Femminicidio Sara Campanella: l’appostamento, il pedinamento e poi le coltellate: la ricostruzione dell’agguato

  • Postato il 1 aprile 2025
  • Cronaca Nera
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Si apposta, la pedina e poi la aggredisce. Nel provvedimento di fermo disposto nei confronti di Stefano Argentino – sospettato di essere l’autore del femminicidio di Sara Campanella, uccisa a coltellate lunedì pomeriggio a Messina – vengono ricostruiti i momenti che precedono l’agguato.

Le telecamere riprendono Argentino, scrivono nella relazione i carabinieri, mentre si apposta e attende fuori dal padiglione dove Sara aveva frequentato la lezione. Poi la segue a distanza per infine uscire dall’ingresso del Policlinico da solo e di corsa, imbocca le scalette vicine ad un B&B per poi tornare indietro e raggiungere Sara. La avvicina, le parla e discutono animatamente, questo, perlomeno sembrano mostrare le immagini del distributore di benzina, acquisite dai carabinieri di Messina. Si vede anche Sara che si allontana da lui, scende il viale Gazzi verso il mare, e in questo frangente “Argentino con uno scatto la raggiunge, afferrandola da dietro, la Campanella tenta di divincolarsi per poi essere nuovamente raggiunta e quindi, ragionevolmente, colpita”. Poi la ragazza “riuscirà a percorre pochi metri per poi accasciarsi nel luogo dove poco dopo verrà rinvenuta”. Sarà trasportata subito al pronto soccorso ma il colpo sferrato al collo è troppo profondo e per Sara non c’è stato più nulla da fare.

Nelle sei pagine del fermo, anche il racconto delle colleghe e amiche di Sara. “Dal primo anno di corso Sara era stata vittima delle attenzioni moleste di un loro collega, Stefano Argentino, che con cadenza regolare importunava la vittima, proponendosi, chiedendole di uscire e di approfondire il loro rapporto, non fermandosi neppure innanzi al rifiuto della ragazza. La ragazza aveva mandato loro diverse registrazioni, file audio inviati direttamente da lui, in cui l’indagato dava prova di un’autentica strategia molesta”. In un’occasione una delle amiche e colleghe di Sara era stata costretta ad intervenire per allontanare il ragazzo che “aveva avvicinato la Campanella per chiederle la ragione per cui non gli sorrideva come in passato”, si legge ancora nel fermo.

Quello stesso pomeriggio del 31 marzo, giorno in cui Sara è stata uccisa, al termine delle lezioni Argentino aveva fermato le colleghe per chiedere dove fosse, si era accorto infatti che “era rimasta indietro” e lui quindi si “allontanava dal gruppo evidentemente per cercare la ragazza”. Dove siete che sono col malato che mi segue”, scriveva Sara poco dopo alle amiche. Tutto confermato dalle immagini delle telecamere nel percorso dal policlinico fino al distributore di benzina – di fronte alla fermata dell’autobus – dove l’ha poi accoltellata a morte.

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Il Fatto Quotidiano

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