Firme e piazze, mobilitazione contro le sedi neofasciste. Giotto: “La Resistenza deve continuare”
- Postato il 7 aprile 2026
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- Di Genova24
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Genova. La petizione online lanciata per chiedere alla sindaca Silvia Salis e alla prefetta Cinzia Torraco di chiudere tutte le sedi dei movimenti neofascisti diventa una raccolta firme portata in tutta la città e, in futuro, in tutta la Liguria.
Martedì mattina al Cap di via Albertazzi Antonella Marras, una delle anime dei comitati della Valpolcevera ed ex candidata sindaca per Sinistra e Alternativa, si è seduta accanto a Giordano Bruschi, il partigiano Giotto, per inaugurare una nuova stagione di mobilitazioni. Un percorso che parte con una richiesta formale alla sindaca di Genova, Silvia Salis, al presidente del Consiglio comunale Claudio Villa e alla prefettura: chiudere le sedi dei movimenti neofascisti e non dare agibilità politica ad alcun tipo di evento da loro organizzato, che si tratta di convegni, riunioni o presentazioni di libri.
In sala ad ascoltare la presentazione erano presenti, tra gli altri, Massimo Bisca, presidenti di Anpi, le rappresentanti di UDI, storica associazione femminista nata per combatter l’occupazione fascista, Igor Magni, segretario della Camera del Lavoro di Genova, e membri dei tanti comitati che hanno aderito alla petizione online.
“Dobbiamo difendere i principi di solidarietà e libertà che sono propri della nostra costituzione – spiega Marras – Le firme verranno raccolte in tutte le sedi e i circoli delle varie associazioni e comitati, ma andremo anche nelle strade per recuperare il senso umano, quello che più mobilita le persone. Lo abbiamo visto in autunno con le mobilitazioni per Gaza e con quelle per il referendum. Non è un caso che abbiamo voluto intitolare questa mobilitazione ‘Odio gli indifferenti e sono partigiano’: dobbiamo esserlo tutti i giorni”.
Anche Giordano Bruschi, 100 anni compiuti lo scorso settembre, ha voluto partecipare alla conferenza della mattinata. A lui sono stati dedicati gli applausi più rumorosi e i ringraziamenti più sentiti per la presenza, tra abbracci e strette di mano, ed è stato tra i primi a firmare la petizione.
“Nella mia vita ci sono tante date antifasciste, ma la più importante è quella del 7 aprile. Nel mio calendario è dedicato al compagno Paolo Reti, grande antifascista cattolico, direttore dell’Ansaldo, bruciato vivo il 7 aprile 1945. Oggi per solidarietà voglio ricordare questa data, perché la Resistenza deve continuare così come hanno fatto i più grandi compagni della storia italiana”.
La “stagione” di associazioni, movimenti e comitati antifascisti proseguirà con i festeggiamenti in vista del 25 Aprile: il 18 aprile è la giornata di Valpolcevera Antifascista, con il corteo che sfilerà per le strade della vallata, mentre il 24 aprile si terrà il corteo di Genova Antifascista, nella giornata della liberazione di Genova. A maggio al Luzzati ci sarà poi CiaoEdo, il torneo di calcio a 5 in ricordo di Edoardo Parodi.