Fifa, Infantino: "Tifo Inter e deliravo per Beccalossi, il Mondiale sarà una festa

  • Postato il 10 marzo 2026
  • Di Virgilio.it
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In un panorama geopolitico catastrofico, con il ruolo del calcio sempre più centrale, Gianni Infantino ci tiene a specificare che “il Mondiale sarà una festa”. Così il presidente della Fifa ha voluto presentare il torneo che partirà in Nord America il prossimo 11 giugno. Le dichiarazioni di Infantino appaiono leggermente, per usare un eufemismo, fuori dal mondo con quanto sta succedendo. Da una parte uno dei presidenti ospitanti del torneo che ammette di “non fregargliene niente” se il Paese che ha iniziato a bombardare da poco più di una settimana si presenti al Mondiale, nonostante la regolare qualificazione. Dall’altra lo scenario rosa e fiori di Infantino.

Infantino: “Il Mondiale sarà fantastico, oltre 500 milioni di richieste di biglietti”

Nella sua intervista esclusiva al giornale spagnolo As, Infantino non fa mai riferimento a quanto sta succedendo nel mondo. Neanche una parola sugli Stati Uniti e Israele che bombardano l’Iran, ben che meno sulla situazione di violenza assoluta in Messico dopo l’uccisione del narcotrafficante “El Mencho“. Non sarà un esperto di geopolitica, ma quando due dei tre Paesi ospitanti si trovano in una situazione del genere, la gente avrà bisogno di rassicurazioni. Le altre federazioni provano a fargli aprire gli occhi, in primis l’Iraq, qualificato per i playoff ma impossibilità a raggiungere Monterrey a fine marzo per la partita decisiva contro la vincente tra Suriname e Bolivia. Infatti il loro spazio aereo, confinante con quello dell’Iran, è chiuso fino alla fine della guerra.

La Federazione spinge per un rinvio, mentre il presidente della Fifa ha proposto un viaggio di 25 ore in autobus fino alla Turchia per poi prendere l’aereo. Proposta che è stata respinta e dunque il problema rimane senza soluzione, ma non sembra importare a Infantino: La Coppa del Mondo sarà fantastica. C’è un’eccitazione senza precedenti negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. In quattro settimane, abbiamo ricevuto oltre 500 milioni di richieste di biglietti. È incredibile. Abbiamo quasi sette milioni di biglietti, ma 500 milioni è una cifra mai vista prima nella storia della FIFA o di qualsiasi altra istituzione”.

“Tutti gli stadi saranno pieni, sarà una festa totale”

L’importante per il presidente della Fifa è che i biglietti per le partite siano stati venduti tutti: “Tutti gli stadi saranno pieni, sarà una festa totale. Quando si diceva che il calcio non fosse molto apprezzato negli Stati Uniti, le cose sono cambiate. Sarà un enorme successo. Sarà la prima Coppa del Mondo con 48 squadre, 104 partite, 16 città, tre nazioni… stiamo affrontando qualcosa di enorme. È più di un torneo, più di una competizione sportiva, è un evento sociale che il mondo si fermerà ad ammirare”. C’è da dirlo, un netto salto in avanti se si pensa agli stadi mezzi vuoti nonostante i biglietti svenduti per il Mondiale per Club della scorsa estate. Ma Infantino elogia anche quel torneo: Il Mondiale che abbiamo vissuto negli Stati Uniti è stato fantastico, un successo clamoroso, non solo dal punto di vista economico, ma anche sportivo. Il Mondiale per Club offre opportunità a giocatori provenienti da tutto il mondo. Vediamo i grandi club in Europa e nelle Americhe, ma anche altri grandi club provenienti da altri continenti. È stato un successo”.

Infantino tifa Inter: “Il mio idolo è stato Beccalossi”

Ma Infantino non è sempre stato il presidente della Fifa, un tempo anche per lui il calcio era solo una passione: “Sono un grande appassionato fin da bambino. Ricordo il Mondiale di Spagna del 1982, con Paolo Rossi e tutta quell’Italia di grandi giocatori. Per me è stato spettacolare”. Non ha mai nascosto il suo amore per l’Inter: “Sono anche tifoso dell’Inter. Uno dei miei primi idoli, forse poco conosciuto in Spagna, è stato Evaristo Beccalossi, un numero dieci che non giocò quel Mondiale, né in Nazionale, perché l’allenatore aveva altri progetti. Il numero dieci dell’Inter ci faceva sognare, e a volte… beh, faceva cose di cui non posso parlare. Ricordo Alessandro Altobelli, che segnò un gol in finale. Il suo terzo gol e l’esultanza contro la Germania furono spettacolari”.

Se invece parliamo di idoli della sua adolescenza: “Dobbiamo parlare di Diego Maradona, uno dei più grandi di tutti i tempi. I giocatori non erano protetti come lo sono ora. Un idolo, un fenomeno… Non ho visto giocare Pelé, ma era un’icona globale prima dei social media, prima della globalizzazione. Anche Ronaldo Nazario è un fenomeno. Ogni volta che parli con i giocatori e chiedi loro chi è il giocatore più forte con cui abbiano mai giocato, il novanta per cento di loro dice Ronaldo”.

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Virgilio.it

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