Federica Brignone non scioglie le riserve sul futuro, ma trionfa. "Il mio percorso è stato terribile"
- Postato il 14 aprile 2026
- Di Virgilio.it
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Arriva sempre il momento di tracciare una linea che riesca a rendere intellegibile, comprensibile quanto accade e quando si è costretti a fermarsi. Per Federica Brignone è complicato decidere se è giunto quell’istante perfetto, dopo due ori olimpici e la commovente rinascita che l’ha condotta a Milano Cortina dopo un infortunio devastante che avrebbe fermato altre. Invece la campionessa valdostana, la Tigre, si è misurata con la sua tolleranza ala disciplina imposta dalla riabilitazione, dall’allenamento, dall’apprendere che cosa significa convivere con il dolore. Nel corso del Media Day della FISI di questa mattina a Milano, Brignone ha parlato di quanto vinto, stupendo il mondo, in superG e gigante, ma anche della propria situazione fisica, soprattutto non ha sciolto le riserve. Ed è parsa cauta, molto cauta.
- Il sogno delle due medaglie d'oro a Milano Cortina
- Le condizioni di Brignone, come sta e il futuro
- Il premio atleta dell'anno
Il sogno delle due medaglie d’oro a Milano Cortina
Federica Brignone ha sacrificato tutto per essere a Milano Cortina e si è superata, conquistando due medaglie epiche, storiche per lo sci italiano. Poi è volta ad Andorra, una delle sue gare preferite ma non è riuscita a superarsi. “È sempre emozionante rivedere le immagini, a parte queste ultime due settimane. Sinceramente il mio percorso è stato estremamente duro, difficile e terribile”, ha ammesso.
“Non è andata come volevo io, avrei voluto concludere la stagione sino alle Finali. Non guardo spesso le immagini delle Olimpiadi, anche se è emozionante. Il mio percorso è stato duro e terribile, era già un regalo essere alle Olimpiadi”.
La stupore, a distanza di due mesi dai Giochi è ancora tangibile: “Mi chiedo ancora come abbia fatto a vincere. È stato un privilegio correre le Olimpiadi in casa, l’orgoglio è ancora più grande. Il risultato di squadra è stato incredibile. Durante le Olimpiadi ho cercato di non perdere una gara anche degli altri sport, sono emozioni incredibili”, ha tenuto a ribadire Fede la cui camminata è migliorata, e molto, ma pare ancora cauta, molto attenta ad ogni passo.
Federica Brignone con il presidente Flavio Roda
Le condizioni di Brignone, come sta e il futuro
E sulle sue condizioni, come sempre anche alla vigilia di Milano Cortina, ha desiderato mantenere altrettanta lucidità nell’esporre le sue condizioni e le reali aspettative rispetto alla prossima stagione. Nulla è scontato: “Ho tanto lavoro da fare, non solo per tornare in pista, ma per la mia salute personale. Sono sempre in fisioterapia a Torino, è dura dare tanta continuità a causa dei vari impegni. Devo dare tempo alla guarigione, pensando giorno per giorno”.
Una condizione che, a 36 anni, è un inedito assoluto per la campionessa valdostana la quale prima del dramma degli Assoluti non aveva mai affrontato operazioni così importanti, una lunga riabilitazione e il continuo e sostenuto controllo sul recupero, che sta avvenendo sotto la supervisione dello staff medico federale e del J Medical Center, dove è stato anche Jannik Sinner: “È brutto non avere programmi precisi, ma almeno non ho le stampelle. Fisicamente non ho mai fatto così fatica a fare tante gare in una stagione. Adesso penso che sarà diverso”.
Federica Brignone con l’oro olimpico
Il premio atleta dell’anno
A sorpresa, la due volte campionessa olimpica nello stesso evento è stata premiata dal numero 1 federale Flavio Roda quale atleta dell’anno 2026. Il dovuto riconoscimento per quanto dato e dimostrato sugli sci. Un modello di resilienza e tenacia. E il miglior esempio possibile, soprattutto per le nuove generazioni che dovranno portare ancora più in alto lo sport, magari ancora al femminile. Perché Fede si è dimostrata unica, ma al tempo stesso emozionata e vibrante. Grazie a lei l’Italia si gode le medaglie attese nello sci e la Federazione corona un obiettivo centrale.
A fare qualche conto, la FISI si merita 19 medaglie di quelle vinte a Milano Cortina, 6 d’oro, 4 d’argento, 9 di bronzo a cui si aggiungono 14 Coppe del Mondo, assolute e di specialità, in 8 discipline, e 178 podi complessivi in 11 discipline. Federica, come e quanto Sofia Goggia, hanno contribuito alla causa ma non sono le sole. Ogni singolo atleta ha costruito questa annata splendida culminata con il record (folle!) di Valentina Greggio.
Un merito incredibile che conferisce, parere nostro, alle donne una qualità ulteriore in questa stagione molto, molto speciale.