F1 | Perché la crisi in Medio Oriente non spaventa la Formula 1 nonostante la cancellazione di due gare

  • Postato il 24 marzo 2026
  • Formula 1
  • Di F1ingenerale
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Il conflitto in Medio Oriente pesa a livello economico sulla Formula 1, ma c’è comunque ottimismo per una ripresa già entro la fine dell’anno.

L’attuale conflitto in Medio Oriente ha obbligato la Formula 1 a cancellare i GP in Bahrain e in Arabia Saudita per motivi di sicurezza. La crisi geopolitica non ha solo avuto un forte impatto sul calendario, ridotto da 24 a 22 gare, ma anche a livello economico.

Da febbraio, quando sono iniziati gli attacchi congiunti di USA e Israele contro l’Iran, le azioni di Liberty Media sono crollate dell’11,7%, circa il doppio del calo complessivo del mercato globale, con una conseguente perdita di capitalizzazione di mercato pari a 2,46 miliardi di dollari.

Credits: Getty Images

Lo scossone cruciale c’è stato quando la Formula 1 ha deciso di cancellare le due imminenti gare in Medio Oriente, che si sarebbero dovute disputare ad aprile. Ciò ha comportato non solo perdite di prestigio a livello sportivo, ma ha pesato anche sulle casse del Circus.

Nonostante il ridimensionamento del calendario e l’impatto finanziario, gli analisti rimangono ottimisti. “Penso che sia una reazione eccessiva; il titolo sta scontando una perdita derivante da questi eventi come se durasse da anni”, ha affermato Lance Vitanza, amministratore delegato e analista senior della banca d’investimento e società di servizi finanziari statunitense TD Cowen, che segue Liberty Media.

Il calendario ridotto di F1, ora composto da 22 gare, non registrerà alcun aumento di fatturato rispetto all’anno scorso, quando, secondo i risultati di fine anno, gli introiti erano balzati del 14% a 3,9 miliardi di dollari. Secondo la società di ricerca e intermediazione Bernstein, i GP dell’Arabia Saudita e del Bahrain avrebbero dovuto generare un introito stimato di 118,5 milioni di dollari in commissioni per la promozione delle gare, e di 93,7 milioni di dollari in sponsorizzazioni.

I numeri in negativo, però, non preoccupano la Formula 1.

F1 e Medio Oriente: il legame strategico

La Formula 1 può ancora contare su due business: il primo legato ai diritti di trasmissione televisiva, che forniscono contratti a lungo termine; il secondo è legato alle partnership nel Medio Oriente, come quella del colosso petrolifero Aramco.

Superata la fase di crisi geopolitica, gli esperti suggeriscono che i paesi del Golfo torneranno a investire sul turismo e sulla ricostruzione della propria immagine, offrendo tariffe promozionali per gli eventi sportivi.

Vitanza rimane positivo sul valore commerciale della Formula 1, e suggerisce una crescita ancora maggiore il prossimo anno.

Crediti immagine di copertina: Associated Press

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