F1, Gp Giappone: Red Bull rilancia, battaglia aperta con McLaren
- Postato il 3 aprile 2025
- Sport
- Di Virgilio.it
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Red Bull deve reagire. Il contesto nel quale si muove la scuderia pluripremiata non è più gradito dal talento di Hasselt. I miracoli della stagione 2024 sono difficilmente ripetibili, in quanto McLaren è ancora più forte e il nuovo progetto della squadra di Milton Keynes non convince affatto. L’olandese è un super talento, ma difficilmente potrà fare fronte, da solo, anche in questo mondiale, a tutti i problemi della squadra.
Le riunioni per programmare il futuro a breve termine
Il terzo fine settimana di F1 targato 2025 si svolgerà in Giappone, dove peraltro Ferrari prende un riscatto. Un weekend già decisivo per Red Bull, con una vettura ancora impegnata nel competere il suo sviluppo. Il team ex campione del mondo ha fissato Jeddah, GP dell’Arabia Saudita, come round determinante per gli update. L’obiettivo è chiaro: introdurre il primo pacchetto di aggiornamenti essenziali e rafforzare la vettura.
Una riunione strategica e di grande rilevanza si è svolta giovedì scorso nella sede in Inghilterra. Max e i responsabili dei vari dipartimenti hanno analizzato le aree da migliorare per velocizzare il processo evolutivo. Attualmente, l’auto presenta ancora delle complessità nella gestione, derivanti da una finestra operativa eccessivamente ridotta, aspetto che incide direttamente sul comportamento in pista.
Sin dai test invernali, di fatto, alcune problematiche erano già emerse in maniera preponderante sulla RB21. Ed è per questo che la squadra sta lavorando per eliminarle in maniera progressiva. C’è da dire che in Cina sono arrivati i primi segnali incoraggianti. Il secondo pacchetto evolutivo inerente al fondo, testato senza successo in Bahrain, ha ricevuto le dovute ottimizzazioni e sta finalmente fornendo riscontri significativi.
In Australia, Verstappen aveva già utilizzato questa soluzione senza estremo successo, mentre in Cina, a valle degli studi realizzati con il simulatore, è stata confermata l’adozione di questo primo sviluppo importante. La squadra ha studiato i dati raccolti a Melbourne per identificare le correzioni necessarie, impiegando tutti i mezzi del caso per poi affinare il setup e liberare parte del potenziale inespresso della RB21.
Lo step necessario sulla gestione gomme
Uno degli aspetti decisamente più problematici della Red Bull è legato alla gestione degli pneumatici, probabilmente la criticità più rilevante in questo momento. Il nuovo asfalto di Suzuka vede modifiche che partono dall’ultima chicane (16-17), attraversando tutta la retta principale per poi concludersi dopo lo snake nel T1, al termine del primo settore. Un’operazione che potrebbe attenuare lo stress sugli pneumatici.
Ovviamente la squadra analizzerà attentamente i dati per adattare la vettura nel migliore dei modi possibili. Uno degli obiettivi principali sarà quello di integrare le nuove informazioni all’interno del simulatore, dopo le prime due giornate di prove libere, permettendo ai tecnici di anticipare eventuali problematiche legate al degrado eccessivo degli pneumatici nel corso della gara.
Parliamo di una questione che Red Bull deve risolvere, in quanto rispetto alla scorsa campagna agonistica, ha mostrato una certa sofferenza nel contenere il degrado delle mescole. Rispetto al 2024, il profilo energetico del circuito presenterà delle differenze che influenzano la loro amministrazione e rendendo la strategia sulla distanza dei 300 chilometri un aspetto determinante per l’esito della corsa.
La gestione dei cordoli allerta la scuderia di Milton Keynes
C’è poi tutto il discorso legato ai cordoli. Parliamo della capacità che la monoposto mostra nel gestire le asperità del piano di riferimento. Il secondo e il terzo settore della pista nipponica non hanno subito variazioni sull’asfalto, presentando nuovamente le caratteristiche ondulazioni, tipiche del circuito di Suzuka. Inoltre, è stato introdotto un nuovo cordolo interno in curva 9, sensibilmente più pronunciato rispetto al 2024.
Queste modifiche rappresentano un’ulteriore sfida per la RB21, che soffre le ondulazioni sul telaio. Red Bull sta cercando di individuare un setup sospensivo che migliori il comportamento della vettura su cordoli e avvallamenti. L’elemento chiave sarà la disposizione interna delle componenti del sistema sospensivo, un’area su cui gli ingegneri stanno concentrando il proprio lavoro senza aver ancora raggiunto la soluzione definitiva.
L’efficienza della RB21
La pista del Giappone richiede la massima efficienza. Gli aerodinamici della scuderia austriaca hanno lavorato intensamente nei mesi scorsi, ottenendo risultati apprezzabili. Il livello di efficienza pare addirittura superiore alla favorita McLaren. Combinata con un ottimo livello di carico aerodinamico, questa caratteristica garantisce alla vettura un’elevata reattività nelle curve veloci.
Per questa ragione, Red Bull dovrebbe rivelarsi piuttosto prestazionale su sezioni come lo snake (curve 3, 4, 5, 6 e 7) del primo settore, un tratto in cui la rapidità nei cambi di direzione rappresenta un fattore cruciale. Lo scorso anno, la RB20 costruì il proprio vantaggio proprio in questa zona del tracciato rispetto alla MCL38, che invece era imbattibile nella percorrenza a centro curva. La sfida è nuovamente servita…