Fano: ritrovato il "fantasma dell'archeologia"

  • Postato il 21 gennaio 2026
  • Di Focus.it
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Gli archeologi hanno finalmente sciolto uno dei nodi più affascinanti dell'archeologia romana: i resti emersi nel centro di Fano appartengono alla basilica progettata da Marco Vitruvio Pollione. Si tratta dell'autore del De Architectura, il trattato che ha posto le basi teoriche dell'architettura occidentale. L'annuncio ufficiale è stato dato alla Mediateca Montanari ed è una scoperta destinata a cambiare non solo il volto culturale della città, ma anche la comprensione concreta dell'architettura romana di età augustea.. Dove. Il sito si trova sotto Piazza Andrea Costa, nel cuore del centro storico. È la prima volta che l'archeologia riesce a identificare con certezza un edificio attribuibile direttamente a Vitruvio sulla base di riscontri materiali. Finora, infatti, il suo nome era stato associato ad alcune strutture solo per analogie stilistiche o deduzioni storiche. Qui, invece, si è davanti a un caso eccezionale: un edificio che Vitruvio stesso descrive nel suo trattato e che ora emerge dal sottosuolo con caratteristiche perfettamente coerenti con il testo.. Un "fantasma dell'archeologia". Nel Libro V del De Architectura, l'architetto fornisce una descrizione dettagliata della basilica: una grande aula rettangolare, circondata da un peristilio colonnato, pensata per le funzioni pubbliche e amministrative della città. Per secoli studiosi e archeologi hanno cercato di localizzarla, formulando ipotesi e conducendo scavi mai risolutivi. La svolta è arrivata nel 2023, quando un cantiere in via Vitruvio portò alla luce poderose murature romane e pavimentazioni marmoree. I reperti indicavano la presenza di un edificio pubblico di grande prestigio, ma l'estensione dello scavo era limitata dalla presenza di costruzioni moderne. Grazie al progetto di riqualificazione di Piazza Andrea Costa, l'indagine stratigrafica ha permesso di intercettare le fondazioni e le basi delle colonne di una basilica monumentale, finalmente leggibile nella sua interezza.. I dati. La pianta dell'edificio coincide con quella descritta da Vitruvio: un rettangolo circondato da un colonnato, con otto colonne sui lati maggiori e quattro su quelli minori. Il rinvenimento di una colonna angolare aggiuntiva ha consentito di ricostruire con precisione l'orientamento e le dimensioni complessive della struttura. Le colonne, imponenti, presentano un diametro di circa cinque piedi romani (tra 147 e 150 centimetri) e un'altezza stimata attorno ai quindici metri. Erano collegate a pilastri e rinforzi angolari, suggerendo la presenza di un secondo livello.. Corrispondenza al centimetro. Si tratta di una soluzione strutturale complessa, che rispecchia perfettamente l'approccio vitruviano, sempre attento all'equilibrio tra solidità tecnica e armonia delle proporzioni. Secondo gli archeologi, la corrispondenza tra le misure ricavate dal De Architectura e i resti fisici è talmente precisa da coincidere "al centimetro". Un caso rarissimo, che trasforma un testo teorico in una vera e propria guida archeologica. Alla presentazione ufficiale erano presenti il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco di Fano Luca Serfilippi e il soprintendente Andrea Pessina. «È una scoperta che aspettavamo da più di duemila anni», ha dichiarato il sindaco Serfilippi. «Per secoli la basilica è esistita solo nelle parole di Vitruvio. Oggi possiamo finalmente vederne le fondamenta». Acquaroli ha sottolineato come il ritrovamento riscriva una parte significativa della storia di Fano e rappresenti una straordinaria occasione di valorizzazione culturale e turistica per l'intera regione.. Dalla teoria alla pietra Marco Vitruvio Pollione occupa un posto unico nella storia dell'architettura. Il De Architectura, redatto tra la fine della Repubblica e l'inizio dell'età imperiale, è l'unico trattato completo sull'arte del costruire giunto fino a noi dall'antichità romana. Dalla pianificazione delle città all'edilizia sacra, dall'ingegneria militare ai materiali, l'opera fornisce una visione sistematica dell'architettura come disciplina scientifica e artistica. Riscoperto e studiato intensamente nel Rinascimento, il trattato influenzò profondamente architetti come Leon Battista Alberti e Andrea Palladio. I celebri principi di firmitas, utilitas e venustas – solidità, funzione e bellezza – sono diventati un paradigma duraturo. La basilica di Fano offre ora una possibilità unica: osservare come questi principi venissero applicati concretamente in un edificio reale, non solo teorizzato.. Il futuro degli scavi Le indagini continueranno nei prossimi mesi. L'obiettivo non è più dimostrare l'esistenza della basilica, ormai fuori discussione, ma comprendere il contesto urbano in cui si inseriva e progettare modalità di conservazione e fruizione pubblica. Secondo il soprintendente Pessina, il ritrovamento rappresenta una chiave interpretativa fondamentale per leggere altri resti presenti nell'area, compresi quelli sotto l'ex convento di Sant'Agostino. La basilica consente inoltre di ricostruire con maggiore precisione l'organizzazione della Fano romana, restituendo un'immagine coerente della vita pubblica della città in età augustea..
Autore
Focus.it

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