Fotografie contro l'oblio. A Bergamo l'Ucraina si racconta nelle immagini di Wikimedia

  • Postato il 17 marzo 2026
  • Di Il Foglio
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Fotografie contro l'oblio. A Bergamo l'Ucraina si racconta nelle immagini di Wikimedia

La guerra distrugge i monumenti due volte: prima fisicamente, poi dalla memoria. Contro la seconda distruzione, più silenziosa ma definitiva, c'è un argine possibile: la fotografia. Prima che una cattedrale crolli, qualcuno l'ha immortalata. Prima che un museo bruci, qualcuno ne ha fotografato le sale. La memoria visiva diventa, in tempo di guerra, una forma involontaria di salvezza. O almeno, così sembra credere chi ha ideato la mostra che dal 19 al 28 marzo animerà la Biblioteca civica Antonio Tiraboschi di Bergamo: un percorso espositivo dedicato all'Ucraina, nato dalla collaborazione tra Wikimedia Italia e Wikimedia Ucraina, e costruito interamente attorno alle immagini libere raccolte negli anni dai grandi concorsi fotografici del movimento Wikimedia.

Il punto di partenza è una cifra: dall'inizio del conflitto, più di 2.000 beni culturali ucraini sono stati distrutti o gravemente danneggiati. Edifici storici, musei, chiese, teatri, statue. Le fotografie in mostra lo raccontano con la precisione spietata dei dettagli: le rovine della chiesa in legno della Natività della Theotokos, costruita nel 1862 e distrutta dai bombardamenti russi il 7 marzo 2022; l'edificio della Realschule — oggi scuola — raso al suolo nelle stesse settimane; la Facoltà di Economia dell'Università Nazionale di Kharkiv, colpita da un missile il 2 marzo 2022. E poi la Cattedrale della Trasfigurazione a Odesa, dove riposano il principe Mikhail Vorontsov e la contessa Elżbieta Branicka, devastata da un attacco missilistico il 23 luglio 2023 e oggi al centro di complessi lavori di restauro. Luoghi che custodivano secoli di storia e che oggi esistono soltanto nella memoria — e, quando la fortuna ha voluto, nelle fotografie. 

Non è andata meglio al patrimonio naturale: il 30 per cento delle aree naturali protette del paese è stato colpito da operazioni militari o occupazioni, compresa la Riserva naturale di Askania-Nova, una delle più antiche steppe europee. Così le immagini smettono di essere semplici documenti e diventano archivio, testimonianza, resistenza silenziosa. La mostra di Bergamo attinge a tre concorsi fotografici internazionali – Wiki Loves Monuments, Wiki Loves Earth e Wiki Loves Folklore – che nel tempo hanno raccolto rispettivamente oltre 447.000, 132.000 e 3.300 immagini legate al patrimonio ucraino. Fotografie scattate da volontari, liberamente accessibili, caricate su Wikimedia Commons e oggi disponibili per chiunque voglia conoscere, studiare, ricordare. Ne nasce un percorso che si muove tra monumenti, paesaggi e tradizioni popolari, restituendo un ritratto di un paese con una propria identità profonda, stratificata, tenace. "Racconta la nostra storia, illustra la bellezza del nostro paese e, soprattutto, restituisce l'impatto che la guerra ha avuto sul patrimonio culturale e naturale ucraino", ha detto Ilya Korniyko, presidente del consiglio dell'ong Wikimedia Ucraina. La mostra è patrocinata dal consolato generale d'Ucraina e si inserisce in un percorso più ampio di collaborazione tra le due comunità Wikimedia, che include anche un recente editathon sul cosiddetto "Rinascimento fucilato" – la generazione di intellettuali e artisti ucraini soppressa dal regime sovietico negli anni Trenta – condotto con il coinvolgimento diretto di studenti italiani.

Quello che emerge, guardando l'insieme, è una riflessione sul ruolo della conoscenza libera nei tempi di crisi. Non solo strumenti enciclopedici, ma infrastrutture della memoria collettiva. Una mostra fotografica non ricostruirà la Cattedrale di Odesa. Ma può tenere viva l'immagine di ciò che era e di ciò che potrebbe tornare a essere.

Cattedrale della Trasfigurazione. Sono in corso lavori di restauro (Alexander Voropayev, CC BY-SA 4.0) 
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Il Foglio

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