Forza Italia sfrutta il caso Le Pen per tornare all’assalto della legge Severino

  • Postato il 2 aprile 2025
  • Politica
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Detto fatto. Le Pen condannata ed esclusa dalla corsa politica? Un vero babà per Forza Italia che, per l’ennesima volta, torna alla carica per azzerare la legge Severino sull’incandidabilità di parlamentari e amministratori locali condannati, proprio quella che nel 2013 costò la poltrona di senatore all’allora leader Silvio Berlusconi condannato per frode fiscale.

A buttare giù l’odiata Severino – decreto legislativo del dicembre 2012, nell’ambito della legge sulla corruzione dell’allora ministra della Giustizia Paola Severino che faceva parte del governo Monti – ci avevano provato, ma senza successo, già l’anno scorso, con una proposta di legge dei forzisti Pietro Pittalis alla Camera e di Pierantonio Zanettin al Senato. Ma adesso il caso Le Pen è un’occasione troppo ghiotta per non tornarci subito sopra.

Enrico Costa e la macchina “anti giudici” – E quando sono le 7 e 57 ecco il primo assalto di Enrico Costa, il forzista vera fucina di norme anti giudici, che da sempre si batte contro la Severino. Ecco il suo tweet mattutino che apre la giornata: “Molto, moltissimo mi divide da Marine Le Pen, ma che una sentenza di primo grado, appellabile, non le consenta come pena accessoria immediatamente esecutiva di candidarsi alle elezioni è giuridicamente incivile”.

Non è che il primo segnale. Due ore dopo si mette in movimento la macchina anti giudici di Forza Italia. Vogliono uscire subito, prendersi la primazia della “guerra” alla Severino che li unisce alla Lega, mentre qualche dubbio permane dentro Fratelli d’Italia che l’hanno scorso bloccò iniziative legislative del genere. Ma stavolta è stata la premier Giorgia Meloni in persona a prendere duramente le distanze dalla sentenza francese con quella frase inequivocabile: “Nessuno che creda davvero nella democrazia può gioire di una sentenza che colpisce il leader di un grande partito, privando milioni di cittadini della loro rappresentanza”.

Il comunicato – Alle 11 e trenta il comunicato di Forza Italia anti Severino è già pronto per uscire. Dice così, sotto il seguente titolo: “Forza Italia, intervenire su legge Severino, incivile sospensione da carica con sentenza non definitiva”. Segue un testo durissimo: “La permanenza nell’ordinamento di una norma che prevede la sospensione dalla carica di amministratore locale in presenza di sentenza non definitiva, è incivile, illiberale e contrastante con il principio costituzionale della presunzione di innocenza”. Dunque una legge di cui Forza Italia contesta la stessa legittimità costituzionale.

Ma non basta ancora, perché seguono le presunte motivazioni. “Sono numerosissimi i casi di assoluzione nei gradi successivi di amministratori che erano stati sospesi a seguito di condanne non definitive”. Questo è proprio l’argomento principe, il vero leit motiv, che l’anno scorso ha portato ad abolire il reato di abuso d’ufficio, considerato il principale responsabile della sospensione di moltissimi amministratori locali a seguito di una condanna in primo grado. Proprio Enrico Costa, su questo, ha addirittura scritto un libro, raccogliendo i casi di oltre 150 sindaci costretti a lasciare l’incarico dopo la condanna di primo grado.

L’ordine del giorno – Ma eccoci alla proposta: “Si rende pertanto improcrastinabile l’inserimento all’ordine del giorno della Camera della proposta di legge di Forza Italia che interviene sulla legge Severino, come peraltro già formalizzato da vari atti di indirizzo parlamentari condivisi dal Governo”. Si tratta proprio della legge Pittalis che l’anno scorso fu fermata dai niet dei meloniani e che ora torna in campo. A firmare la nota di Forza Italia c’è tutta l’équipe degli esperti sulla giustizia berlusconiani da sempre nemici della legge Severino, dal capogruppo in commissione Giustizia Tommaso Calderone, a Pietro Pittalis, a Enrico Costa.

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Il Fatto Quotidiano

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