F1 | Il GPS tradisce Aston Martin: i problemi dell’AMR26 in gran parte legati al telaio di Newey
- Postato il 7 aprile 2026
- Formula 1
- Di F1ingenerale
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La Power Unit Honda è problematica, ma il telaio di Adrian Newey non è da meno: i dati GPS smascherano i punti deboli dell’Aston Martin in F1
La conferma dai dati del GPS: i problemi dell’Aston Martin non riguardano soltanto la Power Unit della Honda, ma anche il telaio di Adrian Newey. L’ingegnere britannico era stato chiaro già a Melbourne, suggerendo che, risolte le difficoltà legate al motore, l’AMR26 sarebbe potuta essere quarta o quinta forza nel Mondiale. Per quanto i riflettori siano stati puntati sull’azienda giapponese, a Silverstone c’è ancora molto lavoro da fare.
Doveva essere l’anno dell’Aston Martin, ma il sogno si è presto trasformato in un incubo. In ritardo già allo shakedown collettivo di Barcellona, il team di Silverstone si è presto rivelato il peggio attrezzato della griglia. L’attenzione è stata immediatamente rivolta alla Power Unit sviluppata dalla Honda. Ma se l’unità motrice nipponica è indietro rispetto ai rivali — e al centro del controverso caso “vibrazioni” — i problemi dell’AMR26 nascono anche nel telaio.
Il team di ingegneri guidati da Adrian Newey, supportati da una struttura all’avanguardia frutto degli ingenti investimenti di Lawrence Stroll, avrà molto lavoro da fare nel mese di aprile. Secondo quanto rivelato dalla BBC, i dati GPS della vettura smaschererebbero i suoi veri punti deboli. Anche con la Power Unit Mercedes, la monoposto di Silverstone sarebbe soltanto al livello di Alpine e Haas.
L’analisi GPS dell’Aston Martin
A spiegare nel dettaglio cosa non va con la AMR26 è Andrew Benson, per la BBC: “Il report della gara di Suzuka ha effettivamente dimostrato che più della metà del distacco della Aston Martin dai primi è causato dal telaio. Questa informazione proviene da una figura senior e molto competente. Si tratta anche di dati coerenti con ciò che gli altri team stanno osservando tramite il GPS, ai quali tutti hanno accesso, in termini di velocità delle vetture nelle diverse parti del tracciato“.
“La suddivisione esatta delle perdite attribuibili alla vettura e al motore della Aston Martin-Honda non è nota, e probabilmente non è possibile determinarla, dato che il comportamento del motore può influenzare anche le prestazioni in curva della vettura“.
“In media, nelle quattro sessioni di qualifica delle prime tre gare, inclusa la Sprint Race in Cina, l’Aston Martin è a 3,6 secondi dal ritmo dei migliori. Il quinto team più veloce in media è l’Alpine, a 1,268 secondi dal ritmo, seguito dalla Haas a 1,567 secondi. In altre parole, montando un motore Mercedes sulla vettura, questa si troverebbe più o meno al livello di Alpine o Haas“.
Il ruolo di Newey e il futuro dell’AMR26
“Considerando la nascita travagliata dell’Aston Martin, che di fatto è ripartita da zero con l’arrivo di Newey a marzo dello scorso anno, l’ingresso ritardato in galleria del vento fino ad aprile e un conseguente programma di sviluppo compresso, [il riscontro dei dati] sembra del tutto plausibile“, spiega il giornalista britannico.
“La vettura è sovrappeso ed è particolarmente carente nelle curve ad alta velocità. Il punto fondamentale, però, è che non conta davvero dove si trovi esattamente il deficit tra vettura e motore. Sia Aston Martin sia Honda sono ancora molto lontane dall’essere competitive, entrambe ne sono consapevoli e hanno ancora molto lavoro da fare“.
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Foto Copertina: Aston Martin F1
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