F1 | Svelato il segreto Mercedes in qualifica: Antonelli può spingere dove Leclerc ha le “mani legate” – Analisi telemetrie

  • Postato il 28 marzo 2026
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La gestione energetica vincola la guida in qualifica: Leclerc non può più utilizzare i suoi “guizzi”, mentre Mercedes consente ad Antonelli di continuare a sfruttarli.

Tra le lamentele più insistenti di Charles Leclerc sul regolamento 2026 c’è l’impossibilità di guidare in qualifica come in passato. Il pilota Ferrari ha infatti tra i suoi principali punti di forza la performance sul giro secco, costruita anche grazie a micro-interventi sui pedali spesso “fuori dagli schemi”, resi possibili dal suo talento in qualifica. Una peculiarità che, con questa generazione di vetture, non può più sfruttare allo stesso modo. Non vale lo stesso per Kimi Antonelli, pilota con doti analoghe sul giro veloce, che sulla sua monoposto dispone di maggiore flessibilità nell’esprimere il proprio estro al volante. Questo aspetto è emerso chiaramente anche nella qualifica di Suzuka, come evidenziato dal confronto telemetrico tra Leclerc e del pilota Mercedes.

Analisi F1 | Svelato il segreto Mercedes in qualifica: Antonelli può spingere dove Leclerc ha le
Confronto telemetria freno Leclerc (Ferrari)-Antonelli (Mercedes) 2024 vs 2025, qualifica Giappone (©F1inGenerale)

Leclerc costretto ad una “guida pulita”

Sul tracciato giapponese, il punto più impegnativo dal punto di vista della guida è lo “snake” del primo settore, una sequenza di curve estremamente tecnica. In questo tratto, Leclerc ha sempre utilizzato l’escamotage di un micro input di freno a centro curva, in punti specifici, per favorire la rotazione della vettura e anticipare l’applicazione del gas. Nel grafico del 2025 questo comportamento è evidente, con spike aggiuntivi nel canale freno.

Nel 2026, invece, questi picchi scompaiono. Il canale freno resta piatto e il pilota attende la rotazione naturale della vettura in lift completo. Dunque, il monegasco è costretto ad una guida più lineare e pulita, in linea con quanto dichiarato, senza la possibilità di ottenere vantaggi sui rivali.

Il motivo: vincolo della power unit

La causa di questo comportamento è nella gestione dell’energia. Senza MGU-H e con un ruolo centrale dell’MGU-K, il giro di qualifica è vincolato a una sequenza energetica precisa. Il deployment elettrico è ottimizzato su un giro ideale con tempi e velocità definiti. Un input di guida “fuori programma”, come un colpo di freno addizionale o anticipare il gas in uscita, altera questo equilibrio, sfasando il riferimento su cui è costruita la strategia di erogazione elettrica.

Il risultato è una gestione non ottimale nel resto del giro, con conseguente perdita in allungo per inefficienza di ricarica/deployment o per clipping anticipato in rettilineo. Il piccolo guadagno ottenuto in curva viene quindi annullato e trasformato in una perdita complessiva.

Questo è il significato tecnico delle dichiarazioni del pilota Ferrari al termine delle qualifiche in Giappone: “Quello che amo di questo sport è arrivare in Q3 con la massima pressione e fare un giro che non hai mai fatto prima. Ora non è possibile, perché ogni volta che provi qualcosa di diverso la macchina cerca di adattarsi e perdi più di quanto guadagni.”

Antonelli mantiene libertà di guida

Anche Antonelli, come detto, è solito fare la differenza utilizzando la stessa tecnica. Dal confronto telemetrico si nota tuttavia come, a differenza di Leclerc, l’italiano continui ad adoperarlarisultando in uno dei fattori chiave nella costruzione della pole.

La differenza è nella power unit Mercedes, il cui vantaggio non risiede solo nella potenza nominale o nel minore livello di clipping, ma anche nella maggiore flessibilità della gestione elettrica, che consente ai piloti di spingere liberamente nelle curve. I controlli sviluppati a Brackley infatti, grazie alla maggiore esperienza su questo tipo di propulsione, risultano più robusti e meno sensibili alle variazioni degli input di guida. Il sistema riesce quindi ad assorbire “intelligentemente” piccoli scostamenti dal giro ideale, non alterando il bilancio energetico nei tratti successivi.

Emerge quindi un ulteriore aspetto chiave in ambito power unit su cui gli altri team devono lavorare per raggiungere la vetta: l’evoluzione dei controlli, al fine di gestire in modo più robusto la strategia energetica anche in presenza di input di guida fuori dallo schema, lasciando ai piloti maggiore libertà di espressione sul giro secco.

Leggi anche: F1 | La differenza tra le qualifiche del 2025 e del 2026: il dato che preoccupa – Analisi Telemetrie GP Giappone

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Crediti immagine di copertina: ©Scuderia Ferrari HP media center

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