Foggia, appalti truccati: sequestrati 700mila euro, indagato un dirigente comunale

  • Postato il 13 marzo 2026
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Foggia, appalti truccati: sequestrati 700mila euro, indagato un dirigente comunale

Inchiesta su appalti truccati a Foggia: la Guardia di Finanza sequestra 700.000 euro. Indagati un dirigente comunale e due imprenditori.


FOGGIA – Un sistema ramificato di frodi e appalti truccati è stato scoperchiato dalla Guardia di Finanza, che ha eseguito un massiccio decreto di perquisizione e sequestro tra il capoluogo da uno e la sua provincia. Al centro dell’inchiesta figurano due imprenditori e un dirigente del Comune di Foggia, indagati a vario titolo per reati che vanno dalla frode nelle pubbliche forniture alla turbata libertà degli incanti. Il dato più eclatante dell’operazione è il sequestro di ben 700.000 euro in contanti, rinvenuti durante le perquisizioni locali e domiciliari. Secondo l’ipotesi accusatoria, il sodalizio avrebbe gestito in modo fraudolento la fase di esecuzione di svariati appalti pubblici.

Gli interventi finiti sotto la lente d’ingrandimento riguardano opere strategiche per il territorio: messa in sicurezza di arterie provinciali. Manutenzione e realizzazione di infrastrutture idriche. Ricorso a ditte non autorizzate e falsificazione della documentazione amministrativa.

APPALTI TRUCCATI A FOGGIA: UNDICI COMUNI NEL MIRINO

L’inchiesta non si limita al solo capoluogo. I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Foggia e della Compagnia di San Severo hanno esteso le operazioni a undici comuni della provincia, acquisendo una vasta mole di documentazione inerente alle procedure di gara. Le stazioni appaltanti sono state oggetto di verifiche mirate per accertare la regolarità dei contratti e identificare eventuali ulteriori complicità all’interno della pubblica amministrazione. Le accuse pesantissime includono truffa ai danni dello Stato, falso e violazione delle norme sui subappalti. Mentre gli inquirenti analizzano il materiale cartaceo e informatico prelevato dagli uffici pubblici e dalle sedi societarie, la posizione degli indagati resta al vaglio dell’autorità giudiziaria. Si ricorda che, in base al principio di presunzione di innocenza, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino all’emissione di una sentenza definitiva.

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