Ferrari 499P, il rosso lucido iridato riparte all’assalto del Mondiale WEC 2026

  • Postato il 25 febbraio 2026
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  • Di Virgilio.it
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C’è un momento, nella storia di ogni grande squadra, in cui vincere non basta più. Bisogna dimostrare di saper restare in cima. È con questo spirito che Ferrari ha inaugurato ufficialmente la stagione 2026 del FIA World Endurance Championship, presentando al Museo Enzo Ferrari la nuova livrea della 499P, la Hypercar che nel 2025 ha riportato a Maranello il titolo Costruttori e quello Piloti nella top class dell’endurance, spezzando un’attesa lunga 53 anni. Un vernissage aperto al pubblico, tra tifosi, addetti ai lavori e vertici del Cavallino. Presenti il CEO Benedetto Vigna, Antonello Coletta Global Head of Endurance and Corse Clienti e Ferdinando Cannizzo responsabile delle vetture endurance per dare all’evento il sapore di un rito collettivo. Perché la 499P non è soltanto un prototipo da corsa, è il simbolo di un ritorno vincente, di una missione compiuta e di una nuova responsabilità.

Gli allori sul rosso

La prima cosa che colpisce è la presenza degli allori iridati. Non sono un dettaglio grafico, ma una dichiarazione d’intenti. Gli emblemi FIA dei Campioni del Mondo in carica campeggiano sull’arco dei passaruota anteriori, sotto lo Scudetto con il Cavallino Rampante. Sulla 499P numero 51, affidata ai campioni Piloti 2025 Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi, gli allori dedicati ai conduttori spiccano anche sulle pinne sopra le portiere. Un segno di orgoglio, ma anche un promemoria. “Difendere la leadership conquistata nel 2025 non sarà semplice. I nostri avversari sono sempre più competitivi e molti si presentano con vetture evolute. Noi abbiamo scelto una strada diversa, convinti che la competitività della 499P sia ancora sufficiente per lottare ai massimi livelli, ha spiegato Coletta. La filosofia è chiara, non vivere di ricordi, ma trasformare la memoria in energia.

Tradizione e svolta

La 499P continua a rendere omaggio alla 312P che dominò l’endurance fino al 1973, ultimo anno prima del lungo silenzio nella classifica assoluta. Ma l’abito 2026 evolve nel segno della continuità. Il Rosso Scuderia resta protagonista, ma cambia pelle. Finitura lucida, non più opaca, in perfetta sintonia con la SF-26 di F1. È una scelta che rafforza il legame visivo tra le anime racing di Maranello. Il Giallo Modena, come una pennellata sapiente, enfatizza i volumi del cockpit, cuore fisico e simbolico della vettura. La novità più evidente è nella direzione delle linee diagonali gialle che formano la freccia, stil iconico fin dal debutto nel 2023. Se prima la punta indicava il senso di marcia, ora è rivolta verso l’ala posteriore. Una scelta che valorizza l’abitacolo come centro gravitazionale della vettura. Non solo una soluzione grafica, ma un messaggio: al centro resta sempre l’uomo, il pilota, l’equilibrio tra talento e tecnologia.

La forza dell’equilibrio

Sul piano tecnico, la 499P 2026 non introduce rivoluzioni evidenti. L’unico Joker utilizzato dal debutto resta quello adottato a San Paolo nel luglio 2024. Ma sarebbe un errore leggere la continuità come immobilismo. Durante l’inverno la Ferrari ha lavorato intensamente su analisi dati, correlazione tra simulatore e pista, studio dei comportamenti in condizioni limite. “Le gare dove abbiamo sofferto nel 2025 sono quelle che ci hanno dato maggiori spunti di miglioramento“, ha sottolineato Cannizzo.

La Federazione ha rimisurato tutte le vetture in una nuova galleria del vento negli Stati Uniti, riposizionando la 499P nella finestra di performance. Ne è derivata una ricalibrazione della mappa aerodinamica e interventi mirati, soprattutto sul fondo, per centrare i target di carico e resistenza imposti dal regolamento. Piccoli cambiamenti, ma con impatti significativi sul comportamento della vettura.

A questo si aggiunge la variabile delle nuove gomme Michelin. Migliorano il warm-up, ma richiedono un nuovo equilibrio tra setup e gestione delle mescole. “Dovremo ritrovare la correlazione tra galleria del vento e pista, un nuovo match tra vettura e pneumatici“, ha spiegato Cannizzo. Un lavoro ancora in parte da completare, che rende la vigilia più complessa ma anche più stimolante.

Il cuore ibrido

Il powertrain resta uno dei capolavori tecnici della Hypercar di Maranello. Motore V6 biturbo centrale-posteriore abbinato a un’unità elettrica ERS sull’asse anteriore. Trazione integrale temporanea, gestione sofisticata dell’energia, integrazione totale tra termico e elettrico. Il V6 deriva dalla famiglia di 6 cilindri che equipaggia anche modelli stradali Ferrari. È il segno tangibile del transfer tecnologico tra pista e produzione, un dialogo continuo che alimenta l’identità del marchio.

Gli uomini, la differenza

Le equipaggi restano invariati per il quarto anno consecutivo. L’Hypercar numero 50 sarà ancora affidata ad Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen. La numero 51 ai campioni in carica Pier Guidi, Calado e Giovinazzi. “Ricominciare dopo aver vinto è positivo, ma tutti ripartono da zero punti. Confermarsi è più complicato che diventarlo”, ha ricordato Pier Guidi. Calado ha messo l’accento sulla costanza, fondamentale in un calendario di 8 round, dove Le Mans assegna punteggio doppio.

Giovinazzi, che nel 2025 ha coronato il sogno di diventare Campione del Mondo con Ferrari, guarda al Qatar come primo banco di prova per misurare ambizioni e gerarchie. Fuoco parla di ridurre gli errori, Molina individua in Qatar e Le Mans le gare chiave, Nielsen sottolinea l’esperienza accumulata su piste ostiche come Fuji e San Paolo. Parole diverse, stessa consapevolezza. La concorrenza cresce, il margine si assottiglia, la pressione aumenta.

Il calendario

Il FIA WEC 2026 conferma 8 appuntamenti. Si parte con Prologo e 1812 KM del Qatar a Lusail, poi Imola, Spa, la 24 Ore di Le Mans, San Paolo, COTA, Fuji e Sakhir. Un viaggio globale che mette alla prova affidabilità, strategia e resilienza. Nel 2025 Ferrari ha chiuso con una tripletta in Qatar e ha riportato il titolo Costruttori a casa dopo oltre mezzo secolo. Ora la sfida è trasformare l’eccezione in abitudine. La 499P 2026 non promette rivoluzioni clamorose. Promette qualcosa di più difficile: continuità, equilibrio, maturità.

In un’epoca in cui molti inseguono l’ultimo upgrade, Ferrari sceglie di fidarsi del proprio progetto, affinandolo nei dettagli e nella comprensione profonda dei suoi meccanismi. Il rosso lucido brilla sotto le luci del Museo Enzo Ferrari. Gli allori raccontano ciò che è stato. Ma il rumore che tutti aspettano è un altro, quello del V6 che si accende a Lusail, quando le vittorie tornano a essere soltanto un ricordo e il cronometro rimette tutti sullo stesso piano. Difendere il titolo mondiale è più difficile che conquistarlo. La 499P riparte da qui.

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Virgilio.it

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