F1 | I dati incoronano Antonelli: emerge dettaglio da campione. Ferrari perde in un punto chiave – Analisi telemetrie Qualifiche Giappone
- Postato il 28 marzo 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
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Antonelli conquista la pole a Suzuka, mentre Ferrari si arrende alla McLaren: approfondiamo i dettagli delle qualifiche del Giappone con l’analisi delle telemetrie.
Il sabato di Suzuka conferma il momento di assoluta forma di Kimi Antonelli: dopo la vittoria nel GP di Cina, il giovane talento della Mercedes firma una pole autoritaria, rifilando ben tre decimi al compagno di squadra George Russell e sfoggiando tutto il suo talento su un tracciato che esalta la sensibilità di guida. Alle sue spalle la Ferrari, fin qui seconda forza abbastanza definita, si ritrova insidiata da una McLaren in evidente crescita: Lando Norris strappa la terza posizione a Charles Leclerc, mentre Oscar Piastri si inserisce davanti a Lewis Hamilton, confermando un trend in progressivo miglioramento. Entriamo nel dettaglio con l’analisi telemetrie delle qualifiche in Giappone.
Antonelli–Russell: la differenza è “nel piede”

Osservando la telemetria si può evincere come Antonelli faccia la differenza in termini di guida rispetto al compagno di squadra sin dal primo settore. In curva 1 ritarda la staccata, guadagnando tempo e soprattutto costruendo un miglior flusso per l’intera sequenza dello Snake.
Arrivati in T5 emerge il primo vero segnale di guida di puro talento: è l’unico tra i top driver ad accennare un breve colpo di freno per favorire la rotazione della vettura, anticipando l’ingresso, migliorando la fase centrale di percorrenza e ottimizzando la traiettoria di uscita. Nella curva successiva, inoltre, ritarda ulteriormente la frenata ma riesce comunque a raggiungere il massimo del gas in uscita prima di Russell, segno di una migliore gestione della trazione.
Successivamente si evidenziano altri due punti in cui Antonelli mostra un istinto che ha caratterizzato solo pochi grandi qualificatori nella storia, come Charles Leclerc e Ayrton Senna: la parzializzazione dell’acceleratore in curva. Sia in curva 9 che nello “Spoon”, infatti, Kimi mantiene sempre un 20–30% di farfalla aperta, mentre il suo compagno di squadra alza completamente il piede. Questo gli consente una migliore percorrenza, sfruttando il limite del grip e favorendo al tempo stesso la trazione in uscita.
Ottima anche la chicane conclusiva, altro tratto estremamente tecnico, dove il pilota italiano conferma la qualità della sua guida. In questo caso, tuttavia, il confronto diretto è meno leggibile a causa di un’incongruenza nei dati disponibili.
Ferrari: il distacco nasce negli allunghi

La qualifica della Ferrari è a due facce. Da un lato, la piattaforma telaistica della SF26 si conferma estremamente valida, rispondendo in modo efficace alle modifiche introdotte dal team per correggere i problemi di bilanciamento emersi nella giornata di ieri.
Dall’altro, però, la power unit del team di Maranello soffre in maniera evidente negli allunghi centrali, come evidenziato dalle velocità: è proprio in questi tratti che si concentra la quasi totalità del distacco accumulato.
In questo contesto, la McLaren — pur continuando a pagare in curva rispetto alla Rossa — mostra una crescita significativa proprio sotto questo aspetto. Le curve di potenza risultano sempre più allineate a quelle Mercedes, segnale che il team sta progressivamente comprendendo come sfruttare al meglio la power unit fornita da Brackley, arrivando addirittura a mostrare una gestione della potenza più aggressiva sul rettilineo principale, con conseguente maggiore top speed.
In vista della gara di domani, nessuno sembra al momento in grado di impensierire le Mercedes, apparse decisamente solide e complete. Alle loro spalle, invece, si preannuncia una lotta aperta tra Ferrari e McLaren per le posizioni da podio, con il team italiano che ha mostrato un ottimo passo gara nel corso della giornata di ieri.
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Crediti immagini di copertina: ©Mercedes AMG Petronas F1 Team
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