Ferrari 308 GTS, all’asta la mitica auto di Magnum P.I.: un pezzo unico al mondo

  • Postato il 29 marzo 2026
  • Auto D'epoca
  • Di Virgilio.it
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La Ferrari 308 GTS non è mai stata un’auto come le altre, e non ha mai avuto bisogno di esserlo: in suo favore, parla la qualità meccanica, così come la capacità di imprimersi nella cultura pop. Quella che verrà consegnata al miglior offerente dell’asta in programma a Palm Beach dal 16 al 18 aprile 2026 ha un sapore ancora più speciale, trattandosi dell’esemplare autentico utilizzato durante le riprese del pilot di Magnum P.I., serie cult anni Ottanta. Con il telaio VIN 28251, il mostro sacro di Maranello ha già vissuto mille vite e si accinge a scrivere un nuovo, milionario capitolo.

L’eredità della Dino e la nascita di una supercar “umana”

I collezionisti fremono per l’evento organizzato da Barrett-Jackson. Per capirne il motivo facciamo un salto indietro nel tempo fino al 1977, quando la Casa di Maranello aveva dato il via a una transizione fondamentale. Raccogliere l’eredità spirituale della Dino 246 avrebbe potuto schiacciare altri modelli, non però la 308 GTS, che al debuttò si presentò come versione Targa (con tetto rigido asportabile) della fortunata GTB: nata dalla matita di Leonardo Fioravanti, il risultato finale ripagò fino in fondo la fiducia.

Lontano dalle sproporzioni quasi aliene di una Lamborghini Countach o della successiva Testarossa, la 308 GTS conferiva un’accezione “umana” al concetto di supercar. Le proporzioni erano compatte, davanti i leggendari fari a scomparsa (pop-up) dominavano il muso spiovente e le fiancate, scavate dalle prese d’aria NACA, servivano anche a raffreddare il motore. Il detonatore definitivo per il successo fu l’utilizzo in Magnum P.I. da parte di un allora sconosciuto Tom Selleck: in tempo zero, finì associata alla libertà veloce e sfacciata.

Un abitacolo cucito addosso a Tom Selleck: a Palm Beach sfila l'iconica Ferrari 308 GTS di Magnum P.I.
Ufficio Stampa Barrett-Jackson
A Palm Beach la Ferrari 308 GTS di Magnum P.I.: prese forma attorno alla stazza di Tom Selleck

Entrando nel dettaglio dell’esemplare protagonista a Palm Beach, siamo in presenza di un reperto storico di valore inestimabile perché, a differenza della quindicina di auto usate nel corso delle otto stagioni, questa 308 GTS porta in dote un pedigree unico. Il telaio 28251 si distingue per essere uno dei soli tre modelli equipaggiati con i carburatori Weber realizzati nel 1979 e utilizzati specificamente durante la prima stagione.

La trasformazione ufficiale e i piccoli segreti del set

La storia della vettura è intrisa di curiosità che ne aumentano il valore collezionistico. Pochi sanno, ad esempio, che l’auto uscì originariamente dagli stabilimenti di Maranello in una smagliante livrea Fly Yellow. Furono le esigenze sceniche a imporne la trasformazione: il giallo, pur essendo un colore classico Ferrari, non garantiva lo stesso impatto drammatico del rosso sotto la luce accecante delle Hawaii. La vettura venne così ridipinta in Rosso Corsa direttamente tramite i canali ufficiali della Casa. A riprova del passaggio storico, esiste ancora una targhetta applicata da Ferrari sulla cornice della portiera, un “segno particolare” che oggi garantisce l’autenticità assoluta del pezzo.

Inoltre, vi è l’aspetto del comfort. Tom Selleck, con i suoi 193 centimetri di altezza, non era esattamente il pilota ideale per una vettura compatta come la 308. Affinché potesse recitare senza che la testa sporgesse oltre il parabrezza, i tecnici dovettero intervenire pesantemente: i sedili originali vennero modificati, arretrati e privati di parte dell’imbottitura. Guidare la stessa Ferrari significa, letteralmente, calarsi nei panni (e nella posizione di guida) di una delle star più amate della TV.

Zero display e tanta nostalgia a Palm Beach: l'abitacolo della Ferrari 308 GTS di Magnum P.I. vive di soli indicatori analogici
Ufficio Stampa Barrett-Jackson
Tuffo negli anni ’80 a Palm Beach: l’abitacolo della Ferrari 308 GTS di Magnum P.I. dominato dalla classica pelle beige

Dal punto di vista tecnico, il VIN 28251 esprime l’apice della filosofia Ferrari degli anni ’70. A spingere la vettura provvede il motore V8 da 2,9 litri (sigla F106) montato in posizione centrale e trasversale, alimentato in questa specifica versione del 1979 da quattro carburatori Weber 40 DCNF a doppio corpo. Sprovvista di filtri elettronici, l’unità può erogare una potenza compresa tra i 205 e i 255 cavalli (a seconda delle specifiche regionali e degli accorgimenti anti-inquinamento dell’epoca).

Le prestazioni, ancora oggi, incutono rispetto. Grazie a un peso contenuto tra i 1.300 e i 1.350 kg, la 308 GTS scatta da 0 a 100 km/h in circa 6,5 secondi spinta da un timbro roco e metallico, musica per ogni appassionato. Sul fronte della trasmissione si compie il rito del classicismo analogico: un cambio manuale a cinque marce dotato della leggendaria griglia metallica a vista (gated shifter). Inserire le marce richiede una mano ferma e regala una sensazione tattile preclusa a qualunque moderna trasmissione a doppia frizione. I cerchi Cromodora da 15 pollici, avvolti in pneumatici dall’ampia spalla, completano un pacchetto tecnico che privilegia il feeling e la connessione diretta tra uomo e asfalto.

Quanto può valere per i collezionisti

Con circa 93.000 miglia sul contachilometri, l’esemplare di Magnum P.I., documentato da Ferrari North America, ha un vissuto intenso alle spalle. I piccoli segni d’uso sui cerchi e i dettagli non perfettamente originali – come l’impianto stereo aftermarket o il pomello del cambio in alluminio – testimoniano la storia di un’auto che è stata amata e utilizzata. Tuttavia, nella prospettiva di un investitore gli stessi dettagli richiedono un’approfondita analisi. Se da un lato l’originalità meccanica (motore e telaio matching numbers) è preservata, dall’altro la presenza di componenti non coevi e una storia di manutenzione che ha visto passaggi di proprietà recenti induce a valutare con cautela la reale quotazione.

Il mercato delle Ferrari classiche tende a muoversi a ondate. Se in media una 308 GTS del 1979 in buone condizioni vale tra i 70.000 e i 90.000 dollari, i pezzi da museo possono arrivare a cifre molto più elevate, fino ai 130.000 dollari, e il caso del VIN 28251 fa capire quanto il settore sia oggi volatile. Passata di mano nel marzo 2025 per la cifra di 115.000 dollari, poco dopo la vettura è rimasta invenduta, perché l’offerta massima di 120.000 dollari non raggiungeva il prezzo minimo preteso dal proprietario.

Per quanto il legame con la serie TV abbia conferito ulteriore fascino al bolide di Maranello, l’acquisto non può essere fatto a cuor leggero. Bisogna infatti prendere in esame la questione delle condizioni meccaniche e dei costi di un eventuale restauro conservativo per riportare la vettura allo splendore del primo episodio. L’asta di aprile alla Barrett-Jackson sarà un “termometro” del sentiment globale. Ci dirà se la generazione dei collezionisti cresciuta guardando le gesta di Thomas Magnum è pronta a scommettere cifre da capogiro sulla propria infanzia.

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Virgilio.it