Famiglia nel bosco, i genitori dei bimbi: “Non è vero che abbiamo rifiutato gli aiuti”. L’ex legale: “Chi offriva casa ha atteso invano”

  • Postato il 27 novembre 2025
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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“Ogni passo è dettato da un unico obiettivo: il benessere psicofisico dei nostri splendidi bambini, che sono stati, sono e saranno il baricentro unico e indiscusso del nostro cammino”. Così i genitori della cosiddetta “famiglia nel bosco” di Palmoli, in provincia di Chieti, aprono la loro lettera alla stampa per spiegare il loro punto di vista dopo l’allontanamento dei tre figli disposto dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila. I coniugi sottolineano di non aver mai rifiutato aiuti pubblici o privati, offerti per garantire un’abitazione adeguata alle esigenze dei bambini. “Ancora questa mattina continuiamo a leggere che saremmo testardamente arroccati su posizioni intransigenti e rigide e che staremmo rifiutando il supporto di istituzioni e privati che mettono a nostra disposizione abitazioni alternative. Non è assolutamente vero”, scrivono. Ribadiscono che le offerte di alloggio alternative, proposte dal sindaco e da privati durante la ristrutturazione della loro casa, non sono mai state rifiutate. Una versione che stride con quanto dichiarato dall’ex legale, che ha rimesso il mandato, e con le dichiarazioni del sindaco di Palmoli.

La decisione del Tribunale

Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, solo dopo un anno di osservazione e valutazione, ha sospeso temporaneamente la potestà genitoriale e collocato i bambini, di 6 e 8 anni, in una comunità. Si è trattato proprio di una misura estrema perché il provvedimento, come si è sottolineato in una lunga nota dell’Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia, è stato disposto dopo un anno di osservazione e perché appunto non erano state rispettate le prescrizioni da parte dei genitori. Che non riguardano solo l’educazione scolastica impartita, ma la socialità e la salute stessa se si considera che una dieta strettamente vegana è sconsigliata ai bambini così piccoli.

Il provvedimento

Un nodo cruciale è rappresentato dalla difficoltà della coppia a comprendere la lingua italiana, soprattutto nei tecnicismi legati agli aspetti giuridici. “Solo due giorni fa, e per la prima volta, siamo stati posti nella condizione di leggere in lingua inglese l’ordinanza che è stata emessa e quindi di comprenderla nella sua interezza”, spiegano evidenziando come ciò abbia ostacolato la loro possibilità di seguire correttamente le dinamiche processuali. Una volta compreso il provvedimento, insieme ai loro nuovi avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, i genitori si dichiarano pronti a condividere gli esiti del fascicolo del Tribunale. “Siamo nella piena coscienza di non avere di fronte un antagonista, ma una Istituzione che, come noi, ha a cuore la salvaguardia e la tutela dei nostri bambini. Quindi abbiamo un fine comune”, sottolineano.

L’ex avvocato

L’avvocato Giovanni Angelucci, che ha assistito la famiglia fino a pochi giorni fa, ha spiegato le ragioni della sua rinuncia: “Ho rinunciato all’incarico quando ho capito che stavano ricevendo pressioni dall’esterno e che, come ho scritto, si stava incrinando il rapporto di fiducia per gravi interferenze. Cosicché, martedì scorso, dopo i mancati appuntamenti senza valide ragioni, quei signori che offrivano la casa hanno atteso l’intero pomeriggio dalle 15.30 alle 19.30 l’arrivo del papà invano, ho capito che per una questione deontologica era meglio rinunciare al mandato difensivo”. Angelucci si riferiva agli aiuti concreti proposti alla famiglia per evitare l’allontanamento dei figli, che oggi il padre nega di aver ricevuto. Una nuova abitazione avrebbe consentito il riavvicinamento dei minori. Sabato scadono intanto i termini per presentare le contro deduzioni sull’ordinanza di allontanamento. I nuovi legali, Femminella e Solinas, hanno poche ore a disposizione per presentare il ricorso.

Il sindaco

“Ogni giorno ci sono pediatri, ingegneri, imprenditori, geometri che mettono a disposizione le proprie professionalità gratuitamente affinché si possano ricongiungere” dichiara all’Ansa il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli. Che aggiunge: “Se loro volessero, potrebbero portare a termine subito la ristrutturazione”. Al momento, però, il progetto per la sistemazione del casolare è fermo. Nessuna pratica è stata ancora presentata in Comune e i nuovi avvocati non hanno affrontato l’argomento con l’amministrazione comunale. “Per ora la priorità è il ricorso al provvedimento del Tribunale dei minori di L’Aquila di allontanamento dei tre bambini in una casa famiglia, da presentare entro tre giorni”, conclude Masciulli. Intanto, l’uomo ogni giorno torna nella masseria per assistere gli animali e poi raggiunge il paese, dove la comunità locale si mostra solidale.

Sulla vicenda è intervenuta anche l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni: “Il prelevamento dei minori deve costituire una misura del tutto eccezionale e temporanea, applicabile unicamente quando l’incolumità del minore sia a rischio comprovato. Infliggere il trauma del collocamento in casa-famiglia, provvedimento che si configura come inflizione di una pena a un innocente, è giustificabile solo in casi estremi, quando la vita del bambino corra un pericolo effettivo e imminente“. Terragni aggiunge che i tribunali dovrebbero disporre l’intervento delle forze dell’ordine solo a supporto dei servizi sociali, e che la resistenza del minore non può essere oggetto di coercizione. Sottolinea inoltre l’importanza di ascoltare personalmente il minore e di tenere conto della sua volontà. Ma nel caso della famiglia del bosco il provvedimento è appunto arrivato dopo un’osservazione di un anno. La segnalazione ai servizi sociali era arrivata per i piccoli erano rimasti intossicati da funghi e dopo le indagini era emersa che vivevano nella capanna senza acqua e luce.

L’Autorità rileva alcune lacune statistiche: non sono disponibili dati aggiornati sul numero di bambini ospitati nelle strutture o sui minori prelevati ogni anno. “Gli ultimi numeri disponibili, del 2019, parlano di 8 mila prelevamenti annui”. E mercoledì il ministro Nordio ha chiesto tutti i dati ai pm minorili.

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