Fit Cisl Savona: “Al terminal Vado Gateway il 50% dei container in meno, preoccupati per i lavoratori”

  • Postato il 25 marzo 2026
  • 0 Copertina
  • Di Il Vostro Giornale
  • 2 Visualizzazioni
vado gateway porto

Vado Ligure. “Siamo preoccupati perché Vado Gateway ha annunciato alle organizzazioni sindacali che ha perso il servizio West Africa che garantiva almeno 4500 container a settimana: in sintesi di tratta di quasi il 50% del totale dei traffici del terminal. E’ un situazione che potrebbe generare anche ricadute negative anche sul personale, a partire dai lavoratori a tempo determinato in scadenza di contratto: abbiamo immediatamente fatto richiesta di incontro urgente per capire quali potrebbero essere le dinamiche future”. Lo spiega Danilo Causa, responsabile presidio territoriale Fit Cisl Savona.

Sullo sciopero indetto da Cgil e Uil Causa commenta: “Qualcuno ha fatto scelte diverse, ma noi non possiamo permetterci di perdere nessun posto di lavoro, quale nostra una priorità per quel terminal e per tutto il territorio savonese, a prescindere dalla forma contrattuale. Noi come abbiamo già evidenziato nei mesi scorsi siamo ovviamente a favore del lavoro a tempo pieno, indeterminato e stabile, ma per onestà intellettuale, nel rispetto della legge e dei Ccnl firmati da tutte e tre le organizzazioni sindacali ricordiamo che ci sono varie forme contrattuali previste ed accettate quali il tempo determinato, il part time, il lavoro a chiamata e il lavoro in somministrazione. Il nostro obiettivo è sempre quello di ottenere il massimo per i lavoratori, ma non possiamo rifiutare l’alternativa del lavoro a tempo determinato o part time che è migliorabile ma sicuramente preferibile a non avere nessun rapporto di lavoro. Decisamente ci piace meno il lavoro ‘somministrato’ soprattutto in porto, dove tanti ragazzi ogni giorno, anche più di una volta al giorno, vanno ad ‘elemosinare’ un turno di lavoro”.

“Crediamo che questo nel 2026 non dovrebbe più essere accettabile nel mondo del lavoro. Purtroppo, qualcuno ancora parla della legge 84/94 sui porti solo quando conviene, dimenticando che questa parla del lavoro a chiamata per art 17 senza tener conto che questi lavoratori quando non lavorano percepiscono l’IMA, un’indennità’ che li copre parzialmente del mancato avviamento al lavoro. Anche alcuni articoli 16 sono a chiamata in porto, ma sono lavoratori a tempo determinato o indeterminato con la garanzia di lavorare sempre almeno le ore contrattuali. Ma dei somministrati che durano anche 5/6 anni in carica, e di questi nessuno se ne interessa ,nemmeno chi invece si professa contro il part time e tempi determinati negli stessi luoghi di lavoro. Noi rimaniamo coerenti e andiamo avanti per la nostra strada chiediamo con forza che finalmente si possa discutere del ‘patto sul lavoro’ per il Porto di Savona”, continua Causa.

“Chiediamo di avere un’equità tra tutti gli operatori portuali nelle proprie diversità, affinità, peculiarità professionali, normative e legislative evitando qualsivoglia egemonia di qualcuno nei confronti di altri. Nel frattempo, auspichiamo che Vado Gateway Terminal ci convochi il prima possibile per provare a trovare soluzioni alternative alla mancata proroga o trasformazione dei contratti in scadenza con conseguente ricaduta drammatica verso i lavoratori a termine di contratto. Chiudiamo auspicando che il giorno dello Sciopero proclamato dalle altre organizzazioni sindacali ,nel rispetto della legge 146/90 venga data la possibilità liberamente di poter manifestare e parimenti si deve rispettare chi la pensa diversamente e decide di non aderire lo sciopero, evitando situazioni inaccettabili o peggio violente. Evitando i fatti incresciosi accaduti in occasione dell’ultimo sciopero. Siamo certi che gli organizzatori vorranno garantire al massimo la scelta democratica dei lavoratori garantendone in primis la libertà di scelta e la tutela della persona, evitando spiacevoli tensioni tra i lavoratori”, conclude Causa.

Autore
Il Vostro Giornale

Potrebbero anche piacerti