“Forze dell’ordine obbligate a fare da ufficio stampa a un gruppetto di fascisti”. Le opposizioni insorgono per il giornalista identificato davanti CasaPound

  • Postato il 12 febbraio 2026
  • Politica
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Il deputato democratico Matteo Orfini commenta sui social quanto denunciato dalla trasmissione televisiva Cartabianca, ovvero che una troupe di giornalisti del programma è stata fermata e identificata dalla Digos mentre realizzava un servizio sull’occupazione della sede di CasaPound in via Napoleone III a Roma, attiva dal 2003 e mai sgomberata.

“I giornalisti di una trasmissione televisiva chiedono un’intervista a CasaPound – commenta Orfini – CasaPound non risponde. I giornalisti allora vanno sotto il palazzo occupato per provare a intervistarli. Dopo un po’ arrivano le forze dell’ordine. Per sgomberare CasaPound, direte voi. No. Per identificare i giornalisti. E per spiegargli che devono concordare con CasaPound le interviste, non andare sotto la loro sede. Questo avviene nell’Italia di Giorgia Meloni. Questo avviene con Piantedosi al ministero: le forze dell’ordine obbligate a fare da ufficio stampa a un gruppetto di fascisti. Complimenti”.

Fratoianni: “Sconcerta confronto forze dell’ordine con cronisti davanti Casapound”

“Le immagini del confronto fra una troupe giornalistica della trasmissione Mediaset ‘È sempre CartaBianca’ e una pattuglia delle forze dell’ordine davanti al palazzo occupato da Casapound sono abbastanza sconcertanti. Già il fatto che le forze dell’ordine del nostro Paese che accorrono dopo una richiesta di un’organizzazione che da tempo doveva essere sciolta fa davvero pensare. E poi, deve essere sempre garantito il diritto di cronaca e la libertà di informazione”. Lo scrive su X Nicola Fratoianni di Avs. “Su questo episodio – conclude Fratoianni – presenteremo un’interrogazione parlamentare perché non si ripetano in futuro casi simili”.

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Blitz

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