Fondi ad Hamas, anche il pm che indagò su Toti nel pool della procura che coordina l’inchiesta
- Postato il 7 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Ad affiancare il pm Marco Zocco nell’inchiesta che il 27 dicembre ha portato all’arresto di sette persone per terrorismo a Genova per presunti finanziamenti ad Hamas ci sarà anche il sostituto procuratore Luca Monteverde. Lo ha deciso il procuratore Nicola Piacente – lo stesso che da pm chiese l’arresto di Hannoun vent’anni fa per le stesse accuse (arresto poi negato e procedimento archiviato) – che vuole così rafforzare il pool della pubblica accusa già in vista del Riesame.
Gli avvocati dei 7 arrestati, a cominciare dai difensori di Mohammad Hannoun, considerato dalla Procura il vertice della cellula italiana dell’organizzazione terroristica, hanno depositato ricorso al tribunale del Riesame. L’udienza non è stata ancora fissata e potrebbe anche essere sdoppiata in due visto che i ricorsi dei tanti avvocati sono stati presentati in tempi diversi, ma potrebbe tenersi già alla fine della prossima settimana.
La scelta di Monteverde, entrato da poco nel gruppo della Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo, è motivata anche dalle competenze specifiche del pm che ha lavorato per molti anni e fino a pochi mesi fa nel gruppo Economia, ed è quindi esperto di inchieste incentrate come questa soprattutto su questioni economiche. Proprio Monteverde era stato uno dei pm, insieme a Federico Manotti a coordinare l’inchiesta sulla corruzione che ha portato al patteggiamento dell’ex presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e di alcuni importanti imprenditori genovesi che hanno anch’essi patteggiato la pena.
Il nocciolo del Riesame per i legali verterà in particolare sull’utilizzabilità della documentazione fornita da Israele e reperita dall’Idf sul campo di battaglia a Gaza. Si tratta di un centinaio di pagine più la documentazione originale in base alla quale secondo Israele le società di beneficienza destinatarie dei fondi raccolte dalle associazioni benefiche gestite da Hannoun (l’Abspp a Genova e la Cupola D’oro di Milano) sarebbero in realtà associazioni di Hamas o comunque sotto controllo di Hamas. Le ricevute dell’invio dei fondi a queste associazioni sono state trovate dalla polizia italiana nei server dell’Abspp grazie a un’operazione sotto copertura. Sempre in base alle intercettazioni della Digos ci sarebbero stati diversi contatti negli anni tra Hannoun e gli altri arrestati ed esponenti di Hamas. Lui, dal carcere, attraverso i suoi legali (Emanuele Tambuscio, Fabio Sommovigo e Dario Rossi, civilista, storico avvocato di Hannoun per vicende extrapenali) si è sempre difeso dicendo di aver dato soldi esclusivamente ad associazioni accreditate e riconosciute che si occupano di aiuti alla popolazione palestinese e ha negato di far parte di Hamas.