Famiglia nel bosco, il Tribunale dei minori dispone l’allontanamento della madre. Il Garante dell’infanzia contrario

  • Postato il 6 marzo 2026
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha emesso un’ordinanza, la cui esecuzione è stata avviata nelle scorse ore, che dispone l’allontanamento immediato di Catherine Birmingham, la madre della cosiddetta “famiglia nel bosco”, dalla casa famiglia di Vasto, dove finora aveva risieduto insieme ai suoi tre figli, e prevede contestualmente il trasferimento dei minori in un’altra realtà assistenziale, separandoli di fatto dalla madre. Decisione che segue mesi di instabilità, segnati anche dalla separazione dal padre.

La decisione arriva in concomitanza con l’avvio delle perizie psicologiche sui minori. Lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte che assiste i legali della coppia, ha espresso forti riserve sul provvedimento, pur offrendo piena disponibilità. “Siamo molto preoccupati perché fare una perizia su bambini, su minori richiede molte competenze; però noi vogliamo offrire la nostra collaborazione”, ha dichiarato all’Ansa, aggiungendo che “ogni giorno che passa è un dolore in più”. Cantelmi ha inoltre sollevato dubbi sulla metodologia seguita finora, ribadendo che i bambini necessitano della restituzione dei genitori, di un’abitazione idonea e del monitoraggio di un’équipe socio-sanitaria della Asl. Posizione che verrebbe supportata da una precedente perizia indipendente della Asl Lanciano Vasto Chieti, che aveva rilevato il grave stato di sofferenza dei piccoli, definendo “indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari al fine di estinguere i comportamenti di disagio evidenziati dai bambini”.

Sul provvedimento del tribunale arriva anche l’intervento di Marina Terragni, Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, che ha manifestato una netta contrarietà al trasferimento dei minori senza la madre, chiedendo che l’esecuzione “venga sospesa“. La Garante invoca un “ulteriore approfondimento medico indipendente” che sia “atto a verificare le possibili conseguenze di questo trasferimento-separazione sulla salute dei tre bambini”. Secondo Terragni, ignorare la continuità degli affetti significa rischiare “di infliggere ai bambini un ulteriore trauma dopo la separazione dal padre”, contravvenendo al principio del superiore interesse del minore.

Infine la reazione del mondo politico. La senatrice della Lega Elena Murelli ha definito l’ordinanza “l’ennesima decisione traumatica che sembra una sorta di accanimento su una famiglia già provata”, sottolineando come la vicenda stia perdendo ogni dimensione umana per diventare una mera “presa di posizione”. Sui canali social, la Lega parla apertamente di “una famiglia divisa e distrutta per cattiveria e arroganza”, annunciando la richiesta di un’ispezione urgente al ministero della Giustizia. Ad unirsi al coro di proteste è il deputato Rossano Sasso, che definisce “agghiacciante” l’allontanamento della madre. Sasso ha paragonato polemicamente la severità usata in questo caso alla situazione di degrado di molti campi rom, dove spesso non si interviene, annunciando un’interrogazione parlamentare urgente ai ministri Nordio e Roccella per fare luce su quello che percepisce come un accanimento sproporzionato.

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Il Fatto Quotidiano

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