Festival internazionale di Nervi, slitta l’edizione 2026. Comune: “Torniamo alla versione biennale”
- Postato il 31 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. Il destino del Festival internazionale di Nervi in questi giorni è al centro di un acceso dibattito che vede contrapposti gli enti del territorio,l Regione Liguria da una parte e Comune di Genova dall’altra. Sul tavolo la tenuta economica della manifestazione e la cadenza dell’appuntamento, con la probabile impossibilità di arrivare all’edizione del 2026.
Nei giorni scorsi sulla stampa ha preso voce la richiesta delle scuole di danza di vedere organizzata l’edizione 2026, cosa definita quasi impossibile dallo stesso sovrintendente del Carlo Felice Michele Galli, visto il bilancio “difficile” del teatro. Da qui la possibilità di tornare alla versione biennale della kermesse.
Ieri in una nota stampa dell’assessore alla Cultura Simona Ferra, Regione Liguria aveva passato la patata bollente all’amministrazione comunale: “La città vuole il Festival- ha dichiarato – Le realtà del territorio, le scuole di danza e tantissimi cittadini e famiglie chiedono a gran voce che l’edizione 2026 venga organizzata, eppure il Comune sembra non voler ascoltare. Regione Liguria ha già dato la propria disponibilità a contribuire economicamente, ma a Tursi evidentemente la stessa volontà non c’è. Comprendiamo le difficoltà legate alla necessità di garantire una copertura finanziaria completa, ma non si può risolvere tutto con un’alzata di spalle, cancellando l’evento senza nemmeno tentare di reperire i fondi necessari. L’organizzazione dei Balletti spetta congiuntamente al Carlo Felice e al Comune, ma solo il Sovrintendente Galli si sta adoperando per trovare una soluzione: l’amministrazione, invece, non se ne cura”. Sulla stessa linea si pone Federico Bogliolo, presidente del Municipio Levante, che invoca una soluzione urgente per non disperdere il lavoro di rilancio avviato negli ultimi anni, chiedendo al Comune azioni concrete anziché “alzate di spalle”.
Questa mattina attraverso una nota stampa la replica della sindaca Silvia Salis e dell’assessore alla Cultura Giacomo Montanari: “L’edizione 2025 dei Balletti di Nervi, pur a fronte di garanzie economiche di 1 milione di euro, verbalizzate nel Consiglio di Indirizzo del gennaio 2025, non ha visto altri atti concreti di sostegno economico da parte del Comune di Genova fino al cambio di amministrazione nel maggio del 2025. Una situazione che ha portato a una perdita netta di esercizio pari a 800 mila euro, di cui 300 mila euro sono stati già versati oltre al contributo ordinario del Comune di Genova pari a 4,5 milioni di euro. Il Comune, inoltre, ha assunto l’impegno di erogare la quota restante entro la chiusura del bilancio, sotto forma di ulteriore contributo straordinario”.
Per Salis e Montanari “nonostante il presidente di Regione Liguria, Marco Bucci, avesse confermato il contributo straordinario di 500 mila euro destinati ai Balletti di Nervi, a oggi non risulta alcun impegno economico formalizzato né a favore della Fondazione, né per il Festival, se non una disponibilità per un contributo straordinario, espressa esclusivamente in via verbale”.
“Alla luce di questi elementi – aggiungono – risulta difficilmente comprensibile come si possa ipotizzare un’edizione 2026 del Festival completamente priva di copertura finanziaria, per un importo stimato attorno al milione di euro, senza che siano state ancora coperte le spese straordinarie dell’esercizio precedente. Criticità già emerse nelle sedi competenti e, in tal senso, colpisce la mancanza di informazioni della vicepresidente e assessora regionale alla Cultura, Simona Ferro, dal momento che tali situazioni sono state ribadite nell’ultimo incontro dell’Assemblea dei Soci e del Consiglio di Indirizzo in sua presenza, non più di una settimana fa”.
“È importante sottolineare anche come tutti i soci e i membri del Consiglio di Indirizzo abbiano concordato sulla necessità di intervenire con misure straordinarie per dare sostegno alla Fondazione – concludono Salis e Montanari – in un momento di grande preoccupazione economica, determinato da alcune sovrastime a bilancio generate dalla precedente gestione, che è opportuno sanare senza disperdere energie per scongiurare situazioni più complesse da affrontare in futuro. Anche in ragione della prudenza raccomandata proprio su questo tema dal Collegio dei Revisori dei Conti della Fondazione, riteniamo quindi più coerente, in un’ottica di responsabilità amministrativa e sostenibilità economica, portare il festival alla sua originaria cadenza biennale, soluzione che risponde anche alle indicazioni espresse dagli eredi di Mario Porcile, ideatore e storico curatore della manifestazione. Resta ferma la volontà condivisa di tutelare e valorizzare un patrimonio culturale di assoluto rilievo per la città, garantendone al contempo una gestione solida, trasparente e sostenibile nel tempo».