Francesca Albanese sulla richiesta francese di dimissioni: “Mi si accusa di antisemitismo per un video manipolato. Ora il ministro chieda scusa”
- Postato il 12 febbraio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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“Mi aspetto che il ministro si scusi perché ha detto una cosa sbagliata. Se non lo farà è malafede”. Così Francesca Albanese ha replicato alle accuse arrivate dal ministro per gli Affari esteri francesi Barrot che ieri ha chiesto le dimissioni della relatrice speciale Onu per la Palestina. Collegata con l’eurodeputata Cecilia Strada con il cinema Anteo di Milano dopo la proiezione del documentario Disunited Nations, Albanese ha voluto fare chiarezza sulle affermazioni che le vengono attribuite e che, come verificato anche dal Fatto Quotidiano, non trovano riscontro nel video integrale dell’intervento al forum di Al Jazeera . “C’è un’organizzazione il cui compito è quello di difendere l’apartheid israeliana, che fa circolare un video manomesso, che è stato corretto. Non posso credere che il ministro degli Affari Esteri abbia visto quello invece della mia risposta. Mi ha accusato di antisemitismo e ha chiesto le mie dimissioni per aver detto una cosa che non ho detto, cioè che Israele è un nemico dell’umanità. Cioè è una roba folle. Siamo in una fase – ha concluso la relatrice – in cui la menzogna è verità e la verità menzogna“.
Sul tema è intervenuta subito dopo anche l’europarlamentare Cecilia Strada, collegata da Bruxelles, esprimendo sostegno alla relatrice Onu. “Sono molto stanca di questa ricorrente, strumentale e falsa accusa di antisemitismo che ci viene rivolta, e non solo da destra, quando facciamo una cosa molto molto semplice: proteggere il diritto internazionale e i valori e le cose in cui crediamo, e per quanto mi riguarda anche un po’ la dignità di questa casa europea”.
Ad ascoltare Cecilia Strada e Francesca Albanese non c’erano solo le 300 persone sedute all’Anteo City Life, ma anche le 10mila collegate dai cinema di tutta Italia. Ieri sera infatti il documentario del regista francese Christoph Cotteret (distribuito da Mescalito film) che racconta il fallimento dell’Onu e del diritto internazionale è stato proiettato simultaneamente in 122 sale. Un evento nazionale al quale è seguito il dibattito con la relatrice Onu e l’eurodeputata moderato dalla giornalista del Fatto Quotidiano, Giulia Zaccariello. All’Anteo il pubblico ha avuto anche la possibilità di rivolgere alcune domande e parlare direttamente con le ospiti. Tra gli interventi in sala quello del movimento Bds Italia, sigla che sta per Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni, e quello di alcuni rappresentanti della comunità palestinese in Italia.
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