Federica Brignone, la regina che è risorta: due ori, la rivincita sul destino
- Postato il 15 febbraio 2026
- Di Il Foglio
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Federica Brignone, la regina che è risorta: due ori, la rivincita sul destino
Federica Brignone è entrata nella storia con un sorriso che diventa l’immagine da copertina di questi Giochi italiani. La sua è la medaglia numero 20, quella che pareggia il record di Lillehammer, ma è anche la rivincita sul destino che meno di un anno fa sembrava averle tolto tutto. Invece le aveva tolto per restituirle ancora di più, perché alla vigilia di quest’Olimpiade non era ancora sicura di partecipare e invece adesso è qui con due medaglie d’oro al collo, un’impresa che nello sci era capitata solo ad Alberto Tomba, l’uomo che interrompeva anche il Festival con le sue imprese. Adesso Federica la inviteranno ancora a Sanremo, magari insieme a Francesca Lollobrigida e a Arianna Fontana, che non ha ancora finito di stupire. Federica è la nuova regina del nostro sport, più solare della divina del nuoto che ha il suo stesso nome, ma ai Giochi si è fermata a un oro e a un argento.
Quando il 3 aprile dello scorso anno si era frantumata la gamba sinistra, nessuno si sarebbe aspettato quello che è successo in questi quattro giorni d’oro. Ma più la butti giù, più Federica si tira su. E soprattutto, se si fissa un obiettivo, poi lo raggiunge. Voleva gareggiare ai Giochi italiani. Si sarebbe anche accontentata, ed è riuscita a lasciarsi pervadere da una tranquillità infinita che le ha permesso di divertirsi e di volare sulla neve. Non aveva fantasmi da battere. Non aveva quei pesi sullo stomaco che probabilmente hanno fatto da zavorra a un’altra atleta straordinaria come Sofia Goggia, che fa i complimenti a Federica, ma si vede lontano un miglio quanto stia rodendo dentro. Così come si vede quanto siano umanamente amari i complimenti di Lara Della Mea, che la prestazione di Federica ha buttato giù dal podio del gigante, costringendola ad accontentarsi di una medaglia di legno.
Ma Federica non è un’atleta che divide, che scatena gelosie, che lascia indifferenti. Federica è quella ragazza che ti entra nel cuore e lo fa con la stessa leggerezza con cui ha sciato in questi giorni.
“Ha sempre male, ma lo ha semplicemente accettato. Ci sono giorni che lo scarpone le fa male, giorni che va meglio. Lei ha semplicemente pensato solo a dare il suo meglio, senza preoccuparsi di quanto male sentisse”, ha spiegato suo fratello Davide, che da nove anni lavora al suo fianco.
“Non riesco a capire niente. Ho pensato solo a sciare, pensavo di aver fatto una manche così così. Poi ho sentito l’urlo, ho guardato il tempo. L’ho presa easy, me la sono davvero goduta…”, dice invece la regina, che è la prima a stupirsi della sua prestazione, di come sia riuscita a dominare la pista e le avversarie lasciandole a sei decimi.
Dopo aver vinto il SuperG avrebbe potuto mollare, soddisfatta per aver già fatto l’impresa della vita. Invece è rimasta concentrata e si è buttata sull’Olympia delle Tofane con la solita grinta da tigre che ha dipinto sul casco, ormai vero oggetto di culto per i cacciatori di souvenir sportivi.
L’altro giorno, dopo il primo oro, c’è chi le ha fatto i conti in tasca, arrivando a valutarla più di un milione di euro grazie alle sponsorizzazioni. Ma se Fede fosse un titolo in Borsa, oggi volerebbe ancora più in alto.
Passo dopo passo, intervento dopo intervento, Federica ha stretto i denti, ha pianto, ha urlato dal dolore, ma alla fine è risorta. “La sua forza mentale è stata quella di guardare sempre al giorno dopo, di non accontentarsi mai, come sanno fare solo i grandi campioni”, ha aggiunto il professor Panzeri, che le ha ricostruito la gamba.
La sua è stata un’altra vittoria della testa. La differenza l’ha fatta la sua volontà, che oggi viene indicata da tutti come un esempio da seguire, un’ispirazione. E non è un caso che subito dopo il suo oro, la medaglia numero 20, siano arrivatil’argento della staffetta nello snowboard e l’oro di Lisa Vittozzi nel biathlon, la prima nella storia di questo sport. E adesso sono 22 e non è ancora finita…
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