Favorirono la latitanza di Pasquale Bonavota: tre arresti su ordinanza di custodia cautelare in carcere

  • Postato il 12 febbraio 2026
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Il covo di Pasquale Bonavota a San Teodoro: la perquisizione

Genova. I carabinieri del Ros , con il supporto dei colleghi di Catanzaro e Reggio Calabria, hanno eseguito questa mattina un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Genova nei confronti di 3 persone, già detenute , ritenute responsabili di favoreggiamento aggravato dal metodo mafioso. I tre avrebbero favorito la latitanza a Genova di Pasquale Bonavota garantendogli supporto logistico e materiale (tra cui l’utilizzo di documenti personali e schede telefoniche intestate a terzi e utilizzati anche per l’affito di un’abitazione a Genova covo del latitante, la consegna di generi alimentari, medicinali e denaro).

Contestualmente, sono stati eseguiti 9 decreti di perquisizione nei confronti di ulteriori sei indagati e dei tre destinatari della misura cautelare. L’indagine, diretta dalla Dda presso la Procura della Repubblica di Genova, è stata avviata a seguito dell’arresto di Bonavota, avvenuto il 27 aprile 2023 nella cattedrale di San Lorenzo.

Il covo di Pasquale Bonavota a San Teodoro: la perquisizione
L'arrivo dei carabinieri in cattedrale dove si trovava Bonavota

Il boss infatti si era reso irreperibile dal 2018 poiché destinatario di una sentenza di condanna a 28 anni di reclusione. La sua condanna era stata ribaltata in appello e poi in Cassazione.

Bonavota è stato poi raggiunto da un’ misura cautelare – nell’ambito dell’indagine ‘Rinascita Scott” – poiché ritenuto responsabile di associazione di tipo mafioso: secondo l’accusa sarebbe al vertice  della cosca dell ‘ndrangheta di Sant’Onofrio di Vibo Valentia. Anche da quest’accusa è stato  assolto in appello e per questo è oggi un uomo libero.

 

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Genova24

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