone condizioni di salute, età compresa tra i 18 e i 25 anni. È inoltre necessario aver completato la giornata di servizio nazionale (Journée Défense et Citoyenneté): si tratta di una iniziativa che fu avviata in seguito alla sospensione nel 1997 del servizio nazionale militare obbligatorio. La Giornata di Preparazione alla Difesa (JAPD), è poi divenuta Giornata della Difesa e della Cittadinanza (JDC) nel 2011, obbligatoria per uomini e donne, dai 16 ai 25 anni.
Macron ha definito lo sforzo economico per avviare il servizio militare volontario “essenziale”, e attingerà alla legge di programmazione militare 2026-2030, con un budget aggiuntivo di oltre due miliardi di euro. Il capo dell’Eliseo ha snocciolato questi numeri: “3.000 giovani saranno selezionati per svolgere il servizio nazionale nell’estate del 2026 e il numero dei partecipanti aumenterà gradualmente fino a raggiungere i 10.000 entro il 2030. La mia ambizione è raggiungere i 50.000 entro il 2035”.
Il presidente francese ha anche tracciato uno schema futuro per la forza armata francese: “Questo nuovo modello si baserà su un nucleo: l’esercito attivo che conosciamo dalla fine degli anni ’90, rafforzato dai professionisti della riserva, il cui numero passerà da 45.000 a 80.000 nel 2030. Ma sarà anche completato da una forza proveniente dai giovani”.
L’iniziativa si inquadra nel contesto storico che in Europa è mutato in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, nel febbraio 2022. La Francia, assieme a Germania e Regno Unito, è stata e continua a essere tra le nazioni che vogliono proseguire il sostegno a Kiev, contestando in alcune fasi le iniziative di un “piano di pace” americano promosso dal Donald Trump, giudicato sbilanciato in favore di Mosca. C’è poi la percezione che l’attacco della Russia abbia messo a nudo la fragilità del sistema di difesa europeo, troppo adagiato sul sostegno degli Stati Uniti alla Nato. Così, la Francia si muove sulla scia della Germania cercando di attrarre nuove reclute e ripristinando la leva volontaria; lo stesso obiettivo si pongono Polonia, Paesi Bassi, Romania e Bulgaria. Attualmente, le forze armate francesi contano circa 200.000 militari e 47.000 riservisti, che dovrebbero aumentare entro il 2030 a 210.000 e 80.000.
Reazioni politiche: Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, il partito di destra la cui leadership resta legata a Marine Le Pen ha espresso sostegno, purchè il servizio sia su base volontaria. Patrick Kanner, presidente del gruppo socialista al Senato è più cauto ma apre alla possibilità come ha dichiarato domenica scorsa su France 3: “Credo in un esercito professionale. Ma se i giovani vogliono impegnarsi per la nazione, sono favorevole”.
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