Formula 1 Leo Turrini in esclusiva: “Ferrari obbligata a lottare per vincere. Sogno Leclerc o Antonelli campioni”
- Postato il 5 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Chi se non Leo Turrini per provare a leggere il Mondiale di Formula 1 alle porte. Manca, ormai, pochissimo e poi il semaforo si spegnerà per il dare il via alla stagione delle monoposto. Un’annata che si preannuncia combattuta, visti anche i molteplici cambiamenti tecnici apportati dal regolamento sulle monoposto.
Dimensioni e peso ridotti, via l’effetto suolo, surplus di energia per attaccare e difendersi, aerodinamica attiva, carburante 100% sostenibile: questi alcuni degli accorgimenti tecnici che rendono sensibilmente diverse le auto sulle quali si correrà dall’Albert Park Circuit di Melbourne in poi.
Domenica 8 marzo è la data da segnare in rosso sul calendario, anche per capire come e se sono cambiate le gerarchie, con la McLaren che deve difendere il titolo piloti conquistato con Lando Norris e quello costruttori.
- Chi sta peggio? Aston Martin
- Tante incognite, la prima gara non dirà molto
- Ferrari ha l'obbligo di competere
- Il cuore sta con Leclerc e Antonelli
Chi sta peggio? Aston Martin
Ne abbiamo parlato con un esperto del settore, il giornalista Leo Turrini.
“È una rivoluzione tecnologia talmente grande che, anche dopo i test in Bahrain, è difficile capire chi sia messo meglio. La cosa che è abbastanza evidente è chi sta peggio, cioè l’Aston Martin. Per ora, tra le soluzioni estreme di Adrian Newey e i problemi alla power unit Honda sembra davvero in una difficoltà clamorosa. Per il resto, da quello che abbiamo potuto intuire, McLaren, Red Bull, Mercedes e Ferrari non sono tanto distanti tra loro come prestazioni. Ma, ripeto, sarebbe degno di un esercizio divinatorio dire chi è più avanti. Il cambiamento è drastico, penso che anche i diretti protagonisti siano curiosi di capire a Melbourne chi, in questo momento, è in vantaggio”.
Tante incognite, la prima gara non dirà molto
Con tutti questi cambiamenti, appare chiara l’intenzione di rimettere il pilota al centro di tutto.
“La volontà di chi ha scritto il regolamento sarebbe quella di aumentare l’importanza del driver nel risultato complessivo. Ma anche in questo caso c’è un punto interrogativo, Verstappen nel corso dell’inverno ha detto che guidare questa monoposto sarà noioso e non si divertirà per niente. E questo non collima con le intenzioni originarie. Può essere che questo campionato non si delinei dalla prima gara, ci sono talmente tante incognite che qualcosa in più si capirà dopo le prime cinque o sei tappe della stagione. Le gerarchie di marzo potrebbero cambiare”.
Ferrari ha l’obbligo di competere
Dai test asiatici è emersa, però, una Ferrari decisamente migliorata rispetto alle precedenti. E non potrebbe essere altrimenti visto il disastro dell’anno scorso. Da questo campionato dipenderà il futuro alla ‘Rossa’ del team principal Frederic Vasseur, ma anche quello di Lewis Hamilton e Charles Leclerc.
“Deve essere in lotta per le prime posizioni, altrimenti potrebbe cambiare tutto, ha l’obbligo di competere. Il team arriva da una stagione fallimentare, la posizione di Vasseur è chiaramente legata ai risultati di questa stagione. E poi c’è la questione Hamilton, anch’egli reduce da un’annata infelice e ha più di 40 anni, deve dimostrare, in primis a se stesso, di essere ancora un pilota competitivo. Ultimo, ma non ultimo, Charles Leclerc: è in Ferrari dal 2019, se anche quest’anno dovesse avere in mano una macchina non competitiva, dubito che possa scegliere di restare ancora a lungo a Maranello. Quindi deve funzionare ed è la speranza di tutti i tifosi. L’ultimo titolo Mondiale piloti è stato vinto diciannove anni fa, nel 2007 con Kimi Raikkonen. Voglio essere ottimista, poi come sempre parlerà la pista”.
Il cuore sta con Leclerc e Antonelli
Infine, a Turrini abbiamo chiesto un pronostico sul campionato 2026. E la sua è una risposta decisamente romantica.
“Questa è la domanda delle cento pistole (ride, ndr). Col cuore sogno che lo vinca Leclerc. Ma aggiungo, sempre a livello sentimentale, che se proprio non potesse vincerlo un pilota Ferrari, vorrei tanto che il titolo andasse Kimi Antonelli. L’ultimo italiano a vincere un Mondiale è stato Ascari nel 1953, sarebbe una storia fantastica da raccontare”, ha concluso a Virgilio Sport.
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