Fantacalcio asset strategico per la Lega Serie A: c'è l'interesse e c'è anche la valutazione
- Postato il 11 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Per milioni di italiani è un rituale che scandisce la stagione calcistica: l’asta, le formazioni da schierare, le discussioni infinite sui voti del lunedì, i bonus, i malus, un gol segnato o un rigore calciato male e parato dal portiere avversario. Ma oggi il Fantacalcio non è più soltanto un gioco, bensì un ecosistema digitale gigantesco, capace di coinvolgere tifosi ogni giorno e di generare ricavi importanti. Ecco perché la Lega Serie A sta valutando un’operazione destinata a cambiare gli equilibri del calcio italiano: entrare direttamente nella gestione della piattaforma leader del settore con un investimento complessivo vicino ai 40 milioni di euro.
- Che cos’è il Fantacalcio?
- L’obiettivo della Lega: acquisire il controllo
- I numeri di un fenomeno ormai industriale
- Coinvolgere i tifosi oltre i novanta minuti
- Club divisi: investimento necessario o rischio?
- Il segnale di un calcio che cambia pelle
Che cos’è il Fantacalcio?
Il Fantacalcio è molto più di un semplice gioco: è una vera e propria dimensione parallela del campionato di Serie A, in cui i tifosi diventano allenatori, direttori sportivi e strateghi. Ogni partecipante attraverso un budget immaginario costruisce la propria rosa scegliendo calciatori reali, di solito attraverso la tradizionale asta tra amici, e ogni settimana schiera la formazione sperando che le prestazioni in campo si trasformino in punti. Gol, assist, rigori parati ma anche ammonizioni ed espulsioni incidono sul punteggio finale, calcolato sulla base dei voti assegnati ai giocatori. Nato negli anni Novanta come passatempo quasi artigianale, fatto di tabelle scritte a mano e conti con la calcolatrice, il Fantacalcio si è trasformato in un fenomeno digitale di massa, con piattaforme online, statistiche in tempo reale e milioni di utenti attivi. Oggi rappresenta un modo nuovo di vivere il calcio: più coinvolgente, più continuo, più personale e per molti appassionati, ormai, il weekend di Serie A comincia e finisce proprio lì.
L’obiettivo della Lega: acquisire il controllo
Secondo il portale di informazione di Calcio&Finanza, il progetto capeggiato dall’AD Luigi De Siervo prevede l’acquisto della quota di maggioranza della società che gestisce il Fantacalcio più diffuso in Italia (al momento in mano a Gazzetta). Un passaggio che trasformerebbe un semplice rapporto di collaborazione commerciale in un’integrazione strutturale tra il massimo campionato e il gioco più amato dai tifosi. Non si tratta soltanto di un investimento economico, ma di una scelta strategica e la Lega alla luce di questo aspetto vuole rafforzare il legame diretto con il pubblico, entrando in uno spazio digitale che ogni settimana tiene milioni di utenti connessi alle performance dei giocatori di Serie A.
I numeri di un fenomeno ormai industriale
A convincere i vertici del calcio italiano sono soprattutto i numeri. Il Fantacalcio è diventato una vera industria digitale: milioni di utenti registrati, una base di appassionati fedelissimi e un modello di business costruito su abbonamenti premium, pubblicità e servizi online sempre più evoluti. Negli anni il giro d’affari è cresciuto costantemente, trasformando quello che un tempo era un gioco da tavolo improvvisato in un prodotto tecnologico capace di dominare il mercato italiano del fantasy sport.
Coinvolgere i tifosi oltre i novanta minuti
Per la Lega Serie A il valore del Fantacalcio va oltre il bilancio, ed è uno strumento potentissimo di engagement. Chi gioca segue più partite, presta attenzione anche ai club meno mediatici e resta connesso al campionato durante tutta la settimana. Insomma se si vogliono utilizzare altre parole, il Fantacalcio prolunga l’esperienza del calcio ben oltre il fischio finale. Integrare questa dimensione nella strategia ufficiale significherebbe costruire un ecosistema completo: dati, contenuti, statistiche e intrattenimento riuniti sotto un’unica regia.
Club divisi: investimento necessario o rischio?
Non tutti però guardano all’operazione con lo stesso entusiasmo. All’interno della Lega il dibattito è aperto.Da una parte c’è chi vede l’ingresso nel Fantacalcio come un passo inevitabile per modernizzare il prodotto Serie A e competere con gli altri grandi campionati europei, oltre a trovare nuovi investitori anche all’estero (già successo con il “trasloco” della Supercoppa italiana in Arabia Saudita). Dall’altra emergono dubbi sull’entità dell’investimento e sui ritorni economici a lungo termine. Ma la decisione finale dipenderà dal confronto tra i club, chiamati a valutare se il valore strategico dell’operazione superi i rischi finanziari.
Il segnale di un calcio che cambia pelle
Se l’accordo dovesse andare in porto, sarebbe un passaggio storico. Per la prima volta la Serie A entrerebbe direttamente nel cuore dell’esperienza quotidiana dei tifosi, trasformando il Fantacalcio in parte integrante del sistema calcio. Un segnale chiaro di come il pallone moderno non si giochi più soltanto sul campo, ma anche nei dati, nelle piattaforme digitali e nella partecipazione attiva delle community online: perché oggi vincere la partita dell’attenzione vale quasi quanto vincere lo Scudetto.