F1, quando Perez e Bottas erano vicini alla Ferrari: motivi della scelta Cadillac, bocciato ancora Mick Schumacher

  • Postato il 26 agosto 2025
  • Di Virgilio.it
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Ha scelto l’usato sicuro Cadillac. Per la sua primissima esperienza in Formula 1 la nuova scuderia che prenderà posto in griglia di partenza dal prossimo anno, 2026, ha deciso di affidare le proprie monoposto a due piloti di grande esperienza, Sergio Perez e Valtteri Bottas. Nessuna linea verde, nemmeno un rookie ma due prime guide temprate da anni di militanza nel circus. Una scelta chiara.

Peraltro la storia di Perez e Bottas si è incrociata, o ha rischiato di farlo, in anni diversi con la Ferrari. Checo di rosso si è vestito addirittura da giovane promessa mentre Valtteri ci è andato vicino una decina di anni prima di andare in Mercedes. Corsi e ricorsi storici visto che entrambi saranno spinti da una power unit Ferrari il prossimo anno. Chi invece ha trovato un’altra porta chiusa è sicuramente Mick Schumacher che ci ha sperato ed invece si è solo illuso.

Cadillac: i perchè della scelta Perez e Bottas

Un pilota di esperienza e uno giovane, magari americano per sottolineare l’appartenenza yankee del nuovo team che prenderà il via al Mondiale di F1 2026. Ed invece Cadillac ha stupito un po’ scegliendo l’usato sicuro su entrambi i sedili. Valtteri Bottas e Sergio Perez porteranno a battesimo la prima monoposto il prossimo anno.

Una scelta di esperienza. Entrambi 35enni con un curriculum di tutto rispetto in F1: qualcosa come 527 Gran Premi disputati in due e 16 successi, con ben tre secondi posti mondiali raggiunti con Mercedes e Red Bull, due team di prim’ordine, punto di arrivo a cui aspira Cadillac. La scelta del neo nascente team non ha preso in considerazione nessun rookie, ma nemmeno un giovane pilota.

Un po’ in controtendenza con quanto accaduto in questa stagione con tanti esordienti, da Antonelli a Bortoleto passando per Bearman e giovani leve, da Lawson a Colapinto senza dimenticare l’accantonato Doohan. Cadillac vuola imparare, capire. Parte da un progetto da zero, a differenza di Audi che si poggerà sul know how della Sauber. E allora meglio avere due piloti che di esperienza ne hanno da vendere e possono portare il loro di know how a tutto il team. Per i giovani ci sarà tempo più avanti magari.

Mick Schumacher, ennesima bocciatura

Chi esce con le ossa rotte da questo doppio annuncio è sicuramente Mick Schumacher. Ci aveva sperato il figlio del grande Schumi. Rientrare in F1 dalla porta principale. Tanti sorrisi, anche qualche complimento arrivato dagli Stati Uniti ma poi al momento di quagliare sono state altre le scelte. Come Alpine o Williams lo scorso anno. Solo illusione.

Schumacher jr paga incredibilmente lo scotto dei due due anni in Haas, una cattiva pubblicità fattagli dall’allora team principal Gunther Steiner che lo bollò un po’ come sfascia macchine e forse un cognome ingombrante che se all’inizio della carriera può averlo aiutato a questo punto si sta rivelando un vero boomerang. Della serie: non sarà mai come il padre…

Perez in Ferrari: dalla FDA al no di Montezemolo

Sia Perez che Bottas in passato hanno rischiato di essere piloti Ferrari. Checo con la tuta della rossa ci è stato per davvero. A inizio carriera. Il messicano faceva parte della Ferrari Driver Academy nel 2010, fu mandato a fare esperienza in Sauber, all’epoca motorizzata dal cavallino rampante. Perez sali sul podio un paio di volte, spesso riuscì a battere proprio la rossa di Alonso.

Si sentiva pronto al grande salto ma nel 2012 ricevette il “no” di Montezemolo. Perez è un buon pilota ma guidare una Ferrari richiede più esperienza – disse l’allora presidente di Maranello all’agenzia Reuters – Penso sia uno dei giovani più promettenti ma prima di mettere un giovane al volante di una Ferrari ho bisogno di vedere più risultati e più esperienza”. Checo non la prese bene e invece di aspettare, anche perchè Ferrari rinnovò il contratto di Massa, andò in McLaren, poi Racing Point e quindi Red Bull.

Bottas in Ferrari, lo sliding doors del 2015/16

Anche l’altro pilota Cadillac 2026, Valtteri Bottas è stato vicino alla Ferrari. Almeno secondo radio mercato. Correva l’anno 2015. Per la rossa guidavano Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen tornato dopo gli anni del Mondiale 2007, di fatto l’ultimo piloti vinto da Maranello. Il rendimento di Iceman quell’anno non era dei migliori. Il suo sedile traballava. La Ferrari sondò il mercato, tra i vari nomi anche quello di Bottas all’epoca in Williams.

Addirittura il Corriere dello Sport a metà luglio scrisse che era tutto fatto per l’ingaggio dell’altro finlandese con tanto di “cartellino” in stile calcistico pagato alla Williams dalla Ferrari per 12 milioni di euro con annuncio a Monza a fine estate. Niente di tutto questo, Raikkonen rimase in Ferrari, Bottas in Williams per poi l’anno dopo, 2017, andare in Mercedes al posto di Rosberg fresco di ritiro e di mondiale, per fare l’eterno secondo di Hamilton. Il resto è storia, ancora da scrivere. Vallteri e Checo hanno ancora qualcosa da dire.

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Virgilio.it

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